Nel segmento degli yacht compresi tra 80 e 90 piedi, l’eccellenza non è più soltanto una questione di superfici lucide e ambienti scenografici. A determinare il valore reale sono parametri misurabili: resistenza idrodinamica, bilanciamento delle masse, integrazione impiantistica, gestione del rumore e – soprattutto – la capacità di trasformare cavalli e litri in miglia utili. La Grand Banks GB85 nasce con questa mentalità: non è un dislocante “lento ma sicuro”, non è un planante che vive di picchi velocistici, e non è una navetta tradizionale centrata solo sul volume. È un progetto che prova a conciliare due mondi: autonomia da lunga percorrenza e velocità di trasferimento credibili per un’ammiraglia.
Il punto di forza, nella lettura tecnica, è la coerenza: una carena progettata per scorrere in modo pulito, un peso complessivo contenuto per la categoria e una sovrastruttura sviluppata con criteri moderni di rigidezza strutturale. Ne emerge una barca capace di sostenere crociere rapide, senza perdere la vocazione “passage” quando l’armatore decide di rallentare per allungare la rotta e ridurre i consumi.
Il cantiere: identità storica, evoluzione industriale e reputazione costruita sul mare
Dalle origini alla leggenda: perché “Grand Banks” è un nome che pesa
Parlare di Grand Banks significa evocare una genealogia che ha segnato il concetto stesso di cruiser da lunga percorrenza. Il marchio ha costruito una fama internazionale grazie a barche solide, capaci di navigare con mare formato e di mantenere valore nel tempo. La reputazione, nella cultura nautica, non nasce dalle brochure: nasce dal numero di barche che invecchiano bene, dall’affidabilità percepita dai comandanti e dalla continuità di una filosofia che privilegia marinità e fruibilità.

La filosofia odierna: efficienza come progetto, non come slogan
Nell’epoca attuale, Grand Banks interpreta la tradizione con strumenti diversi: maggiore impiego dei compositi, controllo maniacale dei pesi e un’impostazione ingegneristica che mette al centro rendimento propulsivo e comfort dinamico. L’idea è semplice, ma per nulla banale da realizzare: ottenere prestazioni elevate non solo “aggiungendo potenza”, bensì riducendo ciò che la potenza deve vincere, cioè massa e resistenza all’avanzamento.
Dimensioni e architettura navale: proporzioni pensate per navigare, non solo per stupire in banchina
Quote e geometrie: quando il baglio sostiene abitabilità e stabilità
La GB85 si colloca in piena fascia ammiraglia con un’impronta progettuale equilibrata: una lunghezza superiore ai 26 metri e un baglio importante che consente spazi generosi senza compromettere la stabilità trasversale. Il pescaggio relativamente contenuto, per la categoria, amplia il ventaglio di destinazioni e riduce alcune limitazioni operative tipiche degli yacht più profondi.
La variabile decisiva: massa complessiva e distribuzione dei pesi
In questa taglia, il “peso” è spesso il nemico invisibile: aumenta consumi, peggiora accelerazioni e rende più faticosa la gestione delle inerzie. Qui, invece, l’impostazione è opposta: dislocamento contenuto e massa concentrata dove serve. È una scelta che si riflette in tutto: dalla risposta al timone al comfort con onda di traverso, fino alla capacità di mantenere velocità sostenute senza che la barca sembri “lavorare” troppo.

Materiali e costruzione: compositi evoluti e carbonio per rigidità, silenzio e performance
Scafo e sovrastruttura: ridurre il peso “alto” per migliorare la dinamica
Uno dei tratti più interessanti della GB85 è l’utilizzo esteso di soluzioni costruttive leggere e rigide. L’impiego di fibra di carbonio (in particolare nelle aree superiori e in diverse componenti strutturali e d’arredo) non è un esercizio di stile: serve a contenere il peso in alto, abbassare il baricentro e migliorare il comportamento in rollio e beccheggio. In termini pratici, significa una piattaforma più stabile, meno affaticante e potenzialmente più efficiente.
Rigidezza strutturale: perché si traduce in comfort percepito
La rigidità di un’imbarcazione non è un parametro “da laboratorio”: è ciò che limita vibrazioni, flessioni e micro-movimenti che col tempo producono rumorosità e usura. Un guscio strutturalmente “chiuso” e ben laminato riduce scricchiolii, conserva l’allineamento dei componenti e offre una sensazione di solidità che il passeggero percepisce anche senza sapere perché. Su uno yacht destinato a lunghe tratte, questo diventa un vantaggio quotidiano.

