Nel settore dei catamarani a motore di fascia alta, il Lagoon Sixty 7 rappresenta una proposta di notevole intelligenza progettuale. Non nasce per inseguire la teatralità di certi yacht monumentali né per cercare una sportività artificiale poco coerente con la sua natura, ma per offrire un equilibrio molto raffinato tra efficienza idrodinamica, comfort residenziale e autonomia di navigazione. È un modello che interpreta il lusso in modo concreto: meno ostentazione, più qualità della vita a bordo, più funzionalità reale per crociere lunghe e impegnative.
La sua identità tecnica si fonda su un principio chiaro: sfruttare i vantaggi intrinseci della piattaforma multiscafica per creare una barca stabile, spaziosa e facilmente governabile, capace di mantenere percorrenze importanti con consumi relativamente contenuti rispetto al volume disponibile. In questa prospettiva, il Sixty 7 non è soltanto un grande yacht da diporto, ma un vero strumento di navigazione evoluto, pensato per armatori che desiderano vivere il mare con continuità, in modo rilassato ma senza rinunciare a prestigio e qualità costruttiva.

Lagoon e la cultura del progetto: un cantiere con identità precisa
Analizzare il Sixty 7 significa, prima di tutto, osservare il percorso del marchio che lo produce. Lagoon è oggi uno dei protagonisti assoluti nel comparto dei catamarani da crociera, con una reputazione consolidata che deriva da anni di sviluppo coerente, da un forte impianto industriale e da una visione progettuale molto riconoscibile. L’inserimento nel perimetro del Groupe Beneteau ha dato al brand una solidità produttiva e commerciale difficile da eguagliare, permettendogli di presidiare i mercati internazionali con capillarità e continuità.
La crescita del marchio si è sviluppata attorno a una filosofia precisa: realizzare multiscafi che non siano semplicemente ampi, ma equilibrati nell’uso reale, ben studiati nella distribuzione dei pesi, intuitivi nella gestione e convincenti sul piano della vita a bordo. Il contributo di VPLP Design nella progettazione navale, unito alla firma di Patrick le Quément per le linee esterne e di Nauta Design per gli ambienti interni, ha consentito a Lagoon di costruire una gamma nella quale tecnica, ergonomia e stile non procedono su binari separati.
Nel caso del Sixty 7, questa impostazione emerge con particolare chiarezza. Il cantiere non ha rincorso una soluzione estrema o un oggetto di lusso fine a sé stesso, ma ha sviluppato un’unità che riflette la propria filosofia: facilità d’impiego, comfort diffuso, grande abitabilità e forte appetibilità commerciale. È proprio questa combinazione a rendere il modello rilevante non solo per l’armatore privato, ma anche per operatori charter e società che cercano una piattaforma di rappresentanza sofisticata, affidabile e internazionalmente riconoscibile.

Dimensioni e architettura navale: la geometria del comfort
Ingombri, proporzioni e lettura tecnica della piattaforma
Con i suoi 20,15 metri di lunghezza fuori tutto e una larghezza di circa 10 metri, il Lagoon Sixty 7 appartiene alla categoria dei grandi catamarani a motore da crociera oceanica. Il pescaggio, contenuto in circa 1,5 metri, amplia il ventaglio degli scenari di utilizzo, mentre il dislocamento leggero nell’ordine delle 43 tonnellate conferma la natura importante dell’unità. Non si tratta, quindi, di una barca leggera o esasperata, bensì di una piattaforma pensata per offrire sostanza, autonomia impiantistica e stabilità operativa.
Dal punto di vista architettonico, il rapporto tra lunghezza e baglio costituisce uno degli elementi più interessanti del progetto. Il generoso sviluppo trasversale permette di ottenere volumi interni e superfici esterne che, su un monoscocca di pari lunghezza, richiederebbero compromessi molto più severi. Il vantaggio non è solo metrico, ma qualitativo: la barca restituisce una sensazione di apertura, libertà di movimento e separazione funzionale degli ambienti che modifica radicalmente il modo di vivere a bordo.
Vocazione long range e funzionalità marinaresca
Il Sixty 7 è stato concepito per navigazioni estese, e questa attitudine emerge con chiarezza dai dati di progetto. Una capacità carburante complessiva di circa 5.500 litri e una dotazione idrica vicina ai 1.000 litri collocano il modello nel territorio delle crociere realmente prolungate, non soltanto delle uscite costiere di rappresentanza. Ciò significa maggiore libertà nella pianificazione, meno vincoli legati al rifornimento e un’impostazione complessiva orientata alla permanenza a bordo per periodi significativi.

