Nel segmento dei flybridge attorno ai 25 metri la differenza non la fa più la sola estetica, ma la capacità del progetto di trasformare una taglia importante in un’esperienza di crociera gestibile, efficiente e davvero abitabile. Il Cranchi Settantotto 78 è costruito esattamente su questa idea: offrire volumi e comfort da unità superiori mantenendo però un’impostazione tecnica razionale, tipica di un cantiere che lavora con metodi industriali e controllo qualità sistematico.
È un’ammiraglia che non punta a stupire con eccessi scenografici, ma con una serie di scelte “da ingegneri”: architettura navale coerente, percorsi a bordo puliti, spazi esterni separati per funzioni, una beach area credibile e una propulsione che privilegia manovrabilità e rendimento attraverso la piattaforma Volvo Penta IPS. Ne risulta una barca pensata per essere usata spesso, non solo esposta.
Di seguito, il Settantotto 78 viene letto come lo valuterebbero un progettista, un comandante o un perito: scafo, materiali, impianti, propulsione, prestazioni, vivibilità e infine il suo posto nel mercato rispetto ai concorrenti diretti.

Il cantiere: identità storica e qualità ripetibile
Parlare di Cranchi significa parlare di una delle continuità produttive più lunghe della nautica italiana: un marchio che nasce alla fine dell’Ottocento e che, pur cambiando scala e tecnologie, ha conservato una caratteristica precisa: la ricerca di un equilibrio tra cura del dettaglio e processi capaci di garantire costanza da unità a unità.
La filosofia costruttiva del cantiere, in termini moderni, è “integrata”: una parte significativa delle lavorazioni avviene con procedure standardizzate e controlli di qualità ripetibili, mentre le finiture e l’allestimento interno mantengono un’impronta di artigianalità evoluta. È il motivo per cui Cranchi ha costruito una reputazione forte su affidabilità, robustezza percepita e una rete commerciale che, sul mercato, incide molto anche sul valore nel tempo.
Con il Settantotto 78 il cantiere dichiara un’ambizione ulteriore: portare su una piattaforma “di serie” contenuti da fascia superiore, come volumi residenziali, accessibilità tecnica e una gestione della barca che non intimorisca l’armatore, pur restando una nave da crociera vera.

Dimensioni e impostazione navale: numeri che creano spazio
Le misure chiave e cosa significano a bordo
Il Settantotto 78 si colloca nel cuore del segmento con una lunghezza fuori tutto di 25,15 m e una lunghezza scafo di 23,26 m. Il dato che racconta davvero la barca, però, è il baglio massimo di 5,76 m: un valore che consente un main deck “aperto”, con salone ampio e una sezione trasversale favorevole a cabine più generose sotto coperta.
Il dislocamento, com’è normale su questa taglia, cambia molto in funzione di equipaggiamenti e carichi. Le indicazioni tipiche parlano di circa 57.000 kg in assetto “a secco” e un ordine di grandezza intorno alle 60 tonnellate quando la barca è realmente pronta a partire. Non è un dettaglio: su un planante di queste dimensioni, ogni tonnellata influisce su assetto, consumi e finestra di crociera ottimale.
Carena planante: portanza, morbidezza e controllo dell’assetto
Progettare una carena planante da 25 metri significa inseguire un compromesso sofisticato: ottenere una buona uscita in planata senza chiedere potenze “da competizione”, mantenendo però un passaggio sull’onda che non penalizzi comfort e sicurezza. Il Settantotto 78 lavora su geometrie che favoriscono stabilità di rotta e una progressione di velocità omogenea, con una ripartizione dei pesi studiata per limitare reazioni eccessive su mare formato.

Su barche così, il controllo dell’assetto è una variabile determinante. Anche pochi gradi di trim possono cambiare la rumorosità percepita, l’efficienza e la qualità del moto. Per questo, la logica contemporanea privilegia sistemi rapidi (interceptor o soluzioni analoghe, secondo configurazione) e integrazioni che rendono l’assetto governabile con precisione, riducendo sprechi energetici e stress strutturale.
Materiali e costruzione: compositi con rinforzi mirati e attenzione al comfort acustico
Scafo e sovrastruttura: GRP con componenti in carbonio dove serve
La piattaforma costruttiva è basata su vetroresina (GRP), con impiego di fibra di carbonio su elementi selezionati della sovrastruttura. L’obiettivo non è “fare scena” con il materiale nobile, ma ottenere benefici concreti: contenere i pesi in alto, aumentare rigidità locale e migliorare il comportamento dinamico riducendo inerzie che amplificano il rollio.
Le superfici esterne sono pensate per durare e per essere fruibili: antisdrucciolo nelle aree operative, rivestimenti nelle zone living e una progettazione che privilegia la manutenzione ordinaria (drenaggi, accessi, ispezioni), tema spesso sottovalutato ma cruciale per un uso intenso.
Allestimento interno: qualità percepita che nasce anche da vibrazioni e risonanze
Gli interni del Settantotto 78 puntano a un lusso “silenzioso”: essenze, pannellature e finiture non aggressive, con illuminazione pensata per valorizzare volumi e profondità. Dal punto di vista tecnico, il valore aggiunto è la gestione di rumore e vibrazioni: controsoffitti, pavimenti, paratie e arredi devono lavorare come un sistema di smorzamento complessivo. Su un grande planante, il comfort si misura anche nella capacità di evitare “tremori” e risonanze alle andature di crociera.

