L’Azimut Grande 26M è un progetto che rilegge in chiave contemporanea il concetto di yacht entro i 26 metri, innestando su una lunghezza non esagerata alcuni contenuti tipici di imbarcazioni sopra i 30–32 metri. Carena planante a elevata efficienza, largo impiego di fibra di carbonio, nuova propulsione a pod di grande taglia e una distribuzione degli spazi estremamente sofisticata trasformano questa barca in un vero laboratorio di ingegneria navale applicata al diporto di alta gamma.
Con un baglio di circa 6,3 metri e una volumetria intorno ai 130 GT, il Grande 26M si inserisce nel segmento degli 85 piedi con un’impronta da “mini superyacht”: Maxi Fly a piena larghezza, terrazza poppiera trasformabile, armatoriale sul ponte principale e quattro cabine ospiti sul ponte inferiore, affiancate da un’area equipaggio adeguata a una gestione professionale. Il risultato è uno yacht pensato per armatori esigenti, che cercano al tempo stesso prestazioni, comfort e riduzione di consumi ed emissioni.
In questo range dimensionale il confronto è diretto con marchi di riferimento come Ferretti, Sanlorenzo, Princess, Sunseeker e Sirena. L’Azimut Grande 26M sceglie tuttavia una strada distinta: spinge sull’innovazione strutturale, sulla propulsione pod dedicata a imbarcazioni di questa taglia e su una lettura molto avanzata del rapporto tra superfici interne ed esterne, privilegiando spazi fluidi e continuità visiva con il mare.

Il cantiere Azimut Yachts: un player industriale con vocazione alla ricerca
Dalla start-up studentesca al gruppo leader mondiale
Azimut nasce alla fine degli anni ’60 da un’intuizione imprenditoriale di Paolo Vitelli, che trasforma una piccola realtà di noleggio barche per studenti in un’azienda orientata, fin dall’inizio, alla progettazione di yacht in serie. Nel corso dei decenni il marchio cresce, acquisisce cantieri storici, si integra con Benetti e dà vita al Gruppo Azimut|Benetti, oggi riconosciuto come uno dei principali costruttori mondiali di yacht e megayacht oltre i 24 metri.
I numeri di produzione e la presenza costante ai vertici del Global Order Book confermano una realtà industriale che ha saputo coniugare volumi significativi con una forte attenzione al progetto. Nel segmento dei 20–30 metri, dove si colloca il Grande 26M, Azimut è considerato un riferimento per capacità di innovare, di anticipare tendenze estetiche e per il rapporto tra prestazioni e abitabilità.
Filosofia progettuale e percezione sul mercato
La filosofia di Azimut poggia su tre pilastri: architettura navale evoluta, design contemporaneo e industrializzazione spinta. Le piattaforme di carena e impiantistica vengono sviluppate con un approccio modulare, in grado di servire diverse lunghezze, mentre l’allestimento e la personalizzazione consentono all’armatore di costruirsi un’imbarcazione dalla forte identità. Questo modello operativo ha generato nel tempo:
- Una reputazione di affidabilità per scafi e strutture, anche in contesti d’impiego intensivo.
- Un valore residuo competitivo sul mercato dell’usato, grazie alla riconoscibilità del marchio e alla costanza nella qualità percepita.
- Un’immagine di brand tecnologico, legato all’uso sistematico di compositi avanzati e soluzioni di efficienza come il programma “Low Emission Yachts”.

