Ferretti Yachts 780, l’evoluzione del comfort aerodinamico | Approfondimento completo del flybridge italiano

Nel segmento dei 24 metri plananti, il rischio è sempre lo stesso: inseguire numeri e mode, sacrificando quell’equilibrio complesso che rende uno yacht davvero “giusto” in mare, credibile tecnicamente e seducente nel vivere quotidiano. Il Ferretti Yachts 780 nasce invece con un obiettivo più ambizioso: riscrivere l’interpretazione del flybridge intorno a tre pilastri misurabili — architettura navale, layout, qualità percepita — e farlo con una coerenza che, in questa taglia, separa i progetti maturi dai semplici esercizi di stile.

Il modello debutta sulla scena internazionale come anello di congiunzione tra la flotta sotto i 70 piedi e i modelli di maggior piedaggio, ma soprattutto come piattaforma progettuale per introdurre soluzioni di derivazione “big yacht”: beach area evoluta, volumetrie interne più domestiche, continuità visiva tra esterni e sovrastruttura, e una plancia impostata secondo criteri di ergonomia e visibilità che parlano chiaramente a comandanti e periti.

La fase più recente della vita del 780 è altrettanto significativa: un restyling importante ha portato nuove superfici vetrate nello scafo, arredi rivisti, bar ampliato in posizione centrale nel layout standard e un’impostazione estetica selezionabile in due mood (classico o contemporaneo). In altre parole: evoluzione senza strappi, ma con scelte strutturali che incidono sulla fruizione e sulla percezione di modernità.

Ferretti Yachts 780 – ferretti-yachts.com

Profilo del cantiere: DNA industriale e cultura del dettaglio

Dalla nascita di Ferretti Nautica all’approccio “engineering first”

Parlare di Ferretti Yachts significa inserirsi nella storia di un’azienda che, fin dalle origini, ha costruito la propria identità su una combinazione rara: visione commerciale e capacità ingegneristica interna. Ferretti nasce nel 1968 e attraversa una progressione che la porta, nei decenni successivi, a specializzarsi nel motoryacht, ampliando tipologie e mercati con un’attenzione costante a standard, processi e affidabilità. Un passaggio cruciale è la creazione, nel 1989, di una Divisione Engineering dedicata a progettazione e ricerca sui materiali, passaggio che alimenta anche l’esperienza Offshore e il trasferimento di competenze verso la produzione di serie.

Reputazione e posizionamento: “Made in Italy” come sistema, non come etichetta

La reputazione del marchio nel mercato del luxury yachting non è solo estetica: è soprattutto la percezione di un prodotto “intero”, in cui design, costruzione e impiantistica convergono in una stessa grammatica. Nel 780 questa impostazione è evidente in due elementi: la coerenza tra linee esterne e layout, e la cura dei dettagli funzionali (passaggi equipaggio, separazioni, storage, accessi tecnici) che riducono attriti nella vita a bordo e aumentano la qualità di esercizio.

Ferretti Yachts 780 – ferretti-yachts.com

Progetto e firme: quando la collaborazione è architettura, non marketing

Chi fa cosa: ingegneria del gruppo e stile Zuccon

Il 780 è un caso didattico di ripartizione “intelligente” delle competenze: scafo e propulsione sono sviluppati dall’Engineering del Gruppo, mentre sovrastruttura e interni portano la firma di Zuccon International Project. È una scelta che, in termini progettuali, vale più di molte dichiarazioni: significa far dialogare idrodinamica, pesi, impianti e volumi con uno studio di architettura navale e di interni abituato a lavorare per obiettivi (ergonomia, luce, percezione degli spazi), non per “stile” fine a sé stesso.

La “linea” come conseguenza: finestrature, opera morta e profilo filante

Già al debutto viene sottolineata una scelta progettuale che ha implicazioni reali: il ridimensionamento dell’altezza dell’opera morta a vantaggio della sportività percepita, senza rinunciare ai volumi interni grazie a una gestione accurata delle quote e delle finestrature. Il linguaggio delle tre finestrature in corrispondenza delle cabine ospiti diventa firma visiva, mentre la zona plancia viene enfatizzata dal cupolino frontale e laterale, utile anche per la lettura “da lontano” della silhouette.