Propulsione e trasmissione: la tripla IPS come scelta operativa, non solo tecnica
Tre D13 IPS 1350: potenza totale e controllo in manovra
Il Settantotto 78 adotta una configurazione di riferimento basata su 3 x Volvo Penta D13 IPS 1350 da 1.000 hp ciascuno, per un totale di 3.000 hp. È una decisione che va letta oltre il dato numerico: l’IPS è un ecosistema fatto di pod, elettronica, logiche di controllo e interfacce che trasformano la gestione della barca, soprattutto nei porti affollati.
Su 25 metri, la differenza più evidente si vede nelle manovre: joystick, risposta immediata e possibilità di “posizionare” lo scafo con precisione riducono i margini d’errore e abbassano il carico di lavoro dell’equipaggio. Questo si traduce in un vantaggio concreto: una barca grande che si ormeggia con facilità viene usata di più, con meno stress e tempi operativi più ridotti.
Spazi tecnici: accessibilità e ordine impiantistico
La presenza di tre unità motrici impone disciplina progettuale nella sala macchine. La qualità di un progetto si misura nella disposizione di filtri, pompe, valvole e passaggi: se l’accesso è comodo, la manutenzione ordinaria diventa rapida e si riduce la probabilità di errori. Su una barca destinata a crociere lunghe, questo aspetto vale quanto una scelta stilistica.

Prestazioni, consumi e autonomia: interpretare i numeri con metodo
Velocità e regimi: la “finestra” più sensata è la crociera
I dati tipici di prova indicano una crociera attorno ai 21 nodi con consumo complessivo nell’ordine dei 350 l/h, e una seconda fascia di crociera a 24 nodi con valori indicativi intorno ai 420 l/h. La punta viene generalmente posizionata tra 29 e 30 nodi nelle tabelle di riferimento, con alcune prove editoriali che riportano velocità massime più elevate in condizioni specifiche.
Questo scostamento non deve stupire: su un planante di questa taglia incidono carico reale, stato della carena, condizioni meteo, temperatura e assetto. Per una valutazione corretta bisogna guardare soprattutto come la barca si comporta nella banda che si userà davvero, cioè tra 20 e 24 nodi, dove si bilanciano tempi di trasferimento, comfort e costo energetico.
Serbatoi e raggio di crociera: autonomia “utile”, non teorica
Con una capacità carburante nell’ordine di 5.920 litri e acqua attorno a 1.250 litri, l’autonomia va letta come capacità di fare tratte mediterranee importanti mantenendo un buon margine di sicurezza. L’obiettivo non è inseguire record di miglia, ma garantire trasferimenti rapidi senza trasformare la pianificazione in una sequenza di rifornimenti obbligati.
In pratica, il Settantotto 78 è una barca che punta a una crociera “seria”: sposta famiglia e ospiti con una velocità consistente, ma con una qualità del moto e una gestione consumi pensate per un uso reale, non per la sola dichiarazione di prestazione.
Impiantistica e sistemi di bordo: la barca come piattaforma integrata
Su un 78 piedi moderno, la tecnologia non è un accessorio: è parte dell’architettura. La plancia è tipicamente impostata con display multifunzione di grandi dimensioni, integrazione dei dati motore, cartografia, radar e sistemi di controllo. In parallelo, la gestione di bordo tende a centralizzare climatizzazione, energia e monitoraggio allarmi, rendendo la barca più “leggibile” e quindi più sicura.