Motori, propulsione e trasmissione: due approcci, un obiettivo comune
POD drive e manovrabilità: la logica del controllo integrato
La GB85 può essere configurata con soluzioni diverse, ma una delle interpretazioni più diffuse adotta propulsione a pod con sistemi integrati di manovra e governo. Questo approccio porta benefici tangibili: precisione in manovra, gestione semplificata per equipaggi ridotti e integrazione con strumentazione moderna. In un 85 piedi, la possibilità di controllare lo yacht con naturalezza in spazi ristretti non è un lusso: è un elemento di sicurezza e serenità operativa.
Soluzioni alternative: quando la semplicità di servizio conta
Per alcuni profili di utilizzo, la trasmissione tradizionale e la scelta di motorizzazioni differenti possono risultare preferibili, soprattutto in ottica di “serviceability” e presenza di assistenza in aree remote. La cosa importante, qui, è la piattaforma: una carena e una costruzione capaci di lavorare bene con più opzioni, mantenendo l’impronta del progetto. In sostanza: la barca non dipende da un solo schema per essere “giusta”.
Sala macchine: fruibilità tecnica e manutenzione senza acrobazie
Chi valuta davvero uno yacht da crociera guarda subito i volumi tecnici: accesso ai filtri, possibilità di intervenire sulle pompe, ordine dei cablaggi, spazi di passaggio. Un 85 piedi pensato per la lunga percorrenza deve offrire un ambiente tecnico logico e ispezionabile, dove manutenzioni ordinarie siano rapide e dove l’equipaggio possa lavorare con metodo. Questo è un aspetto che, nella GB85, risulta coerente con l’idea di “barca che macina miglia”.
Prestazioni, autonomia e consumi: la doppia anima “fast cruise” e “long range”
Velocità: trasferimenti rapidi senza isteria
La GB85 nasce per offrire una crociera sostenuta, con velocità che nella percezione di bordo rimangono “tranquille”, non aggressive. È un punto chiave: il comfort non dipende solo dalla velocità, ma da come lo scafo gestisce l’acqua e da quanta energia si disperde in turbolenze. Quando una barca lavora bene, la velocità elevata non diventa rumore, vibrazione e fatica.

Autonomia: il concetto di “range” come libertà di pianificazione
Il vero vantaggio di un progetto efficiente emerge quando si decide di modulare l’andatura. Riducendo la velocità, l’autonomia cresce in modo sensibile e trasforma lo yacht in un mezzo capace di grandi tratte. Questo cambia l’approccio dell’armatore: non si tratta soltanto di “quanto lontano posso andare”, ma di quanto posso essere indipendente dalle tappe obbligate. In un Mediterraneo affollato e in rotte più ampie, la differenza tra dover fare carburante e poter scegliere dove fermarsi è enorme.
Serbatoi e capacità di bordo: coerenza tra impianti e missione d’uso
Capacità carburante e acqua devono essere dimensionate non per impressionare, ma per sostenere davvero settimane di utilizzo. Su uno yacht orientato alla lunga percorrenza, l’autonomia non è solo motore: è climatizzazione, servizi, docce, cucina, lavanderia e tutte le utenze che rendono la vita a bordo piacevole. Se l’infrastruttura è equilibrata, l’esperienza di crociera non si trasforma in un continuo compromesso.
Sistemi di bordo: elettronica, integrazione e automazione al servizio della semplicità
Plancia e navigazione: ergonomia prima della spettacolarità
Su un 85 piedi moderno, la plancia deve essere progettata come una postazione di lavoro, non come un salotto hi-tech. Layout degli strumenti, visibilità, sedute, appoggi e accesso ai comandi critici determinano la qualità della conduzione. Un’impostazione corretta riduce il carico mentale del comandante: la barca “si lascia gestire”, le informazioni sono ordinate e l’operatore non è costretto a rincorrere dati.