Il pescaggio moderato, inoltre, consente di avvicinarsi con relativa serenità ad aree costiere, baie ridossate e fondali poco profondi che spesso restano meno accessibili ai grandi motoryacht tradizionali. Questa flessibilità operativa, sommata all’ampiezza degli spazi, contribuisce a definire il carattere del Sixty 7: una barca pensata non solo per apparire, ma per essere usata intensamente, anche in programmi di navigazione ambiziosi.
Costruzione e materiali: una struttura moderna, solida e razionale
Compositi, infusione e logica strutturale
Sotto il profilo della costruzione, il Lagoon Sixty 7 adotta soluzioni tipiche dei multiscafi di alta gamma sviluppati su scala industriale evoluta. Scafi, coperta, tuga e nacelle vengono realizzati in composito con processo di infusione, mentre in varie aree è presente una struttura sandwich con anima in balsa. I fondi e le zone maggiormente esposte a carichi o sollecitazioni meccaniche ricorrono invece a laminati monolitici, secondo una logica che privilegia la resistenza dove serve davvero.
L’infusione non va letta soltanto come scelta tecnologica di immagine. Quando applicata con controllo industriale rigoroso, consente di migliorare l’omogeneità dei laminati, contenere il peso superfluo, ottenere un migliore rapporto tra fibra e resina e garantire una più elevata ripetibilità costruttiva. In un’unità destinata a lunghe percorrenze e a una vita di bordo intensa, tutto ciò si traduce in benefici concreti in termini di robustezza, affidabilità e qualità generale della piattaforma.
Materiali interni e percezione del lusso
Negli interni, il lavoro di Nauta Design sviluppa un linguaggio raffinato ma misurato. Le superfici sono ampie, le aperture vetrate generose, i materiali selezionati per creare un ambiente luminoso, coerente e contemporaneo. Il lusso, qui, non viene cercato attraverso l’eccesso ornamentale, ma mediante una cura compositiva molto controllata: essenze, tessuti, volumi e finiture concorrono a creare un’atmosfera sofisticata ma rilassata.

Da un punto di vista più tecnico, gli interni del Sixty 7 dimostrano una notevole attenzione alla gestione della luce naturale, alla fluidità dei percorsi, alla percezione termica e all’isolamento acustico. In una barca di questo livello, il comfort non dipende soltanto dalla quantità di spazio disponibile, ma dalla capacità del progetto di renderlo equilibrato, facile da abitare e gradevole anche durante permanenze prolungate.
Motori e trasmissione: affidabilità prima dell’effetto scenico
Le opzioni propulsive disponibili
Il Lagoon Sixty 7 è proposto con una motorizzazione standard composta da due Volvo Penta D6 da 340 cavalli, mentre la configurazione alternativa più prestazionale adotta due Yanmar da 440 cavalli. Si tratta di una scelta perfettamente coerente con la filosofia del progetto: potenze adeguate alla massa e all’impiego previsto, senza inseguire numeri fini a sé stessi o una dinamica di tipo sportivo estranea alla natura dell’unità.
L’apparato propulsivo lavora su linee d’asse tradizionali, soluzione che continua ad avere numerosi vantaggi su barche destinate al lungo raggio. La semplicità meccanica, la robustezza, la prevedibilità dei comportamenti e la manutenzione generalmente più lineare rappresentano qualità particolarmente apprezzabili per armatori esperti, equipaggi professionali e flotte charter di fascia alta. Nel Sixty 7, la scelta della tradizione tecnica non implica arretratezza, ma pragmatismo ingegneristico.
Controllo, risposta e manovrabilità
La timoneria si affida a un sistema idraulico con attuatore dedicato, mentre la disposizione dei comandi sul flybridge è stata sviluppata per garantire buona leggibilità, controllo intuitivo e visibilità funzionale nelle manovre. La distanza naturale tra i due propulsori, tipica del catamarano, genera una leva molto favorevole alle manovre in porto e alle rotazioni sul posto, riducendo la difficoltà percepita anche su un’unità di dimensioni importanti.