Ferretti Yachts 780 – ripresa dall’alto – ferretti-yachts.com

Scheda tecnica sintetica (dati principali)

  • LOA: 24,01 m | Lh: 22,75 m | Lwl (a pieno carico): 19,50 m
  • Baglio massimo: 5,80 m | Pescaggio (a pieno carico): 1,94 m
  • Dislocamento: 56 t (scarica) | 65 t (pieno carico)
  • Serbatoi: carburante 5.000 l | acqua 1.050 l
  • Motorizzazioni: 2×MAN V12 1400 (std) oppure 2×MAN V12 1550 (opt)
  • Velocità: 28 kn max / 24 kn crociera (MAN 1400) — 31 kn max / 27 kn crociera (MAN 1550)
  • Autonomia indicativa: fino a 300 n.m. (crociera MAN 1400) | fino a 280 n.m. (crociera MAN 1550)
  • Categoria di progettazione: CE A | Classifica: RINA (Sound Emission)
  • Carena: planante a geometria variabile con deadrise 13° e pattini/spray rails

Architettura navale: carena planante “warped” e geometrie al servizio della stabilità

Warpled hull, spray rails e deadrise: perché conta davvero

La definizione di carena — warped hull con spray rails e deadrise poppiero di 13° — non è una nota marginale. In questa taglia e con queste velocità, il progetto deve gestire contemporaneamente: sostentamento in planata, contenimento degli spruzzi, comfort sul mosso e un assetto che non penalizzi la visibilità dalla plancia. L’impostazione “a geometria variabile” lavora su una distribuzione progressiva delle sezioni: più portanza dove serve, più penetrazione quando la prua deve “leggere” l’onda senza martellare.

Effetti pratici: asciutto, prevedibile, leggibile

Tradotto in esperienza: la barca tende a mantenere un comportamento prevedibile nei cambi di regime e negli ingressi in planata, con un’attenzione particolare alla pulizia aerodinamica e idrodinamica delle superfici. I pattini e le geometrie di poppa aiutano a ridurre resistenze indotte e spruzzi laterali, proteggendo la sovrastruttura e migliorando la vivibilità esterna anche a velocità di trasferimento.

Ferretti Yachts 780 – ferretti-yachts.com

Materiali e costruzione: vetroresina evoluta, luce “strutturale” e finiture da superyacht

Scafo e sovrastruttura: GRP come piattaforma industriale affidabile

Nel perimetro dei flybridge di serie premium, la scelta della vetroresina (GRP) è la soluzione più razionale in termini di ripetibilità industriale, controllo qualitativo e costi di ciclo vita. Nel 780 il tema non è “di che materiale è”, ma come viene gestito: irrigidimenti, compartimentazioni, accessibilità impiantistica e protezione acustica sono ciò che, in perizia, fa la differenza tra un buon prodotto e un prodotto eccellente.

Vetrature estese: design che impatta su percezione e benessere

Il restyling introduce ampie superfici vetrate nello scafo. La conseguenza non è solo estetica: la luce naturale, specie nelle cabine, modifica la percezione dei volumi e rende più “abitabile” la barca anche in uso statico. È un approccio ormai centrale nel settore: aumentare la qualità di permanenza a bordo senza trasformare lo yacht in un loft fragile o esposto.

Interni: parquet, brand d’arredo e due mood

Ferretti lavora qui su una doppia chiave: materiali “da casa” e funzionalità nautica. Al debutto, vengono descritti parquet in rovere e un salone impostato su un unico livello, con arredi e finiture che puntano a un’eleganza sobria, familiare, più “calma” che teatrale; oggi, la possibilità di scegliere tra mood classico e contemporaneo formalizza questa filosofia in un linguaggio modulare e personalizzabile.

Ferretti Yachts 780 – interni – ferretti-yachts.com

Motorizzazioni e trasmissione: MAN V12 e linea d’asse per la “cruise authority”

Due step di potenza, stessa logica: coppia, affidabilità, serviceability

Il pacchetto propulsivo prevede due opzioni: 2×MAN V12 1400 in standard e 2×MAN V12 1550 in optional. Il passaggio tra le due configurazioni è coerente con l’uso reale: la versione 1400 privilegia una crociera solida e ragionata; la 1550 spinge verso trasferimenti più veloci mantenendo margine di sicurezza in condizioni impegnative o con carichi più elevati.

Sala macchine e rumorosità: la componente “invisibile” che pesa nel valore

La classifica relativa alle emissioni sonore (moduli e riferimenti RINA indicati nella documentazione del modello) è un indicatore importante, perché presuppone un lavoro su isolamento, supporti, percorsi impianti e gestione vibrazionale. Nel mercato del charter e dell’armatore privato evoluto, il comfort acustico non è più un “plus”: è una soglia minima di accettazione.

