Nel segmento dei day cruiser di alta gamma tra i 16 e i 18 metri, la differenza non la fa più soltanto la velocità. Oggi il vero discrimine è la capacità di organizzare i volumi esterni, garantire ergonomia di bordo e offrire soluzioni costruttive e impiantistiche da yacht “grandi”, senza perdere la spontaneità d’uso tipica dell’open. In questa cornice si colloca l’Invictus TT550, nuova ammiraglia della TT Range: un progetto che enfatizza la fruizione all’aperto con una coperta modulare, terrazze abbattibili e un hard-top maggiorato in carbonio, mantenendo una piattaforma planante pensata per crociere rapide e confortevoli.
La TT550 nasce come evoluzione concettuale della TT460 e porta il linguaggio Invictus verso un’interpretazione più matura: non un “maxi tender” fine a sé stesso, ma uno yacht disegnato per vivere ancoraggi, calette e trasferimenti con la stessa naturalezza con cui si vive una lounge contemporanea. La sua impostazione è coerente con la definizione ricorrente di “yacht mediterraneo”: esterni dominanti, interni rifiniti e funzionali, layout flessibile, prestazioni solide e manovrabilità da pod drive.

Profilo del cantiere: Cantieri Aschenez e la filosofia Invictus
Origini e posizionamento industriale
Il brand Invictus Yacht è l’espressione “luxury” di Cantieri Aschenez, realtà italiana nata nel decennio scorso e costruita attorno a un’idea precisa: coniugare design riconoscibile, qualità di produzione e personalizzazione “sartoriale” con un approccio industriale strutturato. La sede produttiva, in Calabria, è organizzata secondo un ciclo integrato che consente controllo di processo e coerenza di qualità lungo tutte le fasi, dalla laminazione alla finitura, dall’impiantistica agli arredi.
La filosofia costruttiva dichiarata dal cantiere insiste su due punti: innovazione continua (materiali, tecnologie, linguaggi stilistici) e coerenza progettuale, intesa come armonia tra forma, funzione e uso reale in mare. L’asset più evidente, nel tempo, è stato l’allineamento tra ufficio tecnico e firma stilistica, con una riconoscibilità immediata soprattutto su prua, murate e trattamento delle superfici.
Reputazione e riconoscimenti di filiera
La reputazione di Invictus si è consolidata nella fascia premium grazie a modelli che hanno interpretato l’open “boutique” con un’identità forte. Negli ultimi anni l’ecosistema Aschenez ha anche valorizzato la propria attitudine all’innovazione, non solo estetica ma produttiva, rendendo credibile la promessa di un prodotto “di design” che però non rinuncia a logiche ingegneristiche: pesi, bilanciamento, impianti e manutenzione sono temi affrontati con pragmatismo, come richiede un target di armatori evoluti e comandanti professionisti.

Genesi del modello: perché TT550 e perché adesso
La TT550 intercetta un’evoluzione del mercato: la domanda cresce per imbarcazioni capaci di essere day boat evoluti ma anche weekender credibili. L’armatore contemporaneo vuole poter uscire in giornata con molti ospiti (cocktail, beach club, water toys), ma pretende anche la possibilità di dormire a bordo con standard di privacy e comfort realistici. Da qui le scelte cardine del progetto: coperta trasformabile (terrazze, arredi mutanti, aree ombreggiabili), un hard-top in fibra di carbonio più esteso rispetto ai modelli precedenti, e un sottocoperta modulabile che consente di configurare le cabine in modo coerente con il proprio stile di utilizzo (più “weekend” o più “day”).
Dimensioni e architettura navale
Proporzioni, volumi e obiettivo idrodinamico
Con lunghezza fuori tutto 16,87 m e baglio massimo 5,04 m, la TT550 si colloca nel cuore della categoria “up to 18 m”, ma con un baglio generoso che permette un vero salto in termini di vivibilità esterna e layout sottocoperta. La piattaforma è impostata su carena planante e geometrie mirate a un comportamento bilanciato: ingresso in planata progressivo, tenuta di mare su onda formata tipica del Mediterraneo, e stabilità di rotta alle andature di crociera. Il dato dimensionale, da solo, non spiega la sensazione di “barca più grande”: la percezione deriva dalla distribuzione dei pieni e dei vuoti in coperta e dalla scelta di portare le aree sociali su un livello di continuità, riducendo le interruzioni e lavorando su passavanti protetti e accessi ergonomici tra poppa, plancia e prua.