La domotica nautica, qui, ha un obiettivo pratico: ridurre la frammentazione. Significa controllo dei carichi, gestione delle fonti energetiche (banchina, generatori, eventuali sistemi di supporto) e possibilità di intervenire rapidamente su anomalie. Il vantaggio è doppio: più comfort per ospiti e meno complessità per equipaggio, soprattutto in rada e durante le notti a bordo.
Design e layout: una barca “fluida” firmata Christian Grande
Esterni: tre livelli, tre atmosfere, un solo linguaggio
La firma stilistica evita eccessi: linee continue, superfici ampie e un profilo che comunica solidità più che aggressività. Ma il punto forte è l’organizzazione: poppa e beach area per vivere il mare, main deck per la convivialità protetta e flybridge come “terrazza” sociale. Questo modo di separare le funzioni rende la barca più vivibile quando si è in molti, perché riduce interferenze tra chi prende il sole, chi pranza e chi si muove per servizio.
La beach area, supportata dalla piattaforma, è pensata per non essere solo un accesso al mare, ma uno spazio di permanenza: una scelta tipica delle unità più grandi, qui tradotta in modo proporzionato e credibile.
Interni: luce, volumi e un dialogo costante con l’esterno
Il salone principale è progettato per ottenere ampiezza percepita grazie a vetrate importanti e a una distribuzione degli arredi che non spezza lo spazio. La cucina sul main deck, nelle configurazioni più comuni, lavora come nodo funzionale: serve la vita quotidiana dell’armatore, ma può anche essere gestita dall’equipaggio senza invadere l’area living. È un punto di equilibrio che distingue una barca da crociera da una barca “da weekend”.
Layout


Abitabilità e comfort: quattro cabine con standard da yacht, non da compromesso
Lower deck: master centrale e ospiti con vera privacy
Sotto coperta, la logica più apprezzata su questa taglia è la cabina armatoriale in posizione centrale, perché beneficia della zona meno soggetta a beccheggio e offre una sensazione “residenziale” superiore. Il Settantotto 78 interpreta bene questa impostazione: la cabina armatoriale lavora su volumi, stivaggi e bagno pensati per permanenze lunghe, non per la semplice notte in porto.

Le cabine ospiti – VIP a prua e due ulteriori guest – sono dimensionate per un utilizzo adulto: letti corretti, spazi per riporre, bagni dedicati e una distribuzione che limita rumori e passaggi inutili. È una barca che può ospitare, senza trasformare la convivenza in un sacrificio.
Gestione equipaggio: operatività discreta e percorsi funzionali
La clientela di un 78 piedi è eterogenea: alcuni armatori comandano direttamente, altri preferiscono equipaggio stabile, altri ancora alternano. Di conseguenza, serve un progetto che consenta al personale di lavorare con discrezione: accessi tecnici, aree di servizio e collegamenti verso la sala macchine devono ridurre il transito nelle zone “private”. Quando questo avviene, cresce la qualità percepita: la barca appare sempre ordinata, silenziosa e “sotto controllo”.
Comportamento in mare: perché la manovrabilità cambia l’uso reale
Le impressioni di navigazione, coerenti con la scelta IPS, si concentrano su una barca che restituisce una sensazione di controllo e di pulizia di risposta, sia al timone sia nelle fasi di ormeggio. In mare, la qualità di un grande planante si misura nel modo in cui gestisce transizioni e variazioni di carico: accelerazione lineare, assetto stabile e rumorosità che non diventa protagonista nella fascia di crociera.
In porto, il vantaggio è ancora più evidente: un 25 metri che “si lascia mettere” con precisione consente a un armatore esperto di manovrare con serenità e a un equipaggio di lavorare con margini più ampi. Questo aspetto, nella vita reale, vale quanto una cabina in più: determina la frequenza d’uso e il piacere della proprietà.
La filosofia generale del Settantotto 78 è quindi quella di una barca che privilegia la crociera: non un oggetto da prestazione fine a sé stessa, ma una piattaforma per muoversi rapidamente con comfort, arrivare in rada e vivere gli spazi come un piccolo resort privato.

Innovazione e ricerca: efficienza “pratica” e stabilità come tecnologia di comfort
Il Settantotto 78 non nasce per raccontare la propulsione ibrida come bandiera; racconta invece una sostenibilità più immediata: la riduzione degli sprechi attraverso un sistema propulsivo efficiente, un controllo dell’assetto accurato e un progetto che ottimizza la crociera nei regimi realmente utilizzati. È un approccio pragmatico, tipico di chi costruisce barche che devono navigare tanto.
Un secondo pilastro è la stabilizzazione (in funzione della dotazione scelta): limitare rollio e migliorare la sensazione di “piattaforma ferma” aumenta comfort, sicurezza in movimento e qualità del tempo in rada. In termini ingegneristici, è un investimento che si ripaga con meno affaticamento di equipaggio e ospiti e con una migliore vivibilità complessiva.
Infine, l’integrazione elettronica contribuisce a prevenire problemi: allarmi chiari, monitoraggi centralizzati e assistenze alla manovra trasformano la complessità in un sistema governabile. È un’evoluzione silenziosa ma decisiva nel segmento.