Architettura navale e misure principali
Dimensioni, volumi e parametri fondamentali
Dal punto di vista strettamente tecnico, l’Azimut Grande 26M presenta i seguenti valori indicativi:
- Lunghezza fuori tutto (LOA): circa 26,09 m
- Baglio massimo: circa 6,30–6,33 m
- Pescaggio: intorno ai 2,0 m a pieno carico
- Stazza lorda: nell’ordine dei 130 GT
- Capacità carburante: circa 8.500 l
- Capacità acqua dolce: circa 1.500 l
- Categoria CE: A – Ocean
La carena è di tipo planante a V variabile, concepita per lavorare in sinergia con la propulsione a pod. L’area di prua è caratterizzata da volumi generosi che migliorano la tenuta sull’onda, mentre la sezione centrale è ottimizzata per garantire portanza e stabilità alle velocità di crociera più frequenti. La zona poppiera, invece, è disegnata in funzione dell’alloggiamento dei pod e della piattaforma bagno, assicurando al contempo un flusso d’acqua regolare alle eliche.
Ponti, quote e distribuzione dei volumi
La barca è organizzata su più livelli distinti ma fortemente integrati:
- Livello mare: beach area e piattaforma di poppa con accesso diretto al mare e al garage per il tender.
- Ponte principale: pozzetto, grande salone panoramico, zona pranzo, cucina e suite armatoriale a prua.
- Ponte inferiore: quattro cabine ospiti e zona equipaggio separata.
- Maxi flybridge: plancia esterna, area pranzo all’aperto, bar e grandi aree prendisole.
Questa impostazione multilivello consente di sfruttare al massimo la lunghezza disponibile, garantendo un rapporto superficie abitabile/lunghezza molto favorevole. La netta separazione dei percorsi di equipaggio dalle zone ospiti risponde inoltre a esigenze da grande yacht, migliorando privacy ed efficienza operativa a bordo.

Costruzione e materiali
Scafo in GRP e sovrastruttura in fibra di carbonio
Il Grande 26M appartiene alla generazione “Carbon-Tech” di Azimut. Lo scafo è realizzato in vetroresina stratificata, con rinforzi strutturali mirati in corrispondenza delle zone di maggior sollecitazione – chiglia, attacchi dei pod, longheroni principali – mentre la sovrastruttura, l’hard top e varie porzioni del flybridge sono costruite in fibra di carbonio.
Questa combinazione porta tre vantaggi ingegneristici fondamentali:
- Alleggerimento delle masse superiori, con un calo di peso fino a un terzo rispetto a una sovrastruttura interamente in GRP.
- Abbassamento del baricentro trasversale, che si traduce in minore rollio e migliore confort dinamico.
- Maggiore libertà nel disegno delle finestrature, che possono svilupparsi a tutta altezza senza penalizzare la stabilità.
Allestimenti interni, isolamento e comfort
Gli interni, firmati Achille Salvagni, utilizzano pannellature alleggerite con finiture in legno pregiato e superfici laccate, abbinate a pietre naturali e marmi nelle aree di servizio. Il linguaggio degli arredi è morbido, con volumi arrotondati e geometrie pulite, pensati per accompagnare la percezione visiva senza introdurre spigoli o discontinuità dure.