Le impressioni raccolte durante le prove in mare convergono su un punto preciso: il Sixty 7 si dimostra più docile e gestibile di quanto il volume lasci immaginare. Questo è un risultato progettuale di rilievo, perché una piattaforma così ampia potrebbe facilmente diventare complessa nelle fasi a bassa velocità. Al contrario, la barca conserva una buona naturalezza di risposta e una notevole precisione nelle manovre.
Prestazioni, consumi e autonomia: la sostanza del progetto
Andature operative e velocità massima
Con la motorizzazione più generosa, il Lagoon Sixty 7 è in grado di toccare velocità nell’ordine dei 21 nodi, valore più che rispettabile per un catamarano a motore di questa stazza. Tuttavia, sarebbe riduttivo giudicare il modello sulla base della sola punta massima. La sua vera qualità emerge infatti nelle andature intermedie, dove la barca esprime il miglior bilanciamento tra resa dinamica, consumi e comfort di navigazione.
Alle velocità di crociera più naturali, comprese indicativamente tra 13,5 e 15 nodi, il Sixty 7 mantiene consumi complessivi che, per categoria e volume interno, risultano particolarmente interessanti. I dati disponibili indicano valori sotto i 100 litri/ora alle andature più tranquille e circa 135 litri/ora intorno ai 15 nodi, numeri che spiegano bene la fama del modello come piattaforma da viaggio confortevole ed efficiente.
Autonomia reale e vantaggio operativo
Uno degli aspetti più convincenti del progetto riguarda il raggio d’azione. A velocità prossime ai 10 nodi, l’autonomia può arrivare fino a circa 1.800 miglia nautiche, una soglia che colloca il Sixty 7 fra le unità da crociera davvero vocate alla lunga percorrenza. Anche aumentando l’andatura, la distanza copribile resta molto significativa, mantenendo il catamarano in una fascia d’impiego estremamente versatile.
Questo è il punto in cui il power catamaran esprime uno dei suoi argomenti più forti rispetto al motoryacht tradizionale di analoga volumetria: non tanto la superiorità in velocità, quanto la possibilità di coniugare spazi amplissimi, stabilità trasversale, percorrenze elevate e costi energetici relativamente più razionali. Per chi naviga davvero, è una differenza sostanziale.
Impianti, elettronica e gestione di bordo
La dotazione impiantistica del Sixty 7 è coerente con il suo rango e con la sua vocazione alla permanenza a bordo. Il sistema elettrico comprende distribuzione AC e DC ben organizzata, caricabatterie, inverter, gruppo elettrogeno e una capacità di servizio adeguata a sostenere utenze alberghiere importanti. Climatizzazione, refrigerazione, cucina attrezzata, illuminazione diffusa e apparati di intrattenimento non sono accessori marginali, ma elementi centrali dell’esperienza che la barca promette.
La supervisione di diverse funzioni di bordo viene affidata a schermate touch e a pannelli centralizzati per il controllo dei serbatoi, dei circuiti e delle principali utility di bordo. Sul piano della navigazione, il modello è stato visto in configurazioni con elettronica Simrad, con plance moderne, ben leggibili e organizzate in modo razionale. Anche in questo caso emerge la filosofia generale del progetto: tecnologia presente e ben integrata, ma non invasiva o inutilmente complicata.