Prestazioni, autonomia e consumi: leggere i numeri con occhio ingegneristico

Velocità: 31 nodi massimi, 27 di crociera (con MAN 1550)

Con la motorizzazione più potente, i dati di riferimento indicano 31 nodi di massima e 27 nodi di crociera; con MAN 1400 si parla di 28 nodi e 24 nodi. In pratica, lo yacht copre l’intero spettro d’uso del 24 metri: trasferimento rapido, crociera “vera” e andature intermedie efficienti.

Ferretti Yachts 780 – prua – ferretti-yachts.com

Autonomia: 300 miglia nautiche come cifra di progetto, non come slogan

L’autonomia dichiarata, nelle condizioni standardizzate, arriva a circa 300 n.m. in crociera con MAN 1400 (e valori prossimi per la versione 1550). Un dato fondamentale, spesso ignorato nelle recensioni superficiali, è la nota sulle condizioni: barca in versione standard, carena pulita, carichi liquidi al terzo, temperatura aria 25°C e persone a bordo definite. Inoltre, la documentazione segnala che un sovraccarico di circa 1,5 t può ridurre la velocità massima di 1 nodo: è un’informazione preziosa perché rende “fisici” i numeri e ricorda quanto il peso reale (tender, toys, cambusa, extra) influenzi la curva prestazionale.

Consumi reali: un riferimento di prova

In una prova in mare pubblicata da stampa internazionale, viene riportata una crociera intorno ai 24 nodi con consumo complessivo nell’ordine dei 420 l/h a circa 2000 rpm, evidenziando la coerenza del progetto nelle andature di utilizzo più comuni. Il dato va letto come indicazione d’ordine di grandezza (condizioni meteo-mare, carico e assetto sono determinanti), ma è utile perché colloca il 780 nel perimetro realistico di gestione e pianificazione delle tratte.

Plancia, semi-RPH e conduzione: ergonomia “da comandante”

La scelta del semi-RPH: alzare il punto di vista senza chiudere la barca

Uno degli elementi tecnici più interessanti del 780 è l’impostazione semi-RPH, con postazione di comando rialzata rispetto al main deck. Questa soluzione migliora la lettura dell’orizzonte e dei riferimenti in manovra, senza trasformare lo yacht in un “pilothouse” tradizionale che separa eccessivamente chi guida da chi vive gli spazi. Il product guide cita una plancia con tre display, doppi sedili pilota e una piccola dinette laterale per l’equipaggio, confermando un approccio professionale alla guida.

Plancia come luogo sociale: seduta ospiti e “condivisione della navigazione”

Oltre alla dimensione tecnica, la plancia viene pensata come spazio da condividere: in alcuni allestimenti è descritta con finiture grigio antracite e con un divano a L accanto alla postazione, così da permettere ad armatore e ospiti di partecipare al viaggio senza invadere l’operatività del comandante. È un dettaglio che, nella pratica, cambia l’atmosfera: la navigazione non è più “dietro una porta”, ma parte dell’esperienza.

Ferretti Yachts 780 – plancia – ferretti-yachts.com

Elettronica e sistemi: controllo integrato e stabilizzazione

Sul piano tecnologico, la plancia può essere configurata con sistemi integrati di controllo e supervisione (nell’ecosistema Ferretti viene citato il Naviop) e con soluzioni di stabilizzazione. La stessa stampa di settore menziona, su unità provate, la presenza di stabilizzatori (con riferimenti anche a soluzioni giroscopiche o equivalenti) come elemento determinante per il comfort in rada e in navigazione. In un 24 metri votato a lunghe permanenze a bordo, la stabilizzazione non è un accessorio: è un moltiplicatore di qualità.

Vita all’aperto: flybridge dominante, beach area evoluta, prua “da maxi”

Flybridge: 38 m² e un hard top pensato come architettura

Il flybridge è la vera “piazza” del 780: la documentazione parla di circa 38 m², con arredi freestanding e configurazioni che possono includere wet bar, grill, moduli frigo/ice maker, oltre a soluzioni di hard top con elementi mobili (tenda scorrevole elettrica, inserto in vetro o lamelle ombreggianti a seconda delle versioni). È un approccio contemporaneo: non un ponte superiore “di servizio”, ma un living outdoor modulare, trasformabile, capace di cambiare volto tra day cruising e permanenza in rada.

Ferretti Yachts 780 – flybridge – ferretti-yachts.com

Cockpit e piattaforma: la “stairway to the sea” come dispositivo funzionale

Il cockpit viene descritto con un’impostazione orientata alla convivialità: area pranzo ampia, sedute libere e, soprattutto, una piattaforma di poppa con sollevamento idraulico (450 kg) in grado di trasformarsi in beach area. La stessa area integra storage laterali ottimizzati per water toys (si citano esplicitamente vani per due Seabob) e la possibilità di ospitare un tender compatto (viene menzionato un Williams 385). Qui il progetto mostra maturità: non si limita a “mettere un beach club”, ma lo integra nella logica di stivaggio e circolazione di bordo.

