In un’epoca in cui molti yacht plananti inseguono numeri di velocità sempre più alti, la Princess Y95 segue una traiettoria diversa: non rinnega le prestazioni, ma le incanala dentro un progetto che mette al centro efficienza, stabilità, autonomia e qualità della vita a bordo. È un’imbarcazione che parla a chi naviga davvero: armatori e comandanti che misurano il valore non solo in nodi, ma in miglia percorse con comfort, in silenzio, in affidabilità e in coerenza impiantistica.
La Y95 è, in sostanza, una sintesi riuscita fra due mondi: la tradizione britannica del “seakeeping” (tenuta e comportamento marino) e la domanda contemporanea di volumi da superyacht in un formato ancora gestibile. Il risultato è un flybridge di taglio premium che punta a far convivere grandi superfici vetrate, ambienti da “penthouse sul mare” e una carena pensata per lavorare bene anche quando le condizioni non sono gentili.

Il cantiere: Princess Yachts, Plymouth e la cultura del progetto “in mare vero”
Per comprendere la Y95 bisogna partire dal DNA del costruttore. Princess Yachts nasce nel Regno Unito e cresce a Plymouth, una città che non vive di mare “decorativo”, ma di mare operativo. Qui, l’ambiente impone soluzioni concrete: carene capaci, strutture robuste, impianti ordinati e manutenzionabili. È una scuola di pensiero che, nel tempo, ha costruito una reputazione solida nel panorama del luxury yacht: industrializzazione di qualità senza perdere l’impronta artigianale nelle finiture.
La filosofia costruttiva Princess è spesso riassunta in un concetto semplice ma decisivo: coerenza. Coerenza tra layout e sistemi, tra materiali e pesi, tra prestazioni attese e comportamento reale. Su un 29 metri questa coerenza diventa un tema ingegneristico: ogni scelta (vetrate, arredi, impiantistica, serbatoi, tender garage) si ripercuote su assetto, rumorosità, vibrazioni e consumi. La Y95, proprio per come è impostata, mostra l’approccio “da piattaforma” tipico di un cantiere maturo: base tecnica robusta, personalizzazione guidata, e attenzione a ciò che non si vede.

Dimensioni e architettura navale: quando il baglio diventa spazio utile senza perdere equilibrio
Il primo dato che spiega la Y95 è la larghezza: un baglio importante, sfruttato per creare un ponte principale ampio e una distribuzione interna che non costringa a compromessi. Ma il baglio, da solo, non basta: occorre che la struttura sostenga grandi aperture e che la geometria di carena mantenga un comportamento “pulito” in navigazione. Qui entra in gioco l’architettura complessiva, con volumi moderni e una prua studiata per ridurre impatti e spruzzi, migliorando la qualità della crociera.
Scheda tecnica sintetica (principali dati di riferimento)
- Lunghezza fuori tutto (con pulpito): 29,10 m
- Lunghezza fuori tutto (senza pulpito): 28,58 m
- Baglio massimo: 6,77 m
- Pescaggio (indicativo): 1,97 m
- Dislocamento (indicativo): 111.762 kg
- Capacità carburante: 13.818 L
- Capacità acqua dolce: 1.865 L
- Motorizzazione: 2 × MAN V12 (fino a 2.000 mhp)
- Velocità indicativa: circa 22–24 kn (in funzione di carico e allestimento)
Il pescaggio attorno ai 2 metri è un indicatore interessante: segnala che non si è cercato di “appiattire” appendici e cinematismi per ragioni estetiche o di accesso ai porti, ma si è mantenuto un margine tecnico utile per eliche, assi e flussi idrodinamici. In pratica: una base più credibile per efficienza, controllo e riduzione delle vibrazioni, soprattutto in crociera.

Materiali e costruzione: composito GRP e rigidità strutturale al servizio di vetrate e silenzio
Scafo e sovrastruttura della Y95 sono realizzati in composito GRP, soluzione tipica della fascia premium seriale, ma con esiti molto diversi a seconda di come viene progettata e industrializzata la laminazione. Su un flybridge con grandi superfici trasparenti, la partita si gioca su due fronti: rigidità (per evitare deformazioni e rumori) e isolamento (per contenere vibrazioni e trasmissione sonora).
Interni
È qui che la Y95 rivela la propria ambizione: la luminosità non è una concessione estetica, bensì un elemento strutturale da governare. Grandi finestrature richiedono cornici ben progettate, rinforzi coerenti e una carpenteria interna capace di “chiudere” il sistema senza punti deboli. Quando tutto è a posto, il beneficio è enorme: interni inondati di luce, percezione di spazio amplificata, e un’esperienza a bordo che somiglia a una suite contemporanea più che a un classico salone nautico.