L’adozione diffusa di illuminazione a LED, la presenza di ventilazione naturale negli ambienti e la cura nella distribuzione degli impianti testimoniano un approccio progettuale che guarda all’efficienza, alla vivibilità e alla semplicità di gestione quotidiana. Su una barca di questa fascia, la qualità dell’esperienza dipende anche da questi dettagli meno visibili ma decisivi.
Design e organizzazione degli spazi: il lusso della continuità
Stile esterno e firma progettuale
Il disegno esterno del Sixty 7 evita con intelligenza il rischio della massa visiva eccessiva. La sovrastruttura è voluminosa, come inevitabile su un catamarano di quasi venti metri, ma il lavoro sulle proporzioni, sulle vetrature e sulle linee orizzontali alleggerisce l’insieme. Il risultato è un profilo autorevole ma non pesante, contemporaneo ma non modaiolo, capace di conservare un’eleganza misurata anche in un segmento dove la ricerca del colpo d’occhio spesso prevale sulla coerenza formale.

Layout e percezione dello spazio
L’abitabilità è il vero centro gravitazionale del progetto. Il salone principale è concepito come un grande ambiente aperto, collegato visivamente e funzionalmente al pozzetto di poppa, con un livello di continuità che ricorda più quello di una residenza contemporanea che di una barca tradizionale. Le numerose configurazioni disponibili permettono di adattare il layout a esigenze differenti, privilegiando il programma armatoriale, l’ospitalità di lusso o l’impiego charter con numerosi ospiti.
Osservando l’imbarcazione nei dettagli degli interni, si coglie un aspetto fondamentale: il progetto non punta solo a offrire metri quadrati, ma a organizzarli con intelligenza. Visuali ampie, arredi integrati, passaggi comodi, collegamenti fluidi e ottimo dialogo tra interni ed esterni costruiscono un ambiente che appare vasto ma non dispersivo, elegante ma non rigido, ricco ma non ridondante.


Flybridge e aree conviviali esterne
Tra gli elementi più riusciti vi è certamente il flybridge, ampio e polifunzionale, capace di riunire in un’unica area comando, relax e convivialità. Il pozzetto di poppa, grazie alla grande larghezza disponibile, offre una vivibilità superiore alla media e si presta tanto alla sosta in rada quanto alla ricezione degli ospiti. Anche le zone prodiera e le plancette contribuiscono a costruire un sistema di spazi esterni estremamente articolato.
Il pregio del Sixty 7 non sta tanto nell’accumulare aree utilizzabili, quanto nel far sì che ciascuna mantenga una propria identità funzionale. È questa distinzione tra i diversi luoghi di bordo a rendere l’esperienza più sofisticata e meno caotica, soprattutto quando la barca accoglie molti ospiti contemporaneamente.