Prua: lounge privata e protezione visiva in marina

A prua, la barca adotta un’idea ormai decisiva nel mercato: creare una seconda area esterna realmente utilizzabile, protetta e riservata. Al debutto viene descritta come lounge di dimensioni paragonabili a quelle di un maxi yacht, con divano a U e prendisole centrale; il product guide conferma la logica con sedute a C/U e tavolo regolabile. È un dettaglio che allarga lo “spazio utile” senza aumentare i metri: e questo, per un armatore, vale quasi quanto una cabina in più.

Ferretti Yachts 780 – prendisole a prua – ferretti-yachts.com

Architettura degli interni: continuità, separazioni intelligenti e mood selezionabili

Salone e dining: un unico livello, luce laterale e atmosfera domestica

L’impostazione del main deck è coerente con la filosofia “just like home”: salone su un unico livello, forte ingresso di luce dalle finestrature e una zona pranzo ben definita. La stampa di settore sottolinea come l’insieme risulti equilibrato e “family oriented”, lontano da eccessi decorativi, con un effetto di ampliamento percettivo dato da finestrature allungate e continuità visiva.

Cucina e privacy: separare senza isolare

Uno degli aspetti più “professionali” del 780 è la gestione dei flussi: la cucina può essere mantenuta separata dal salone (con porte o paratie a seconda dell’allestimento) e sono previsti passaggi che consentono all’equipaggio di operare riducendo l’attraversamento delle aree ospiti. In molte barche della stessa taglia questo tema è trattato superficialmente; qui invece diventa parte integrante del comfort, perché protegge privacy e silenzio nelle ore di bordo vissuto.

Layout

Un elemento spesso sottovalutato, ma decisivo sul mercato globale, è la disponibilità di più configurazioni del ponte principale. La documentazione indica tre versioni (EMEA, AMAS, APAC) con differenze nella relazione tra galley, bar e open space. È un vantaggio strategico: consente di adattare lo yacht a culture di bordo diverse (equipaggio più presente o più “invisibile”, formalità del dining, stile di intrattenimento), aumentando la commerciabilità internazionale del modello.

Ferretti Yachts 780 – ponte principale – ferretti-yachts.com
Ferretti Yachts 780 – ponte inferiore – ferretti-yachts.com

Ponte inferiore: cabine, silenzio e qualità di permanenza

Quattro cabine come standard di segmento

La soluzione più tipica e richiesta resta quella a quattro cabine, con master e cabine ospiti progettate per offrire una permanenza “da crociera” e non solo “da weekend”. Le recensioni sottolineano la cura dei dettagli e la qualità delle finiture, con un linguaggio coerente con il ponte principale. La luce naturale, favorita dalle finestrature, contribuisce a ridurre la sensazione di “sottocoperta” che ancora penalizza molti flybridge della categoria.

Alloggi equipaggio: accessi e operatività

La zona crew è pensata per lavorare davvero: accessi da poppa e soluzioni che permettono, quando necessario, di muoversi senza interferire con l’area ospiti. È un punto che interessa sia l’armatore privato (per vacanze con equipaggio) sia il charter di fascia alta, dove tempi e qualità del servizio incidono direttamente sulla soddisfazione del cliente.

Innovazione e ricerca: restyling, beach club e “luce progettata”

Restyling come aggiornamento funzionale

Non tutti i restyling sono uguali. Qui l’intervento non si limita a colori e tessuti: le vetrature nello scafo, il bar ampliato e la ridefinizione degli interni con due mood sono interventi che incidono su comfort e identità di prodotto. In un mercato in cui la concorrenza innova rapidamente (carbon look, beach club sempre più scenografici, interior design “residenziale”), la scelta di intervenire su elementi strutturali è un segnale di lucidità industriale.

Beach area: dalla piattaforma al “club”

Già nelle comunicazioni ufficiali del debutto si descrive un sistema di poppa capace di trasformare la zona in un’area conviviale a contatto col mare, con movimentazioni e cuscinerie pensate per creare un vero micro-ambiente. Nel 780, questo concetto ha un valore tecnico: significa ripensare volumi di stivaggio, cinematismi, protezione dei meccanismi e gestione dei carichi.