Domotica e gestione utenze: affidabilità e leggibilità dell’impianto
Illuminazione, tende, climatizzazione multizona, monitoraggio serbatoi, gestione energia e apparati: la vera qualità non è il numero di funzioni, ma la robustezza dell’ecosistema. Un sistema chiaro, segmentato e ben documentato semplifica la vita a bordo e riduce i tempi di diagnosi in caso di anomalie. Qui il punto non è “futuro”, ma continuità operativa.
Design, spazi e layout: comfort vero, quello che si misura dopo 200 miglia
Salone e luce naturale: la percezione di ampiezza come qualità funzionale
La GB85 privilegia una forte connessione tra interno ed esterno, con ampie superfici trasparenti e un salone che lavora sulla luminosità. Non è solo estetica: più luce naturale significa meno affaticamento, maggiore benessere e migliore fruibilità degli ambienti nelle lunghe permanenze a bordo. Un layout che favorisce la circolazione dell’aria e la visione verso l’esterno riduce anche la sensazione di “isolamento” tipica di alcuni yacht molto chiusi.

Cucina e dining: il lato operativo della vita di bordo
In barche di questa classe, la cucina non è un locale “secondario”: è un centro logistico. Posizionamento, spazi di stivaggio, superfici di lavoro, sicurezza con mare formato e facilità di servizio verso dining interno ed esterno fanno la differenza. Un progetto ben riuscito consente di gestire pranzi e cene senza interferire con i percorsi, mantenendo ordine e funzionalità anche in navigazione.
Cabine: privacy, riposo e ritmo dell’equipaggio
Una crociera lunga è fatta di turni, riposo e micro-esigenze che cambiano durante la giornata. Le cabine devono garantire isolamento acustico, climatizzazione corretta e un livello di comfort che consenta di dormire bene anche quando la barca è in movimento. La qualità si vede nei dettagli: spazi di stivaggio, bagni ben ventilati, percorsi notturni sicuri e assenza di “strozzature” che diventano fastidiose nel tempo.
Layout


Ricerca e innovazione: l’efficienza come prima forma di sostenibilità
Riduzione consumi: prima di cambiare energia, ridurre l’energia necessaria
Nel dibattito su ibrido ed elettrico, molte barche cercano scorciatoie mediatiche. La GB85 propone un ragionamento più ingegneristico: prima di tutto, diminuire la potenza richiesta per muovere lo scafo. Alleggerire, irrigidire, ottimizzare la carena e contenere le perdite significa ridurre consumi e emissioni in modo immediato, senza complicare eccessivamente l’architettura di bordo. È una sostenibilità “pragmatica”, fatta di scelte che funzionano oggi.
Stabilizzazione e sicurezza: comfort dinamico come requisito, non come optional
Su yacht destinati a lunghe percorrenze, la stabilizzazione è fondamentale: riduce rollio, abbassa la fatica dell’equipaggio e rende più sicure le attività a bordo. Una barca più stabile consuma anche meno energia “psicologica”: si cammina meglio, si cucina con più tranquillità, si lavora con meno stress. Nella navigazione vera, questa è una delle differenze più grandi tra un yacht “bello” e uno davvero usabile.
Comportamento in mare: ciò che conta quando il meteo non è “da foto”
Assetto, direzionalità e risposta: la barca che non stanca
Le barche pensate per macinare miglia devono saper “parlare piano”: niente reazioni nervose, niente continue correzioni, niente vibrazioni che si sommano. La GB85, per impostazione, mira a un comportamento composto, con una direzionalità stabile e un assetto che rimanga corretto lungo un ampio spettro di condizioni. È qui che il lavoro su pesi e rigidità diventa palpabile.

Scia e rumorosità: indizi concreti di rendimento
Quando un’imbarcazione è efficiente, lo si vede e lo si sente: scia meno “violenta”, minore turbolenza, rumorosità più contenuta e vibrazioni ridotte. Sono indicatori indiretti ma affidabili: dove c’è meno energia dissipata in acqua e in struttura, c’è maggiore efficienza complessiva. Per un armatore, significa più comfort e, spesso, più miglia con lo stesso carburante.
Mercato e concorrenza: dove si colloca davvero la GB85
Segmento: long-range di lusso con velocità di trasferimento credibile
La GB85 si inserisce in un’area di mercato molto interessante: yacht capaci di lunghe percorrenze, ma non “condannati” alle andature lente. È un prodotto per chi vuole spostarsi rapidamente tra aree di crociera e, allo stesso tempo, conservare autonomia e affidabilità tipiche del mondo passage. In questo senso, il posizionamento è tecnico prima ancora che commerciale.
Competitor diretti: peso, carena e qualità impiantistica come criteri di confronto
I concorrenti più pertinenti sono quelli che offrono la stessa promessa: autonomia, comfort e capacità di affrontare mare vero, senza rinunciare a una crociera sostenuta. È qui che entrano in gioco i parametri ingegneristici: dislocamento, rapporto potenza/peso, stabilizzazione, qualità dei volumi tecnici e finitura strutturale. Non basta avere dimensioni simili: conta come sono state “ingegnerizzate”.
Tendenze del settore: efficienza, riduzione vibrazioni e gestione digitale dei sistemi
Il mercato del lusso sta premiando yacht che riescono a essere più silenziosi, più stabili e più efficienti, con sistemi di bordo intelligenti ma affidabili. La GB85 intercetta questa traiettoria con una proposta che privilegia la base: struttura e carena. È un approccio che tende a invecchiare bene, perché non dipende da una singola moda tecnologica.
Clientela target: armatori “veri”, charter premium e società che cercano affidabilità
Armatore privato: libertà di rotta e gestione semplificata
Per chi naviga spesso, il valore di un 85 piedi non è solo “posso ospitare”: è “posso muovermi bene”. La GB85 parla a chi desidera attraversare tratti lunghi senza stress, mantenendo una piattaforma stabile e ambienti vivibili. È una barca che premia l’armatore che ragiona per itinerari, non per uscite domenicali.