Propulsione e trasmissione: due MAN V12 come piattaforma di coppia e affidabilità
La motorizzazione con coppia MAN V12 fino a 2.000 mhp ciascuno colloca la Y95 in un territorio equilibrato: potenza sufficiente per una planata convincente, ma soprattutto margine per una crociera che non “strozzi” i motori. In termini pratici, significa poter navigare in modo progressivo, con regimi più rilassati e quindi con benefici su rumorosità, durata meccanica e comfort percepito.
Su un’imbarcazione di oltre cento tonnellate, l’obiettivo non è la brutalità dell’accelerazione: è la continuità. Continuità nel passaggio fra dislocamento, semi-planata e planata; continuità nel mantenere l’assetto con carichi variabili; continuità nella sensazione di controllo quando il mare cambia. Per questo, oltre alla potenza, contano geometria della carena, set-up di trim e distribuzione dei pesi, inclusa la gestione dei grandi volumi di carburante.
Il serbatoio da 13.818 litri non è un semplice “plus”: è un vincolo progettuale che obbliga a ragionare su baricentro variabile, ventilazione, sicurezza e accessibilità. Una barca davvero pensata per navigare lontano deve rimanere efficiente sia a pieno carico sia quando il livello del carburante scende: la Y95 nasce con questa logica, perché la sua promessa non è “andare forte mezz’ora”, ma coprire distanze.

Prestazioni e consumi: una planante che sa ragionare da “cruiser”
La velocità indicativa nell’ordine di 22–24 nodi racconta una barca capace, ma la lettura più intelligente sta nella fascia intermedia: la Y95 dà il meglio quando la si considera un flybridge per crociere estese, non una sportiva da record. La combinazione fra massa, geometria della prua e configurazione di carena tende a valorizzare andature dove il mare viene “assorbito” anziché “rimbalzato”.
Dal punto di vista dell’autonomia, la capacità di carburante e la natura stessa del progetto aprono scenari tipici di unità long-range: a andature moderate, la relazione litri/miglia diventa favorevole e consente traversate importanti. In termini operativi, significa più libertà di pianificazione: meno tappe obbligate, più possibilità di scegliere rotte in base a meteo, comfort e desideri dell’armatore.
È un cambio di paradigma: non si tratta di rinunciare alla performance, ma di trasformarla in elasticità d’uso. Una barca come la Y95 deve poter correre se serve (per meteo o logistica), ma deve anche saper navigare “bene” quando si cerca il piacere della rotta: silenzio, stabilità, consumi sotto controllo, e un comportamento che non affatica equipaggio e ospiti.

Sistemi di bordo: integrazione, domotica e gestione “ordinata” della complessità
Su un 29 metri contemporaneo, la tecnologia non è un ornamento: è una rete di sistemi che deve funzionare in modo leggibile e affidabile. La Y95 è pensata per un comando che privilegi chiarezza, visibilità e accesso rapido alle informazioni: navigazione, radar, autopilota, gestione motori, allarmi e monitoraggio. La qualità di questa integrazione si misura in mare, quando serve prendere decisioni con velocità e precisione.
Accanto alla componente “bridge”, la barca sviluppa una logica domestica evoluta: controllo luci, climatizzazione, intrattenimento, gestione delle tende e delle scene ambientali. Il punto, in una barca ben progettata, è evitare l’effetto “pannello di astronave”: l’utente deve sentirsi guidato, non sommerso. Quando la domotica è fatta bene, diventa invisibile e migliora la vita a bordo senza complicarla.

Design esterno e firma stilistica: superfici pulite, prua moderna e proporzioni misurate
Lo stile della Y95 parla una lingua contemporanea ma non aggressiva: linee tese, superfici ampie e una presenza scenica che nasce più dalle proporzioni che dagli eccessi. La prua ha un’impostazione fendente, pensata per lavorare bene sull’onda e per trasmettere l’idea di uno yacht che “affronta” la rotta. La sovrastruttura flybridge si sviluppa con equilibrio: non appare come un “volume appoggiato”, ma come un elemento integrato, con un profilo che mantiene slancio e leggibilità.
Le finestrature, protagoniste assolute, non sono soltanto scenografia: definiscono l’identità del modello e ne amplificano l’attrattiva nel mercato luxury. Tuttavia, proprio perché sono così estese, obbligano a una progettazione accurata su supporti, cornici e isolamento. È un punto dove la differenza fra un cantiere solido e uno improvvisato diventa evidente.

