Nel perimetro competitivo dei flybridge di circa 18 metri, dove i brand si confrontano su cubatura, facilità di gestione e qualità costruttiva, la Schaefer 600 propone una lettura progettuale che privilegia la superficie realmente fruibile più che il semplice volume dichiarato. L’idea guida è trasformare i margini della coperta in spazio vivo: balconi apribili e una zona mare pensata come “piattaforma” sociale ridisegnano la percezione dimensionale, avvicinando l’esperienza a quella di unità più grandi senza perdere l’agilità tipica di un 60 piedi.
Il modello interpreta la filosofia Schaefer in chiave contemporanea: non soltanto finiture e scenografia, ma una struttura coerente con l’uso quotidiano, in cui ergonomia, percorsi e razionalità impiantistica giocano un ruolo centrale. La 600 integra soluzioni oggi molto richieste — ali laterali trasformabili, plancetta submersible, propulsione assistita — mantenendo un’impostazione “da barca vera”, progettata per navigare con continuità e non soltanto per l’ormeggio in rada.

Identità del cantiere: Schaefer, crescita industriale e approccio pragmatico al lusso
Radici e visione: progettare partendo dal mare
Schaefer Yachts si è affermata come realtà di peso nel panorama sudamericano e, negli ultimi anni, ha consolidato una presenza sempre più internazionale. La cultura del marchio nasce da una sensibilità “marina” concreta: prima si costruisce una barca equilibrata in termini di assetti, sicurezza e affidabilità, poi la si veste con materiali e soluzioni d’arredo all’altezza del segmento premium. Questo orientamento produce unità in cui l’estetica non è un fine, ma il risultato di una base tecnica correttamente impostata.
Metodo produttivo: controllo della filiera e precisione industriale
La narrativa costruttiva del cantiere insiste su un modello ad alta integrazione, con processi e lavorazioni che mirano a ridurre variabilità e a migliorare ripetibilità qualitativa. La realizzazione di stampi con lavorazioni ad alta precisione e l’impiego di tecniche di laminazione evolute si traducono in scafi più omogenei e in finiture più consistenti nel tempo. È un’impostazione che, su barche di questa taglia, incide direttamente su rumorosità, rigidità strutturale e qualità percepita in navigazione.

Dimensioni e architettura navale: quando i numeri raccontano una strategia
Misure principali: proporzioni studiate per crociera e vivibilità
La Schaefer 600 si colloca nella fascia dei 60 piedi con una lunghezza complessiva di circa 18,08 m, un baglio massimo di 4,96 m e un pescaggio intorno a 1,45 m. La massa a secco dichiarata è nell’ordine di 25,27 t, mentre l’angolo di deadrise si attesta a circa 14,1°, un valore che suggerisce una planante orientata a un compromesso efficace tra efficienza, stabilità trasversale e comfort a regime. In pratica: una barca che punta a crociere sostenute con assetti prevedibili e consumi gestibili.
La vera leva: espansione della coperta utile
Il tratto che più caratterizza il progetto non è soltanto la volumetria interna, ma la capacità di convertire la murata in una risorsa abitabile. I balconi laterali apribili ampliano il pozzetto e ne cambiano la fruizione: aumenta la distanza tra arredi, migliora la circolazione e si crea una sensazione di terrazza sul mare difficilmente replicabile con una coperta tradizionale. Questo incide su comfort e sicurezza, perché riduce i punti di congestione e rende più fluidi i passaggi durante le fasi di servizio e convivialità.