L’isolamento acustico è curato con attenzione: controsoffitti e paratie tecniche integrano strati fonoassorbenti, mentre l’interfaccia tra struttura e arredi è studiata per minimizzare la trasmissione delle vibrazioni. L’obiettivo è creare cabine silenziose anche a velocità di crociera, aspetto cruciale per una barca che nasce per lunghe permanenze a bordo.
Propulsione, trasmissione e apparato motore
Motori MAN V12 e pod di grande taglia
Sotto il pavimento della sala macchine trovano posto due MAN V12 di ultima generazione, disponibili tipicamente in configurazione da 1.550 hp o 1.650 hp ciascuno. Questi propulsori sono accoppiati ai pod ZF 4600, sviluppati per imbarcazioni con dislocamenti e potenze tipici della fascia 24–28 metri.
La scelta della propulsione a pod su un’imbarcazione di queste dimensioni ha implicazioni importanti:
- Aumento dell’efficienza, grazie all’orientamento delle eliche rispetto al flusso d’acqua e alla riduzione delle perdite indotte da linea d’asse e timoni tradizionali.
- Migliore maneggevolezza, con la possibilità di ruotare i pod e di usare il joystick per spostamenti laterali o rotazioni sul posto.
- Riduzione di vibrazioni, perché l’intero gruppo propulsivo è progettato come sistema integrato e isolato dalla struttura dello scafo.
Sistemi ausiliari e manovra portuale
Il sistema propulsivo è completato da un set di componenti che semplificano la vita al comandante e all’equipaggio:
- Joystick multi-station disponibili in plancia interna, sul flybridge e, a richiesta, in zona poppiera.
- Thruster di prua (e, come optional, di poppa) per incrementare la coppia di manovra in condizioni di vento trasversale o corrente.
- Interceptor automatici a poppa per la gestione dell’assetto longitudinale in funzione di carico e velocità.
Il risultato è uno yacht che, pur richiedendo un equipaggio professionale, può essere governato in manovra con un livello di controllo superiore rispetto a molte barche con trasmissione tradizionale della stessa lunghezza, riducendo il rischio di errori e stress in fasi delicate come ingresso in porto o ormeggio in spazi ristretti.
Sistemi di bordo, elettronica e domotica
Plancia di comando e suite di navigazione
La plancia interna del Grande 26M riprende l’impostazione di una moderna cabina di pilotaggio: più schermi multifunzione riuniscono in un’unica interfaccia la cartografia elettronica, il radar, i dati motore e i sistemi di monitoraggio dell’impiantistica. I comandi principali sono concentrati in un’area compatta, per ridurre la necessità di spostamenti del comandante nei momenti critici.

Tra le dotazioni tipiche si trovano:
- Radar a stato solido con modalità specifiche per il traffico costiero.
- Autopilota integrato con gestione avanzata di rotte complesse.
- Sistemi AIS e VHF DSC per sicurezza e comunicazione.
- Ripetizione delle principali informazioni sulla plancia esterna del flybridge.
Prestazioni, consumi e autonomia
Velocità massime e regimi di esercizio
Con la motorizzazione da 1.550 hp, l’Azimut Grande 26M è in grado di toccare una velocità di punta di circa 26 nodi, con una crociera tipica nell’ordine dei 22–23 nodi. Con i propulsori da 1.650 hp, si può arrivare a 28 nodi, mantenendo un regime di crociera confortevole a 24 nodi.
Dal punto di vista operativo, la fascia compresa tra 18 e 24 nodi rappresenta il range di utilizzo più efficiente, in cui la barca esprime un assetto stabile, un buon controllo dei consumi e un livello di rumorosità ancora pienamente compatibile con la vita a bordo nelle aree interne.
Autonomia e gestione del carburante
I serbatoi da circa 8.500 litri consentono allo yacht di coprire, a velocità di trasferimento intorno ai 10–12 nodi, oltre 1.000 miglia nautiche senza necessità di rifornimento. Alle velocità “di vacanza”, nell’intorno dei 20–23 nodi, l’autonomia si colloca più realistamente tra 300 e 400 miglia, a seconda di carico, condizioni meteomarine e taratura degli impianti.
La combinazione tra carena ottimizzata, alleggerimento strutturale e pod di grande taglia consente, rispetto a una linea d’asse tradizionale, di ottenere consumi inferiori a parità di velocità, con una corrispondente riduzione delle emissioni di CO₂ e, non meno importante, una diminuzione dei costi di esercizio su orizzonti pluriennali.
Design esterno e spazi all’aperto
Le forme esterne del Grande 26M, disegnate da Alberto Mancini, esprimono un equilibrio tra tensione sportiva e presenza da grande yacht. La fiancata è attraversata da lunghe superfici vetrate che alleggeriscono il volume centrale, mentre l’hard top slanciato e la prua relativamente verticale conferiscono allo yacht una postura dinamica anche all’ormeggio.