Layout e architettura degli spazi: il ponte principale come “salotto panoramico” e la suite armatoriale come punto di svolta
Main deck: socialità fluida e senso di ampiezza reale
Il ponte principale è costruito per favorire un utilizzo naturale: ingresso dalla poppa, zona conversazione, area dining e una relazione continua con l’esterno. Le superfici vetrate e le porte ampliano la prospettiva e rendono l’ambiente luminoso anche con luce laterale. La sensazione, tipica di alcuni progetti Princess di alta gamma, è quella di uno spazio “architettonico” che non dimentica la nautica: passaggi comodi, ergonomie sensate, e stivaggi concepiti per crociere di durata.
La cabina armatoriale sul main deck: comfort di categoria superiore e privacy “da superyacht”
La scelta della suite armatoriale a tutto baglio sul ponte principale è una dichiarazione: l’armatore viene posto nel punto più privilegiato della barca, con una qualità di luce che avvicina l’esperienza a un appartamento sul mare. Questa configurazione, quando è ben eseguita, offre vantaggi concreti: accesso più immediato agli spazi sociali, maggiore isolamento dalle aree operative e, spesso, un comportamento più gradevole in navigazione rispetto alle cabine molto arretrate.

Ponte inferiore: ospitalità strutturata, bagni en-suite e logica “hotel”
Con una configurazione tipica da 10 ospiti in 5 cabine, la Y95 risponde alle aspettative di armatori con famiglia numerosa e di utilizzo charter di fascia alta. La differenza, in questo segmento, la fa la qualità delle cabine secondarie: dimensioni reali, bagni sfruttabili, altezza percepita, qualità dei materiali e silenzio. Il baglio aiuta, ma è la progettazione a determinare il risultato: corridoi ben dimensionati, arredi che non invadono i passaggi e un equilibrio fra eleganza e praticità.
Equipaggio: operatività e discrezione come fattori di lusso
Una barca di questo livello non può prescindere da una gestione equipaggio efficiente. Spazi crew ben pensati e percorsi funzionali non sono un capriccio, ma un elemento che migliora l’esperienza degli ospiti. Quando i flussi sono separati e il lavoro può avvenire senza interferire con la vita a bordo, la percezione di qualità cresce in modo immediato: il servizio diventa fluido, la barca appare “sempre in ordine”, e il charter – se previsto – ne guadagna in reputazione.
Layout



Vita all’aperto: flybridge come ponte completo e poppa come piattaforma di relazione con l’acqua
All’esterno, la Y95 interpreta il concetto di living moderno. Il flybridge non è un’area accessoria: è un ponte a pieno titolo, pensato per pranzi, aperitivi, relax e permanenze lunghe in rada. L’ergonomia qui è determinante: distanze corrette, percorsi intuitivi, zone d’ombra ragionate e una disposizione che evita ingorghi quando l’equipaggio serve o quando gli ospiti si muovono.

A poppa, la barca sfrutta l’idea contemporanea di “beach lifestyle”: accesso facilitato al mare, gestione di tender e water toys, e una fruibilità che rende credibile la barca come base di crociera. Su unità di questa taglia, la poppa è diventata il vero centro emozionale: è il luogo in cui si vive il mare in modo diretto, e la Y95 lo interpreta con un’impostazione coerente con il suo posizionamento premium.
Innovazione e ricerca: efficienza prima dell’effetto speciale
Quando si parla di innovazione nel luxury nautico, è facile cadere nel marketing. In realtà, le innovazioni più preziose sono spesso quelle invisibili: riduzione delle perdite energetiche, miglioramento dei sistemi di stabilizzazione, gestione termica più efficiente, controllo della rumorosità, logiche di sicurezza e ridondanza. La Y95 si colloca in questa prospettiva: un prodotto che evolve migliorando ciò che conta nell’uso quotidiano.
La prua moderna e la carena, insieme alla cura per pesi e assetto, contribuiscono a ridurre “fatica” di navigazione e a migliorare l’efficienza alle andature di crociera. È un tipo di innovazione che non fa rumore, ma che si sente nel tempo: meno vibrazioni, meno stress per equipaggio, consumi più coerenti e una barca che mantiene qualità anche dopo molte ore di mare.
Comportamento in mare: ciò che ci si aspetta da un 29 metri pensato per navigare
La Y95 è un’unità che va interpretata con rispetto e competenza: massa e dimensioni richiedono manovre progressive, lettura dell’onda e gestione consapevole delle accelerazioni. Proprio per questo, quando il progetto è ben bilanciato, il beneficio è enorme: la barca restituisce una sensazione di solidità, di “pienezza”, e di controllo che i comandanti apprezzano.