Ferretti Yachts 780 – poppa – ferretti-yachts.com

Prestazioni in navigazione: impressioni di prova e comportamento dinamico

Maneuverability e “smooth rider”

La stampa internazionale che ha provato il 780 descrive uno yacht stabile, pronto in risposta e convincente sul mosso: un comportamento che, per un flybridge di questa taglia, non è scontato. L’agilità in manovra e la “piacevolezza” di conduzione vengono evidenziate come tratti distintivi, insieme al contributo della stabilizzazione nel garantire comfort. Al di là delle frasi d’effetto, il punto tecnico è chiaro: carena e distribuzione dei pesi lavorano per offrire una barca leggibile al timone, non una “villa galleggiante” pigra.

Visibilità e controllo: due plance, due scenari d’uso

Con una plancia semi-RPH e la postazione sul flybridge, il 780 copre due scenari: conduzione protetta e “tecnica” quando il mare lo richiede, e guida panoramica nelle condizioni favorevoli, utile anche per manovre con piena visibilità della poppa. È un dualismo tipico dei flybridge evoluti, ma qui sostenuto da spazi e sedute che non sembrano un compromesso.

Mercato e concorrenza: dove si colloca davvero il 780

Segmento: 23–25 metri flybridge plananti “premium”

Il 780 compete nel cuore del mercato luxury flybridge, dove l’acquirente chiede contemporaneamente: prestazioni sopra i 28–30 nodi, quattro cabine, grandi esterni e un’impostazione interna sempre più domestica. In questo perimetro, i rivali tipici includono modelli come Azimut Fly 78, Princess Y78, Sanlorenzo SL78 e Sunseeker 76 Yacht. La differenza non la fa più “la lunghezza”: la fa la qualità di progetto su baricentro, vivibilità e gestione dell’equipaggio.

Confronto tecnico-razionale: volumi, velocità, impostazione

Guardando i numeri pubblici, molti competitor si muovono su massime tra i 30 e i 36 nodi e bagli nell’ordine dei 5,7–6 metri. Il 780, con 31 nodi (in versione 1550) e un baglio di 5,80 m, si posiziona in modo equilibrato: non punta a essere l’oggetto più estremo, ma a mantenere una crociera alta con comfort e qualità costruttiva, sostenuta da un layout che valorizza privacy e spazi conviviali.

Clientela target: armatori privati e charter di fascia alta

Il profilo dell’armatore tipico è quello che vuole una barca da vivere, non solo da mostrare: famiglia, ospiti, lunghe permanenze, crociere mediterranee e trasferimenti rapidi tra arcipelaghi. Parallelamente, il 780 è credibile nel charter luxury grazie a quattro cabine, spazi esterni molto sfruttabili e una logica di servizio (cucina, crew, passaggi) che riduce le interferenze e aumenta la qualità percepita.

Approfondimento fotografico

Ferretti Yachts 780 – cabina armatoriale – ferretti-yachts.com
Ferretti Yachts 780 – bagno – ferretti-yachts.com
Ferretti Yachts 780 – cabina ospiti – ferretti-yachts.com

Risultati e riconoscimenti: quando i premi arrivano dopo le prove a mare

Motor Boat Awards: vittoria in categoria “Custom Yachts”

Un punto che rafforza la reputazione del modello è il riconoscimento ai Motor Boat Awards 2019, dove il Ferretti Yachts 780 risulta vincitore nella categoria “Custom Yachts”, con motivazioni legate anche a test prestazionali e prove a mare condotte nell’arco di 12 mesi. Al netto delle categorie, ciò che conta è la natura della valutazione: non un premio “da brochure”, ma un esito che passa attraverso verifiche dinamiche e giudizi tecnici.

Video

Prospettive future: cosa racconta il 780 della direzione Ferretti

La traiettoria: più luce, più modularità, più beach living

Il 780 sintetizza tre trend strutturali che definiranno i flybridge premium dei prossimi anni: vetrature e luce come elementi progettuali (non decorativi), layout modulari per mercati globali e una poppa sempre più beach-oriented con soluzioni tecniche integrate. Il restyling, con bar ampliato e due mood, conferma che la direzione è quella di una barca “residenziale” senza perdere carattere nautico.

Il punto chiave: equilibrio

In ultima analisi, il Ferretti Yachts 780 è convincente perché non tenta di vincere una sola gara (velocità, design, volumi), ma di costruire un equilibrio di sistema: carena leggibile, prestazioni solide, spazi esterni dominanti, plancia sensata, interni che non stancano e una qualità di dettaglio che si percepisce tanto nei materiali quanto nelle soluzioni funzionali. È uno yacht che parla ai tecnici — e, cosa rara, riesce a farsi capire anche da chi tecnico non è.