La scelta di un Maxi Fly a grande larghezza permette di sviluppare in altezza una vera “terrazza sospesa”, che diventa uno dei punti di forza della barca sia in navigazione sia in rada, offrendo ampie zone d’ombra e superfici prendisole modulabili.
Poppa trasformabile e concetto Deck2Deck™
La zona di poppa rappresenta una delle innovazioni più evidenti. Il portellone si apre e si estende fino a portarsi alla stessa quota del ponte principale, originando una piattaforma continua che unisce beach area e pozzetto. Questo sistema, identificato dal concetto Deck2Deck™, permette di passare da una configurazione tradizionale da pozzetto a un vero “salotto sul mare”.
Il tavolo centrale, circondato da sedute perimetrali e elementi mobili, può essere interpretato come zona pranzo formale o trasformato in un grande daybed con cuscini. La continuità visiva e fisica con il salone interno amplifica la sensazione di vivere su un ponte unico, in cui interno ed esterno dialogano senza barriere.
Prua e flybridge come aree lounge aggiuntive
A prua, un’ulteriore area lounge con divani, tavolino e prendisole offre un rifugio più appartato, ideale per momenti di privacy durante la sosta in rada o nelle giornate di navigazione in condizioni miti. Sul flybridge, oltre alla plancia esterna, si sviluppano un grande tavolo pranzo, un bar attrezzato con grill, frigorifero e fabbricatore di ghiaccio e ampie superfici relax, che possono essere equipaggiate con arredi modulari a seconda delle esigenze dell’armatore.

Layout interni e vita a bordo
Ponte principale: salone, dining e armatoriale panoramica
L’ingresso dal pozzetto conduce in un salone a tutta larghezza, dove grandi vetrate verticali mettono in scena il paesaggio circostante. I divani, posizionati in modo da creare una zona conversazione centrale, sono affiancati da elementi free-standing che possono essere riposizionati per adattarsi a differenti configurazioni d’uso, dalle serate informali alle occasioni di rappresentanza.
Più a prua si trova la zona pranzo, con un tavolo per 8–10 persone. La cucina può essere organizzata in modalità “aperta”, per una fruizione più informale tipica dell’uso familiare, oppure separata da pannellature scorrevoli, per contesti charter o più formali. La suite armatoriale sul main deck, collocata a tutto baglio nella sezione prodiera, gode di una vista a 180° grazie a vetrate generose e ospita un letto king-size, armadiature di volume importante e un bagno con doccia walk-in, doppio lavabo e WC separato.

Ponte inferiore: cabine ospiti e area equipaggio
Sul ponte inferiore sono ricavate quattro cabine ospiti. Due cabine centrali, di taglio VIP, offrono letti matrimoniali e bagni en suite, mentre le due cabine laterali possono essere configurate con letti singoli o trasformabili in matrimoniali. La presenza di un letto Pullman in almeno una di queste permette di portare la capacità totale a 10–11 ospiti.
A prua, separata da un disimpegno dedicato, si trova la zona equipaggio, solitamente composta da due cabine e un bagno. L’accesso indipendente dal resto degli ambienti garantisce privacy agli ospiti e consente al personale di muoversi tra sala macchine, cambusa e aree di servizio senza attraversare le zone di rappresentanza.