Scheda tecnica sintetica
- Lunghezza fuori tutto: 18,08 m
- Baglio: 4,96 m
- Pescaggio: 1,45 m
- Peso a secco: 25.270 kg
- Deadrise: 14,1°
- Carburante: 2.100 L
- Acqua: 540 L
- Capacità persone (giorno): 18
- Posti letto indicativi: 6 + 2
- Generatore: 17 kW
- Velocità massima / crociera: 29 kn / 24 kn
- Consumo a crociera dichiarato: 182 L/h
- Autonomia dichiarata: 189 NM
Struttura e materiali: compositi, sandwich e logica di durabilità
Laminazione e pannellature: rigidezza senza eccessi di massa
La costruzione ruota attorno a compositi in vetroresina con tecniche di infusione e impiego di anime in schiuma PVC per scafo e sovrastrutture. In termini tecnici, un sandwich ben progettato incrementa la rigidezza flessionale e torsionale e migliora l’isolamento termico e acustico, contribuendo a un’esperienza più “silenziosa” e confortevole. L’obiettivo non è solo alleggerire, ma ottenere una struttura più consistente e stabile nel tempo, con minori probabilità di difettosità del laminato.
Dettagli che fanno la differenza: ferramenta e qualità impiantistica
Nel luxury moderno, il valore emerge nelle scelte “operative”: inox marino per la ferramenta esterna, cablaggi resistenti alla corrosione, stivaggi ben ventilati e accessi tecnici intelligenti. Sono particolari che incidono sulla manutenzione e sulla durata dell’investimento. Su un 60 piedi destinato a uso intensivo tra rade e porti, questi aspetti determinano l’affidabilità reale più di qualunque elemento decorativo.
Propulsione e trasmissione: i pod come architettura, non come optional
Impostazione IPS: manovre semplificate e distribuzione pesi razionale
La Schaefer 600 adotta un’impostazione basata su Volvo Penta IPS, scelta che influenza profondamente il comportamento della barca. Non si tratta soltanto di comodità in banchina: i pod orientabili modificano la geometria del sistema propulsivo, la disposizione in sala macchine e il bilanciamento dei pesi. Il risultato atteso è una conduzione più intuitiva, in particolare durante accosti e rotazioni strette, con una curva di apprendimento più breve per l’armatore che vuole governare senza equipaggio fisso.
Prestazioni: velocità e consumi letti con criterio
I valori dichiarati indicano una velocità massima di circa 29 nodi e una crociera prossima ai 24 nodi, con consumi a regime riportati nell’ordine di 182 L/h e autonomia intorno a 189 NM su serbatoio carburante da 2.100 L. In un’analisi tecnica, questi numeri vanno sempre interpretati in funzione di carico, stato del mare e condizioni di carena: ciò che conta è la coerenza del pacchetto nel suo uso tipico, ovvero una crociera costiera veloce, stabile e ripetibile, con margini di comfort adeguati anche quando il mare non è perfettamente piatto.

Energia e autonomia “hotel”: la barca come casa mobile
La dotazione di 540 L di acqua dolce e un generatore da 17 kW permette una permanenza in rada più ambiziosa, sostenendo climatizzazione, cucina e servizi di bordo. La capacità di ospitare fino a 18 persone di giorno evidenzia la vocazione per il day entertaining, mentre la disponibilità di posti letto 6+2 suggerisce un equilibrio tra uso armatoriale e ospitalità, con la possibilità di gestire un equipaggio o un supporto temporaneo.
Sistemi di bordo: plancia, gestione digitale e sicurezza impiantistica
Console di comando: ergonomia, visibilità e integrazione
La plancia concentra il dialogo tra navigazione, motori e sistemi di bordo, e su un 60 piedi moderno l’approccio “glass” è ormai lo standard qualitativo. La 600 mette al centro un’interfaccia integrata, con strumentazione digitale e gestione semplificata delle manovre. In pratica, la barca mira a ridurre il carico cognitivo del comandante: meno azioni ripetitive, più coerenza tra dati e controlli, maggiore naturalezza nell’esecuzione delle manovre in spazi ristretti.