Comfort in mare, sicurezza e innovazione applicata
Pur non essendo un modello progettato attorno a una propulsione ibrida o elettrica, il Sixty 7 interpreta con intelligenza il tema dell’efficienza. La stessa architettura catamarano contribuisce a ridurre i consumi alle andature di trasferimento, offrendo una buona scorrevolezza e una stabilità laterale molto favorevole al comfort. È una forma di innovazione meno vistosa, ma spesso più efficace di molte soluzioni dichiaratamente futuristiche.
Sotto il profilo della sicurezza, la classificazione CE fino alla categoria A, la presenza di pompe di sentina, sistemi di allarme, monitoraggi e vani tecnici ben organizzati offrono un quadro coerente con la destinazione oceanica del modello. Anche il comfort dinamico trae vantaggio diretto dalla piattaforma multiscafica: il rollio è contenuto, la sensazione di appoggio è rassicurante e la vivibilità durante la navigazione risulta particolarmente apprezzabile da famiglie, ospiti poco esperti e clientela charter.
In condizioni di mare più impegnative il catamarano non annulla ogni movimento, ma tende a offrire una navigazione composta, con una risposta generalmente progressiva e una percezione di controllo superiore a quella che molti associano, per abitudine, alle grandi unità monocarena di eguale volume interno.
Vita a bordo e comfort residenziale
Il Lagoon Sixty 7 riesce a sostenere con credibilità l’idea di una villa galleggiante, ma lo fa senza ricorrere a formule vuote. Le cabine sono ampie, i bagni ben proporzionati, gli spazi comuni generosi e i servizi di bordo pensati per un uso reale e continuativo. L’imbarcazione può quindi rispondere a esigenze molto diverse: lunga permanenza armatoriale, charter di lusso, utilizzo corporate o occasioni di rappresentanza ad alto livello.
Ciò che rende davvero riuscita la vita a bordo non è soltanto la grandezza degli ambienti, ma la qualità delle loro relazioni reciproche. La separazione fra aree ospiti ed eventuali zone equipaggio, la disponibilità di stivaggi, la ventilazione, la luminosità e la facilità di movimento definiscono un’esperienza quotidiana molto matura. Il Sixty 7 non si limita a impressionare nella visita iniziale: convince soprattutto nel modo in cui promette di essere abitato per settimane, o persino per stagioni intere.
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Posizionamento, concorrenza e lettura del mercato
Nel confronto con altri grandi power catamaran come Sunreef 70 Power, Aquila 70 Luxury e alcune proposte dell’area Fountaine Pajot Power, il Sixty 7 si distingue per una combinazione molto precisa di industrializzazione, solidità del marchio e qualità della piattaforma abitativa. Non punta alla personalizzazione estrema di certi competitor più esclusivi, ma offre una sintesi convincente tra prestigio, affidabilità, rete di assistenza e facilità di collocazione sul mercato internazionale.
Dal punto di vista economico, il modello si inserisce in una fascia alta, coerente con dimensioni, dotazioni e reputazione del marchio. Il tema, tuttavia, non è soltanto il prezzo d’accesso, ma la quantità di valore che la barca restituisce sotto forma di volume, autonomia, comfort di navigazione e versatilità operativa. In questa prospettiva, il Sixty 7 ha costruito una posizione molto solida all’interno del segmento premium.
Scheda tecnica
- Lunghezza fuori tutto: 20,15 m
- Larghezza massima: 10,00 m
- Pescaggio: 1,50 m
- Dislocamento leggero: circa 43 t
- Carburante: 5.500 l
- Acqua dolce: 1.000 l
- Motorizzazione standard: 2 x Volvo Penta D6 340 hp
- Motorizzazione opzionale: 2 x Yanmar 440 hp
- Architettura navale: VPLP Design
- Design esterno: Patrick le Quément
- Interior design: Nauta Design
- Categoria CE: A
Riconoscimenti e direzione futura del modello
Il Lagoon Sixty 7 ha raccolto attenzione internazionale, premi di settore e giudizi favorevoli da parte della stampa specializzata, soprattutto per quanto riguarda la qualità del progetto, il design e l’interpretazione del power catamaran di lusso. Tali riconoscimenti non costituiscono soltanto un supporto di marketing, ma indicano che il modello è stato percepito come una proposta capace di fare sintesi tra le principali esigenze della nautica contemporanea.
Più in generale, il Sixty 7 anticipa con chiarezza la traiettoria futura del comparto: barche meno affaticanti nella gestione, più efficienti nella percorrenza, più generose nella vivibilità e capaci di offrire un’esperienza di bordo sempre più simile a quella di una residenza di livello superiore. In questo scenario, Lagoon ha costruito un prodotto che non appare episodico, ma perfettamente coerente con l’evoluzione del mercato.
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Conclusioni
Il Lagoon Sixty 7 è un progetto che convince perché evita le semplificazioni. Non è un semplice “catamarano grande”, né una risposta modaiola alla richiesta di più volume. È una barca che lavora sulla qualità dell’esperienza complessiva, mettendo in relazione spazio, autonomia, comfort dinamico, efficienza e valore d’uso. Ogni sua scelta, dalla piattaforma multiscafica alla distribuzione degli ambienti, fino alla selezione delle motorizzazioni, risponde a una logica precisa e leggibile.
Per l’armatore che ama la crociera lunga, per il professionista del charter di alto livello o per chi cerca una piattaforma di rappresentanza elegante ma concreta, il Sixty 7 si presenta come una delle interpretazioni più mature del grande power catamaran contemporaneo. Il suo pregio più autentico è forse questo: trasformare concetti molto evocati nel settore, come lusso, spazio e comfort, in una realtà tecnica tangibile, coerente e profondamente ben progettata.