Innovazione, sostenibilità e sistemi di stabilizzazione
Riduzione delle emissioni e programma Low Emission
L’Azimut Grande 26M è uno degli esempi più emblematici della strategia Low Emission del cantiere. Piuttosto che attendere soluzioni radicali come la propulsione completamente elettrica su grande scala, il progetto interviene su tutti i fattori attualmente controllabili: peso, resistenza idrodinamica, efficienza propulsiva.
L’utilizzo esteso di carbonio, la carena ottimizzata per i regimi di crociera più utilizzati e l’impiego dei Large POD 4600 consentono una riduzione concreta dei consumi rispetto a linee d’asse tradizionali. In termini pratici, per un armatore che naviga molte settimane all’anno, questo si traduce in meno carburante bruciato, minori emissioni e costi operativi ridotti, senza rinunciare a velocità di trasferimento elevate.
Stabilizzazione in navigazione e in rada
La stabilità è affidata a un mix di soluzioni: la geometria della carena, le masse superiori alleggerite e sistemi attivi di stabilizzazione. A seconda della configurazione, il Grande 26M può essere equipaggiato con pinne stabilizzatrici elettriche o elettroidrauliche, operative sia in navigazione sia all’ancora, e con interceptor automatici che gestiscono l’assetto longitudinale.
Su richiesta è possibile integrare ulteriori sistemi, come giroscopi stabilizzanti, per chi desidera il massimo comfort in rada, anche in baie soggette a onde di scia o moto ondoso irregolare. L’obiettivo è limitare al minimo il rollio, uno dei fattori più fastidiosi percepiti dagli ospiti, garantendo una permanenza a bordo piacevole in un’ampia gamma di condizioni.
Comportamento in mare e sensazioni di guida
Assetto, risposta ai comandi e facilità d’uso
In navigazione, il Grande 26M entra in planata in modo progressivo, senza “impennate” marcate. Tra i 18 e i 22 nodi la barca esprime il suo equilibrio migliore, con un assetto moderato che assicura buona visibilità dalla plancia e una risposta prevedibile alle sollecitazioni del timone.
La presenza dei pod e del joystick rende la conduzione più intuitiva per comandanti che provengono da barche di dimensioni inferiori, riducendo la curva di apprendimento. Le virate avvengono con raggi adeguati a una ventisei metri, ma la sensazione al timone è comunque diretta, senza ritardi inaccettabili nella risposta.

Rumorosità e comfort percepito
Sul piano acustico, la sala macchine isolata e la natura integrata dei pod contribuiscono a contenere il rumore trasmesso nelle aree abitative. A velocità di crociera, in salone e nella suite armatoriale si percepisce un livello sonoro che consente di conversare senza dover alzare la voce in modo eccessivo, mentre nelle cabine ospiti il comfort rimane adeguato anche durante i trasferimenti più lunghi.
Il comportamento sul mosso è quello tipico di una carena planante ben dimensionata: l’impatto sull’onda è smorzato dal disegno di prua, mentre la stabilizzazione attiva aiuta a ridurre le oscillazioni trasversali. Il risultato è uno yacht che può affrontare senza particolari patemi condizioni di mare impegnative, pur essendo nato per un impiego prevalente in scenari di crociera mediterranea.
Mercato, posizionamento e concorrenza
Segmento di appartenenza e fasce di prezzo
Il Grande 26M si colloca nella fascia di mercato compresa tra i 26 e i 27 metri di lunghezza, popolata da modelli di costruttori europei e britannici di grande tradizione. In termini economici, il prezzo di partenza si assesta nell’ordine dei 6–6,5 milioni di euro, cifra che cresce in funzione del pacchetto di optional, delle finiture scelte e dell’equipaggiamento tecnico.
Se confrontato con rivali diretti come Ferretti 860, Princess Y85, Sunseeker 88 Yacht, Sanlorenzo SL86 e altri modelli similari, il Grande 26M offre un mix particolarmente competitivo di volume interno, prestazioni e soluzioni di efficienza, distinguendosi per la suite armatoriale sul main deck, il concetto Deck2Deck™ e la scelta della propulsione a pod di grande taglia.
Analisi dei competitor diretti
Alcuni competitor puntano su volumi ancora più importanti a scapito di parte della velocità massima; altri, viceversa, privilegiano prestazioni in punta, con motorizzazioni maggiorate e carene molto spinte. L’Azimut Grande 26M adotta una posizione intermedia, cercando un compromesso ottimizzato tra velocità, comfort e consumi.
L’impiego intensivo del carbonio e la cura dei dettagli di design interno rappresentano ulteriori elementi di differenziazione: il prodotto è concepito non solo come piattaforma tecnica, ma come oggetto di design in grado di dialogare con il gusto di un armatore abituato a linguaggi estetici contemporanei, spesso vicini a quelli dell’architettura residenziale di alta gamma.
Clientela target e scenari d’impiego
Armatore privato, uso familiare e crociera di rappresentanza
Il profilo tipico del cliente del Grande 26M è quello di un armatore con esperienza pregressa in barche tra i 18 e i 22 metri, che desidera un salto dimensionale senza entrare nel mondo dei 30–35 metri, più impegnativo per gestione, ormeggi e costi ricorrenti. Si tratta spesso di imprenditori o professionisti che intendono usare lo yacht sia per la crociera familiare sia come strumento di rappresentanza per ospiti business.
La presenza di cinque cabine e di ampi spazi open-air lo rende perfetto per crociere con famiglia allargata e amici, con la possibilità di garantire a ogni nucleo un proprio spazio di privacy. I percorsi separati dell’equipaggio permettono di mantenere un alto livello di servizio senza invadere le aree dedicate agli ospiti.
Charter di lusso e impiego professionale
Il layout del Grande 26M si presta altrettanto bene a un utilizzo in charter di alta gamma. Il numero di cabine, la presenza della suite armatoriale sul ponte principale, la poppa trasformabile e il flybridge di ampie dimensioni rappresentano plus molto apprezzati dalla clientela charter, che cerca volumi superyacht in un pacchetto ancora gestibile in termini di costi.
Per armatori che intendono affidare lo yacht a una società di management, il modello può generare una buona redditività stagionale, soprattutto in bacini di crociera maturi come il Mediterraneo e i Caraibi, dove la domanda per imbarcazioni di questa taglia, con standard da grande yacht, è in crescita.
Approfondimento fotografico