Clima e comfort tecnico: stabilità termica e acustica
Su unità con grandi vetrate e volumi generosi, la climatizzazione non è un elemento accessorio: è parte della progettazione. La presenza di impianti di condizionamento dimensionati per servire salone e cabine, insieme a un’architettura energetica adeguata, determina la qualità delle notti a bordo e la vivibilità nelle ore più calde. È qui che la barca passa da “bella” a davvero abitabile: temperatura uniforme, rumorosità contenuta, gestione facile.
Protezione e ridondanze: sentine, allarmi e antincendio
Una barca pensata per crociere reali deve prevedere sistemi di sicurezza che lavorano anche quando nessuno li guarda: pompe di sentina con portate calibrate, sensori di allagamento e soppressione incendi in sala macchine. Questi elementi non fanno scena, ma definiscono affidabilità e serenità d’uso, soprattutto per armatori che navigano spesso senza un equipaggio tecnico dedicato.
Spazi esterni: il progetto della coperta come “ecosistema” conviviale
Living open-air con servizi integrati
Il pozzetto della 600 è pensato come una sala da pranzo esterna vera, non come un semplice punto di passaggio. La presenza di una stazione cucina/bar dedicata e di superfici pensate per il servizio crea un ambiente che funziona con ospiti a bordo, senza dover spostare continuamente persone e oggetti. L’espansione laterale tramite balconi aumenta la sensazione di libertà e riduce l’effetto “corridoio”, migliorando anche la percezione di sicurezza quando la barca è in movimento o all’ancora con mare formato.
Zona mare: piattaforma sommergibile e logistica dei giochi d’acqua
La plancetta poppiera a movimentazione idraulica, con capacità di carico elevata, non è solo un invito al bagno: è una soluzione logistica. Permette di gestire tender e water-toys con meno sforzo, facilita l’imbarco dall’acqua e crea un vero “beach club” a contatto diretto con il mare. Dal punto di vista ingegneristico, questa scelta implica struttura rinforzata e cinematismi robusti; dal punto di vista dell’utente, significa accessi più sicuri e tempi di preparazione ridotti.

Prua e fly: due interpretazioni complementari del relax
A prua, il progetto cerca protezione e quiete: prendisole e sedute diventano un rifugio quando il pozzetto è più animato. Sul flybridge, invece, la barca esprime la sua natura “social”: seconda timoneria, area lounge e possibilità di vivere la navigazione da una posizione elevata, con visibilità eccellente. La duplicazione delle postazioni di guida non è un vezzo: è una scelta funzionale che moltiplica le opzioni di conduzione e rende più gradevole la crociera in base a vento, sole e rotte.
Interni e layout: luce, continuità e qualità residenziale
Salone e dinette: un grande ambiente unico, senza fratture
All’interno, la 600 privilegia l’effetto “open plan”: salone, area pranzo e cucina dialogano in modo naturale, con ampie finestrature che portano luce e allargano la percezione degli spazi. Le finiture, la scelta di materiali e la cura di giunti e superfici sono pensate per offrire un ambiente caldo ma contemporaneo, con una logica di stivaggi adeguati alla crociera: non solo estetica, ma funzionalità ripetibile.

Cabine: comfort notturno e flessibilità di utilizzo
La zona notte si sviluppa attorno a una suite armatoriale e a cabine ospiti progettate per offrire privacy, ventilazione e spazi utili. La possibilità di configurare letti singoli trasformabili e di modulare il layout consente di adattare la barca a famiglie, gruppi di amici o uso charter. La vera qualità emerge nei dettagli: passaggi ampi, altezza percepita, armadi ben accessibili e bagni con docce realmente comode, non sacrificate.
Spazi di servizio: equipaggio e gestione discreta
La presenza di una cabina equipaggio, quando prevista, consente di mantenere separate le attività operative dalla vita degli ospiti. È un elemento che alza la “classe” funzionale della barca: pulizie, manovre e preparazione dei pasti possono avvenire senza invadere i percorsi principali, migliorando l’esperienza complessiva soprattutto nei periodi di utilizzo più intenso.
Layout



Comportamento in mare: stabilità, assetto e percezione di solidità
Carena e trim: un equilibrio orientato alla crociera veloce
Una planante con deadrise moderato e dislocamento importante tende a privilegiare stabilità e regolarità di assetto, soprattutto in velocità di crociera. I trim elettrici aiutano a compensare distribuzioni di carico non simmetriche e vento laterale, rendendo la conduzione più lineare. Il pacchetto propulsivo, integrato con sistemi di controllo moderni, lavora per mantenere la barca prevedibile e facile, un aspetto che molti armatori considerano prioritario rispetto alla ricerca dell’ultimo nodo di velocità.
Impressione operativa: facilità d’uso come fattore di valore
In navigazione, una barca di questo tipo viene valutata su parametri concreti: visibilità dal comando, reattività ai correttori d’assetto, rumorosità in cabina, vibrazioni, e capacità di mantenere un passo efficiente in condizioni variabili. La Schaefer 600, per impostazione, mira a offrire una guida “assistita” che semplifica manovre e gestione, rendendo la barca appetibile anche per chi non vuole dipendere da equipaggio continuativo.