Charter di fascia alta: immagine sobria, contenuto tecnico forte
Nel charter di lusso, la GB85 può offrire un mix interessante: estetica elegante ma non urlata, spazi luminosi, aree sociali ben connesse e potenziale di autonomia che amplia i programmi. Per società e management, l’affidabilità impiantistica e la manutenzione accessibile sono spesso più importanti dell’ultima moda di design.
Risultati e visibilità: quando la stampa internazionale amplifica un progetto coerente
Uno yacht con una tesi tecnica riconoscibile tende ad attirare l’attenzione: prove, analisi e walkthrough internazionali hanno contribuito a costruire un’immagine chiara della GB85 come ammiraglia efficiente e “marina”. Questo tipo di reputazione, se supportata da esperienza armatoriale, diventa un asset: rafforza il valore percepito e consolida la posizione del modello nel tempo.
Scheda tecnica sintetica
- Modello: Grand Banks GB85
- Categoria: luxury long-range / fast cruiser di grande autonomia
- Lunghezza fuori tutto: oltre 26 m
- Baglio: circa 6,7 m
- Pescaggio: circa 1,5 m (variabile secondo allestimento)
- Dislocamento: contenuto per la categoria (dipende da configurazione e carichi)
- Propulsione: configurabile (pod drive o alternative, secondo specifica)
- Missione d’uso: crociera veloce + autonomia da lunga percorrenza
Immagini extra



Prospettive future: cosa anticipa la GB85 sul percorso del cantiere e del settore
Il lusso del prossimo decennio: performance “responsabile” e comfort misurabile
La direzione è sempre più chiara: il lusso sarà fatto di comfort dinamico, riduzione del rumore, autonomia credibile e consumi ottimizzati. La GB85 incarna questa evoluzione perché nasce da scelte strutturali e idrodinamiche, cioè da fondamenta difficili da copiare in modo superficiale. È un prodotto che parla di progettazione, non di decorazione.
Una piattaforma pronta a evolvere: l’efficienza come base per qualunque tecnologia futura
Qualunque sarà la prossima grande svolta propulsiva, una barca leggera, rigida e con carena efficiente avrà un vantaggio naturale. Ridurre l’energia necessaria per avanzare significa rendere più semplice l’adozione di soluzioni alternative, quando saranno mature e convenienti su queste taglie. In questo senso, la GB85 è già un passo avanti: prepara il terreno prima ancora di cambiare il motore “di moda”.
Video
Conclusioni: la Grand Banks GB85 come sintesi rara tra lunghe percorrenze e grandi velocità “utili”
La Grand Banks GB85 si distingue perché non propone un compromesso casuale, ma una sintesi ragionata. Unisce l’idea del “passage yacht” – autonomia, stabilità, affidabilità – con la possibilità di sostenere trasferimenti rapidi, riducendo tempi e ampliando itinerari. È una barca che premia chi osserva i dettagli ingegneristici: costruzione leggera e rigida, volumi tecnici curati, layout pensati per la navigazione quotidiana e un’impostazione generale orientata alla qualità del viaggio.
In un mercato in cui molti 85 piedi si somigliano nell’immagine, la GB85 prova a differenziarsi nel contenuto: meno “effetto” e più sostanza. E per un armatore che vive il mare con continuità – o per un professionista che valuta uno yacht come sistema – è proprio questa sostanza a fare la differenza.