Pesi, categorie e capacità
La barca è omologata in categoria CE B, coerente con un utilizzo d’altura ragionevole per un open di 17 metri, e prevede una portata persone fino a 14 ospiti nelle uscite giornaliere. In ottica ingegneristica, è importante sottolineare come la soglia dei 17 metri sia spesso una “frontiera” anche per la gestione dei pesi: a questi livelli, ogni soluzione che riduce massa non sospesa e migliora la ripartizione dei carichi impatta su consumi, assetto e comfort dinamico.
Materiali e costruzione: scafo, sovrastruttura, interni
Composito e finiture: la base industriale
La TT550 adotta una costruzione in composito (vetroresina/GRP) tipica del segmento, con una cura particolare per superfici, verniciature e dettagli. Nel premium contemporaneo, la qualità non è solo “bella” ma anche misurabile: rigidità strutturale, riduzione vibrazioni, accessibilità impianti e durabilità delle finiture sono aspetti che incidono direttamente sul valore residuo e sull’esperienza di armatori e comandanti.
Carbonio funzionale: hard-top come architettura, non come accessorio
L’ampio hard-top in fibra di carbonio è uno degli elementi più tecnici del progetto: non una semplice copertura, ma una “trave” leggera e rigida che protegge la plancia, estendendo l’ombreggio senza chiudere l’esperienza open. La scelta del carbonio consente di contenere masse in alto (beneficio su rollio e inerzie) e di mantenere slancio stilistico con superfici sottili e pulite, difficili da ottenere con laminati tradizionali a parità di rigidità.

Innovazione nei pannelli: alleggerimento e sostenibilità concreta
Uno degli aspetti più interessanti riguarda l’impiego di pannelli alveolari strutturali e riciclabili in alcune paratie e pareti del sottocoperta, in sostituzione di soluzioni tradizionali a base legno. Al di là della narrativa “green”, qui la sostanza è ingegneristica: riduzione peso e migliore efficienza, con ricadute su prestazioni e consumi. È il tipo di innovazione che ha senso perché “non si vede” ma si percepisce: accelerazione più pronta, assetto più controllato, e minore richiesta di potenza a parità di velocità.
Motorizzazioni, propulsione e trasmissione
Scelta del sistema: Volvo Penta IPS950 come piattaforma di controllo
La configurazione più rappresentativa per TT550 è basata su doppio Volvo Penta IPS950 (con potenza di riferimento nell’ordine dei 725 hp per unità nella famiglia D11/IPS), soluzione coerente con la missione del modello: prestazioni brillanti ma soprattutto manovrabilità, controllo in porto e facilità d’uso. Il pod drive, rispetto a linee d’asse tradizionali, offre vantaggi noti: efficienza propulsiva a certe andature, risposta pronta, riduzione dello sforzo di conduzione e gestione con joystick, utile sia in equipaggio ridotto sia per armatori che guidano in prima persona.
Implicazioni tecniche: bilanciamento, spazi tecnici e rumore
Il sistema IPS influenza anche l’architettura interna: consente una diversa disposizione dei volumi in sala macchine e, se ben progettato, può migliorare l’isolamento acustico in navigazione. In un open mediterraneo, dove le persone trascorrono molto tempo in pozzetto e a prua, rumore e vibrazioni diventano più determinanti che su un flybridge tradizionale: la percezione di comfort è “all’aperto”, quindi ogni decibel conta.
Prestazioni: velocità, crociera, autonomia e consumi
Dati di prova e lettura ingegneristica
In prove in mare riportate da stampa internazionale, con doppio IPS950, la TT550 ha espresso una velocità massima rilevata di circa 32,4 nodi a 2500 rpm, con consumo nell’ordine di 292 l/h. La crociera tipica è stata registrata attorno a 25,5 nodi a 2150 rpm, con consumo di circa 220 l/h. Questi numeri vanno letti correttamente: non sono “promesse” universali, ma indicazioni di comportamento con assetto, carico e condizioni specifiche. Tuttavia forniscono una base concreta per stimare l’uso reale.

Autonomia stimata: come tradurre i litri in miglia
Con 2.200 litri di carburante, l’autonomia dipende dalla politica di riserva. Un’impostazione prudente è considerare utilizzabile l’80–85% del totale, mantenendo margine per deviazioni e meteo. A consumo di 220 l/h e velocità 25,5 kn, il consumo specifico è circa 8,6 l/nm: traducendolo in pratica, si ottiene una percorrenza teorica nell’ordine delle 200–250 miglia nautiche a seconda della riserva adottata e del carico. È un valore coerente con il profilo mediterraneo: trasferimenti rapidi tra coste e arcipelaghi, con permanenza prevalente in rada.
Sistemi di bordo: elettronica, navigazione, domotica e gestione energia
Suite di navigazione e sicurezza operativa
La dotazione tipica comprende gli strumenti essenziali per conduzione moderna: GPS, plotter con antenna, VHF, indicatori di assetto e strumenti motore, oltre a sensori classici come ecoscandaglio e bussola. La presenza del joystick associato all’IPS è un elemento centrale nella sicurezza di manovra: riduce lo stress in porto e aiuta a gestire la barca con precisione anche in spazi ristretti e con vento al traverso.