Innovazione: efficienza di processo e soluzioni trasformabili per vivere meglio
Compositi e riduzione variabilità: qualità come ripetibilità
Le tecniche di costruzione moderne, quando applicate con rigore, migliorano la coerenza del prodotto: laminati più uniformi, minori difetti e maggiore prevedibilità strutturale. Questo si traduce in una barca che mantiene solidità e finiture nel tempo, con minori interventi correttivi. È una forma di innovazione “silenziosa” che non si vede subito, ma si percepisce dopo stagioni di utilizzo.
Tecnologia “a servizio”: integrazione, predisposizioni e upgrade futuri
Il mondo dei 60 piedi richiede barche pronte ad evolvere: audio, connettività, gestione luci e servizi, eventuali sistemi di stabilizzazione, upgrade di strumentazione. La 600, con una base energetica adeguata e un’impostazione impiantistica moderna, si presta a configurazioni più ricche senza stravolgimenti. La direzione è chiara: rendere la complessità più accessibile, senza perdere robustezza.
Scenario di mercato: a chi parla davvero la Schaefer 600
Target: armatori privati, charter premium e corporate hospitality
La 600 è un prodotto che convince quando l’obiettivo è ospitare: grandi aree esterne, accesso al mare facilitato, spazi di servizio e una conduzione semplificata. L’armatore privato trova un equilibrio tra lusso e praticità; il charter beneficia della spettacolarità dei balconi e del beach club; la clientela corporate apprezza la capacità day elevata e l’impatto immediato degli spazi trasformabili, che funzionano come “palcoscenico” sul mare.
Competitor: filosofie diverse, stesso campo di gioco
Nella stessa fascia dimensionale convivono interpretazioni differenti: alcuni brand europei privilegiano la firma stilistica e la tradizione di cantiere; altri puntano su modularità e luminosità; altri ancora spingono su prestazioni e carene più orientate al passo lungo. La Schaefer 600 risponde con una proposta molto specifica: massimizzare la vivibilità esterna senza complicare l’uso. È un posizionamento netto, che può risultare più persuasivo di una semplice “somma” di dotazioni.
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Orizzonte del progetto: cosa racconta la 600 sulla direzione del flybridge moderno
Outdoor living e semplificazione: il lusso come facilità
Il mercato sta spingendo verso barche che si vivono di più fuori che dentro, e verso sistemi che riducono lo stress di conduzione. La Schaefer 600 incarna questa tendenza: crea spazi esterni trasformabili, integra tecnologie di comando intuitive e propone una distribuzione interna che assomiglia a un ambiente residenziale, più che a una “cabina” nautica tradizionale. È un flybridge pensato per moltiplicare le occasioni d’uso, non per essere utilizzato solo in condizioni perfette.
Evoluzione futura: più terrazze, più integrazione, più comfort dinamico
Guardando la barca come prodotto di gamma, la direzione appare lineare: aumentare la superficie vivibile tramite soluzioni meccaniche affidabili, raffinare l’integrazione digitale e lavorare su comfort e silenziosità. In prospettiva, le richieste di stabilizzazione e di efficienza energetica cresceranno ulteriormente; un 60 piedi competitivo dovrà continuare a rendere semplice ciò che è complesso, mantenendo però solidità e qualità costruttiva.
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Conclusioni: un 60 piedi che “gioca” da categoria superiore grazie a scelte progettuali concrete
La Schaefer 600 convince perché non si limita a dichiarare lusso: lo trasforma in funzione. Balconi apribili e piattaforma sommergibile non sono accessori, ma dispositivi che cambiano il modo in cui si usa la barca, ampliando il pozzetto e rendendo la zona mare una vera destinazione. La struttura in composito sandwich, l’impostazione propulsiva con pod e l’attenzione all’ergonomia di plancia costruiscono una piattaforma solida per la crociera veloce e per l’intrattenimento.
Nel confronto con la concorrenza, la 600 non cerca necessariamente l’ultima prestazione o l’effetto “design manifesto”: si posiziona come yacht di alta fruibilità, pensato per armatori che vogliono vivere il mare con ospiti, con un equilibrio tra spettacolo e facilità d’uso. È un flybridge che ridisegna i suoi confini, e lo fa con una logica ingegneristica chiara: aumentare lo spazio utile, semplificare le manovre e rendere la permanenza a bordo più ricca, più comoda, più naturale.