Accoglienza, riconoscimenti e prospettive future
Riscontro del mercato e fiere internazionali
Presentato nei principali saloni europei, a partire dal Cannes Yachting Festival, il Grande 26M ha attirato fin da subito l’attenzione di armatori e addetti ai lavori. La combinazione di propulsione pod, suite sul main deck, maxi fly e poppa trasformabile ha creato un format percepito come innovativo in un segmento tradizionalmente dominato da soluzioni più conservative.
Numerose unità sono state vendute in tempi brevi in mercati chiave come Mediterraneo, Nord America e Medio Oriente, confermando che il concept risponde a esigenze reali: barche più leggere, più efficienti e con una logica di fruizione degli spazi adatta a soggiorni prolungati a bordo.
Ruolo del Grande 26M nella strategia Azimut
Per il cantiere, il Grande 26M ha una funzione strategica: è il modello che dimostra come sia possibile introdurre soluzioni tecniche e layout da superyacht in lunghezze ancora gestibili per una clientela che non vuole affrontare la complessità dei 30+ metri. Allo stesso tempo, rappresenta un tassello importante nel percorso verso una nautica più sostenibile, basata su riduzioni di consumo reali e misurabili già oggi.
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Conclusioni: un 26 metri che guarda molto oltre la sua lunghezza
L’Azimut Grande 26M è uno yacht che supera le tradizionali categorie dimensionali. Pur rientrando nella fascia dei 26 metri, offre contenuti e percezioni vicine a quelle di un superyacht: armatoriale sul ponte principale, cinque cabine ospiti, maxi fly, poppa trasformabile, uso esteso del carbonio, propulsione pod dedicata. Il tutto inserito in un progetto che fa della riduzione di consumi ed emissioni un obiettivo concreto, non solo dichiarato.
Per l’armatore che cerca una barca di rappresentanza, capace di affrontare crociere di medio e lungo raggio con comfort elevatissimo, questo modello rappresenta una proposta estremamente coerente. In prospettiva, il Grande 26M anticipa una serie di temi – efficienza, modularità degli spazi, integrazione tra interno ed esterno – destinati a diventare sempre più centrali nella nautica di lusso dei prossimi anni. Un 26 metri che ragiona già come se fosse molto più grande, senza però rinunciare alla maneggevolezza e alla flessibilità operativa che hanno reso questa fascia di lunghezza una delle più richieste al mondo.