Mercato e concorrenza: a chi parla il Settantotto 78
Il Settantotto 78 si posiziona nel mondo dei flybridge premium “intorno ai 78 piedi”, dove convivono prodotti molto diversi per filosofia: alcuni orientati alla massima velocità e potenze elevate, altri al comfort da lungo raggio, altri ancora alla personalizzazione. La proposta Cranchi punta su equilibrio e sostanza: volumi, efficienza, semplicità d’uso e un livello di finitura capace di soddisfare un pubblico esigente senza inseguire l’eccesso.
Tra i concorrenti diretti, in senso dimensionale e di segmento, troviamo modelli come Ferretti Yachts 780, Princess Y78 e alternative equivalenti di marchi italiani e britannici. Il confronto non va ridotto alla velocità massima: spesso la vera differenza è nel modo in cui la barca viene utilizzata. Il Settantotto 78 è particolarmente convincente per l’armatore che vuole fare crociere frequenti, gestire la barca in modo moderno e offrire ai propri ospiti un’esperienza “da yacht grande” senza passare a categorie decisamente più impegnative.
Quanto alla clientela target, la barca si adatta bene a tre profili: armatori privati che cercano comfort e facilità di conduzione; società e professionisti del charter di fascia alta che valorizzano volumi e aree esterne; proprietari con equipaggio che vogliono una piattaforma ordinata, accessibile e con impianti razionali.
Visibilità e ruolo di ammiraglia: il modello come dichiarazione di intenti
Un’ammiraglia non serve solo a vendere sé stessa: serve a trasferire linguaggio e soluzioni al resto della gamma. In questo senso, il Settantotto 78 funziona come “vetrina tecnica” del cantiere: porta su una taglia importante un’idea di lusso misurabile, fatto di ergonomia, percorsi, qualità del moto, ordine degli impianti e scelta di una propulsione che semplifica la vita.
La presenza del modello nei contesti internazionali rafforza questo messaggio: non è un esercizio di stile, ma una barca che mostra come la produzione strutturata possa arrivare a standard elevati mantenendo un’identità precisa e riconoscibile.
Prospettive: cosa anticipa sul futuro dei flybridge premium
Il Settantotto 78 racconta bene la traiettoria del settore: sempre più importanza a vivibilità, facilità di gestione e comfort, con un’attenzione crescente all’efficienza nei regimi reali. In altre parole, il mercato sta premiando le barche che non costringono a scegliere tra prestazione e qualità della vita a bordo: una crociera veloce ma sostenibile nei consumi, una rada stabile e spazi esterni che diventano ambienti “abitati”.
Per Cranchi, questo significa consolidare una proposta che unisce produzione controllata e contenuti da fascia alta: un approccio che potrebbe diventare sempre più rilevante man mano che la clientela chiederà barche complesse, ma non complicate da usare.
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Scheda tecnica sintetica (configurazione di riferimento)
- Modello: Cranchi Settantotto 78
- Categoria: Flybridge planante
- Lunghezza fuori tutto (LOA): 25,15 m
- Lunghezza scafo (LH): 23,26 m
- Baglio massimo: 5,76 m
- Dislocamento (indicativo): 57.000 kg a secco / circa 60 t in assetto di utilizzo
- Carburante: 5.920 l
- Acqua: 1.250 l
- Motorizzazione: 3 x Volvo Penta D13 IPS 1350 (3 x 1.000 hp)
- Prestazioni (indicative): crociera 21 kn (bassa), 24 kn (alta), max 29–30 kn (valori di riferimento; variabili con condizioni e carichi)
- Consumi (indicativi, totali): ~350 l/h a 21 kn; ~420 l/h a 24 kn
- Cabine (layout tipico): 4 ospiti + aree di servizio (secondo allestimento)
Video
Conclusioni: un 78 piedi che convince per coerenza, non per eccesso
Il Cranchi Settantotto 78 è un flybridge che si fa apprezzare per una qualità rara: la coerenza tecnica. Carena, pesi, layout e impianti raccontano una barca progettata per navigare davvero, con un livello di comfort che rimane percepibile nelle situazioni quotidiane: in rada, in porto e nei trasferimenti veloci. La scelta della tripla IPS è determinante perché non incide solo sulla performance, ma sull’intera esperienza di proprietà: manovre più semplici, controllo più intuitivo e maggiore serenità operativa.
Nel confronto con i competitor, non è necessariamente lo yacht che insegue la punta più alta di velocità: è quello che propone un modo moderno di vivere un 25 metri, puntando su spazi, fruibilità, efficienza e qualità del moto. Per armatori privati evoluti, charter premium e proprietari che vogliono una barca grande ma “usabile” con frequenza, il Settantotto 78 si colloca tra le soluzioni più sensate e complete della categoria.