Impianto elettrico e generazione
Per un 17 metri premium, la gestione energia è parte del comfort: climatizzazione, carichi hotel e utenze di cucina richiedono capacità adeguate. La TT550 lavora su impianti a 24V e 220V e prevede la possibilità di generatore in taglia adatta (indicativamente 15 kW in alcune configurazioni). In pratica significa poter sostenere vita in rada senza compromessi, soprattutto quando la barca viene vissuta come “piattaforma sociale” per l’intera giornata.
Design e architettura navale: firma stilistica e progetto degli spazi
Christian Grande e il linguaggio TT: tensione, pulizia, funzionalità
La firma progettuale lavora su una cifra chiara: linee scolpite, prua semi-rovescia, superfici tese e un equilibrio tra aggressività e raffinatezza. Ma la parte più interessante non è l’immagine: è la relazione tra stile e funzione. Il grande hard-top non è un capriccio; le terrazze laterali non sono un “gadget”; il passaggio protetto verso prua non è un vezzo. Ogni tratto estetico ha una ricaduta d’uso: ombreggio, accessibilità, ampliamento delle aree vivibili, sicurezza in movimento.
Coperta come “scenario”: pozzetto, lounge e prua protagonista
La coperta è pensata per cambiare assetto durante la giornata. A poppa, divani e prendisole dialogano con il contatto acqua: la zona bagno diventa un vero beach club, mentre le terrazze abbattibili ampliano il pozzetto e creano l’effetto “salotto sospeso”. A prua, la lounge è progettata per essere godibile sia in navigazione sia all’ancora, con soluzioni di ombreggio e un’impostazione che trasforma la prua in un secondo “salotto”, spesso più esclusivo e panoramico.

Vita a bordo, comfort e layout: cabine, servizi e qualità percepita
Sottocoperta modulare: due cabine “di base”, molte barche in una
Il sottocoperta propone una configurazione standard con due cabine e due bagni, con la possibilità di personalizzare la disposizione: la cabina armatoriale può essere prevista a prua o a centro barca, a seconda della priorità (privacy, volume, stabilità percepita). L’architettura interna può inoltre evolvere con opzioni come una terza cabina o una diversa organizzazione della zona servizi (ad esempio galley o dinette alternative), e può includere anche una cabina equipaggio opzionale in ottica charter o crociere più strutturate.
Materiali, arredi e accessori: il ruolo dell’Atelier
La personalizzazione non è un extra marginale: è parte della proposta. Attraverso un programma dedicato, l’armatore può intervenire su essenze, tessuti, palette cromatiche e accessori, definendo un’imbarcazione che non assomiglia a un “prodotto in serie”. È un tema cruciale nel lusso contemporaneo: la differenza tra premium e luxury spesso coincide con la possibilità di trasformare una base tecnica solida in un oggetto identitario.
Layout


Prestazioni in navigazione: assetto, comfort dinamico e feedback “da mare”
Planata, transitori e controllo
La TT550, con potenza e spinta dei pod drive, entra in regime di planata con progressione e mantiene una crociera sostenuta attorno alla soglia dei 25 nodi, che è spesso l’andatura “dolce” per coprire miglia senza stressare l’equipaggio. Il comfort non è solo sospensione sull’onda: è la capacità di ridurre correzioni continue al timone, mantenere rotta e assetto con minori interventi, e offrire una navigazione leggibile anche a chi non è professionista.
Stabilizzazione: quando il rollio diventa il vero nemico
In rada, il rollio è spesso la variabile che decide se una giornata diventa perfetta o faticosa. Per questo la disponibilità di stabilizzazione giroscopica (in opzione) è un plus reale: migliora la vivibilità al fermo e a bassa velocità, soprattutto con ospiti numerosi a bordo e utilizzo intenso del beach club. In un open vocato alla socialità, stabilizzare significa aumentare la qualità dell’esperienza più ancora che aumentare la velocità.