In navigazione, un flybridge di questa taglia deve eccellere in tre aree: stabilità direzionale, capacità di mantenere rotta e assetto senza correzioni continue; comfort longitudinale, cioè il modo in cui affronta l’onda limitando colpi secchi; silenzio strutturale, fondamentale per un’esperienza luxury autentica. La Y95 è disegnata per performare proprio in queste dimensioni, perché è qui che si costruisce il valore reale del prodotto.
Scenario di mercato e competitor: il valore della Y95 nella fascia alta dei 29 metri
Il segmento dei 95 piedi è densamente popolato e altamente competitivo. Esistono alternative che puntano su immagine sportiva e velocità, e altre che fanno leva su layout aggressivi o su firme stilistiche italiane molto marcate. La Y95, invece, sceglie una via di mezzo “intelligente”: un design contemporaneo, sì, ma sorretto da un’impostazione tecnica che privilegia la crociera, la qualità degli spazi e una certa compostezza britannica.
In confronto ai competitor più performance-oriented, la Y95 tende a offrire un’esperienza più “matura”: meno ricerca del limite, più focus su autonomia, comfort e continuità. Rispetto ad alcune proposte molto scenografiche, porta in dote una praticità che diventa un vantaggio nelle crociere lunghe: stivaggi, percorsi funzionali, e un equilibrio tra eleganza e gestione. È una barca che parla sia al privato esigente sia al charter premium, dove l’affidabilità e la ripetibilità del servizio sono fondamentali.
Clientela target: armatore navigante, family cruiser e charter di alta gamma
La Y95 intercetta tre profili principali. Il primo è l’armatore che naviga: desidera trasferimenti lunghi, isole, rotte con meteo variabile, e pretende una barca che non costringa a rientri anticipati. Il secondo è la famiglia che vive il mare: cabine numerose, spazi sociali ampi, e una poppa vivibile diventano indispensabili. Il terzo è l’operatore charter di fascia alta: cerca un prodotto riconoscibile, rifinito, con layout che “vende” e impianti che consentano una gestione professionale senza sorprese.
In tutti e tre i casi, la parola chiave è equilibrio. La Y95 non è un oggetto da esposizione: è un mezzo di alto livello progettato per mantenere valore nel tempo, sia per qualità percepita sia per coerenza tecnica. E questo, nel luxury, è sempre più importante della moda del momento.
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Prospettiva futura: cosa anticipa la Y95 sull’evoluzione del flybridge contemporaneo
Guardando avanti, la Y95 rappresenta bene la direzione del settore: yacht plananti che devono essere più efficienti, più vivibili, più silenziosi e più “intelligenti” nella gestione dei sistemi. Il mercato sta premiando progetti che riducono sprechi, che migliorano la permanenza in rada, che integrano soluzioni di stabilizzazione e che valorizzano la luce naturale senza compromettere struttura e comfort.
In questo senso, la Y95 è un tassello coerente: spazi ampi, prua moderna, autonomia importante, e un’impostazione che mette la navigazione reale al centro. È probabile che vedremo sempre più yacht di questo tipo: non solo veloci, ma capaci di essere versatili, di adattarsi ai diversi stili d’uso e di conservare nel tempo quella solidità che rende un progetto davvero “premium”.
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Conclusione: il lusso della Princess Y95 è la competenza con cui rende semplice ciò che è complesso
La Princess Y95 è uno yacht che non cerca scorciatoie: costruisce il proprio prestigio con una combinazione di architettura navale, volumi, impianti e finiture che lavorano insieme. Il suo punto di forza non è un singolo dettaglio, ma la capacità di offrire una crociera completa: spazi luminosi, suite armatoriale di livello, ospitalità strutturata, autonomia credibile e una sensazione di solidità che si apprezza soprattutto quando il mare non è perfetto.
Se si desidera un 29 metri che unisca immagine contemporanea e sostanza ingegneristica, la Y95 si propone come una scelta estremamente razionale. E nel mondo dello yachting di fascia alta, la razionalità – quando coincide con comfort, bellezza e affidabilità – diventa una forma di lusso ancora più convincente.