Scheda tecnica sintetica (configurazione tipo)
- Modello: Invictus TT550
- Lunghezza f.t.: 16,87 m
- Baglio massimo: 5,04 m
- Categoria di navigazione: CE B
- Persone trasportabili: fino a 14
- Carena: planante, impostazione Deep-V
- Motorizzazione di riferimento: 2 x Volvo Penta IPS950 (pod drive)
- Velocità massima indicativa: circa 34 kn (valori variabili per carico/condizioni)
- Serbatoio carburante: 2.200 L
- Serbatoio acqua: 500 L
- Serbatoio acque nere/grigie (indicativo): circa 330 L
- Cabine/Bagli: 2 cabine e 2 bagni (layout espandibile/alternativo in opzione)
- Generatore (tipico su alcune configurazioni): circa 15 kW
Mercato e concorrenza: dove si colloca davvero la TT550
Segmento e posizionamento
La TT550 gioca nel segmento dei luxury open/day cruiser con ambizioni da weekender, dove il prezzo non è determinato solo dalla lunghezza ma dalla qualità di progetto: superfici vivibili, finiture, personalizzazione, soluzioni strutturali e impiantistiche, e una certa “signature” stilistica che resta riconoscibile anche a distanza. In questo perimetro, la barca parla sia a armatori privati sia a operatori charter selettivi, soprattutto in contesti mediterranei ad alta densità di baie e approdi iconici.
Competitor diretti: approcci diversi allo stesso desiderio
Tra i concorrenti, alcuni puntano su un linguaggio più “minimal” e performance pura, altri su un’impostazione più classica e muscolare. Un riferimento naturale è il Fjord 490 Open, più corto e stretto (circa 15 m), con filosofia walkaround e IPS, capace di velocità comparabili nell’ordine dei 34 nodi in configurazioni potenti: barca estremamente “day-oriented”, con interni meno centrali rispetto alla TT550. Un altro polo è l’Itama 54, leggermente più corto (circa 16,4 m) e con impostazione più “heritage” e propulsioni tradizionali, che lavora su velocità e fascino classico, ma con una coperta diversa per fruizione e protezione. Nel mondo “boutique performance”, la Pardo 50 offre un’alternativa con walkaround e IPS, con velocità nell’ordine dei 35 nodi in alcune configurazioni, puntando su un’impostazione più essenziale ma molto funzionale.
Dove la TT550 prova a differenziarsi è nel combinare ampiezza esterna reale (terrazze abbattibili, doppia lounge prua/poppa, hard-top esteso) con la modularità del sottocoperta, senza scivolare in un compromesso “né carne né pesce”: resta un open autentico, ma con un livello di “vivibilità notturna” superiore alla media dei day boat puri.
Trend di settore: outdoor, personalizzazione, materiali evoluti
I trend più rilevanti, qui, sono tre: 1) crescita delle soluzioni beach club e ampliamenti laterali; 2) aumento della domanda di personalizzazione e pacchetti “atelier”; 3) attenzione a riduzione pesi e materiali più efficienti, dove la sostenibilità non è solo marketing ma alleggerimento e durabilità. La TT550 intercetta tutti e tre, con una sintesi che punta a rendere la barca contemporanea anche tra cinque-dieci anni.
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Clientela target: chi è l’armatore “giusto”
La TT550 è pensata per un armatore che vede il mare come estensione della propria casa, ma non vuole rinunciare alla guida e al controllo. È ideale per chi vive la barca come piattaforma sociale (ospiti, famiglia, amici), alternando trasferimenti rapidi a lunghe soste in rada. In chiave charter, il valore sta nella “fotogenicità” funzionale: spazi esterni spettacolari ma soprattutto comodi, fruibili e sicuri, con un sottocoperta che può essere configurato per adattarsi al tipo di servizio offerto.
Risultati e riconoscimenti: cosa dicono nomination e saloni
Il modello ha raccolto attenzione già in fase di debutto internazionale, con nomination in contesti di rilievo come l’European Powerboat of the Year 2026 nella categoria “up to 18 m” e la citazione di una candidatura al Design Innovation Award. Senza trasformare le nomination in “verdetti”, il segnale è chiaro: il progetto viene percepito come credibile non solo per stile, ma per contenuti di layout e soluzioni tecniche, in un segmento dove l’apparenza è spesso facile, mentre la sostanza richiede metodo.
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Prospettive future e conclusioni
La TT550 suggerisce la direzione del cantiere su almeno quattro assi: coperta trasformabile, carbonio strutturale dove serve davvero, materiali alleggeriti nel sottocoperta e un approccio “atelier” sempre più strutturato. Il tutto su una piattaforma propulsiva che privilegia controllo e facilità d’uso, qualità decisive per allargare la base degli armatori-driver.
Quanto all’evoluzione del settore, è realistico attendersi un’ulteriore spinta su efficienza e comfort: stabilizzazione sempre più diffusa, gestione energia più avanzata, e – nel medio periodo – soluzioni ibride su taglie simili. Ma nel presente, la TT550 centra un punto strategico: ridisegnare l’esperienza prima ancora delle specifiche, facendo della coperta la vera protagonista senza trasformare l’imbarcazione in un semplice “palco” scenografico. In altre parole: un open che non recita il lusso, lo rende usabile.


