Numarine 22XP, interni personalizzabili e spirito da superyacht | Un angolo di paradiso sul mare

Nel panorama odierno dei motor yacht di fascia alta, l’etichetta explorer non può limitarsi a una silhouette muscolosa o a un look vagamente “utility”. Per meritarsela davvero, uno yacht deve dimostrare coerenza tecnica: autonomia credibile, efficienza alle andature di trasferimento, impianti dimensionati per l’uso continuativo, protezione e sicurezza sui ponti, stabilità sia in moto sia all’ancora, oltre a una distribuzione dei volumi che non penalizzi il comfort quando la rotta si allunga. In questo senso il Numarine 22XP è un progetto interessante perché traduce la grammatica dell’explorer in una taglia gestibile: 22,6 metri che puntano a offrire sensazioni e capacità “da classe superiore” senza perdere quell’agilità operativa che molti armatori privati cercano oggi.

La chiave di lettura del 22XP è il suo approccio “mission oriented”. Non nasce per inseguire il numero di velocità massima da brochure, ma per rendere praticabile una crociera lunga, regolare e confortevole, con consumi che restano sotto controllo e con spazi pensati per permanenze prolungate. E, a beneficio di chi preferisce una fruizione più rapida e “mediterranea”, lo stesso modello è proposto anche in una versione più prestazionale, con una filosofia di carena e di potenze coerente con andature superiori. È un doppio binario raro in questa fascia: due interpretazioni, un’identità estetica unica, e una proposta che lascia all’armatore la scelta del profilo operativo.

Numarine 22XP – numarine.com

Il cantiere: identità, filosofia costruttiva e reputazione sul mercato

Numarine è un marchio turco con base a Istanbul che ha costruito la propria credibilità attraverso un’evoluzione netta del prodotto. Dopo una fase iniziale più legata ai motoryacht plananti, l’azienda ha progressivamente spostato il baricentro verso unità in cui autonomia e comfort di navigazione diventano protagonisti. Non è un semplice cambio di stile: è una trasformazione di priorità progettuali e di processi, perché un explorer efficace richiede un’attenzione diversa a pesi, isolamento, impiantistica e accessibilità tecnica.

Un elemento che sostiene la reputazione del cantiere è la continuità delle firme progettuali, fattore che in nautica pesa quasi quanto la qualità dei materiali. Numarine lavora con una filiera stabile: Umberto Tagliavini per l’architettura navale e Can Yalman per design esterno e interni. Questa costanza permette di far crescere i modelli “per iterazioni”, affinando carene e layout con logiche evolutive e non per rotture improvvise dettate dalla moda. Sul mercato, ciò si traduce in un family feeling riconoscibile e in un posizionamento sempre più chiaro: yacht da crociera lunga con impronta luxury.

La fase recente del brand indica inoltre una volontà di strutturarsi ulteriormente a livello internazionale, rafforzando governance e capacità di presidio commerciale. Per l’armatore, è un segnale importante: l’esperienza di possesso non dipende solo dal prodotto in sé, ma anche dalla qualità della rete di supporto, dalla standardizzazione dei componenti critici e dalla gestione del post-vendita. In una barca pensata per viaggiare, questi aspetti diventano parte integrante della “progettazione estesa”.

Numarine 22XP – numarine.com

Architettura navale: dimensioni, proporzioni e logica di piattaforma

Numeri principali e implicazioni progettuali

Le misure del 22XP raccontano più di quanto sembri: 22,6 m di lunghezza fuori tutto, 6,0 m di baglio e un pescaggio di circa 1,84 m. Il dislocamento a pieno carico (nell’ordine delle 62 tonnellate) indica un’impostazione robusta per la categoria, coerente con un’imbarcazione che vuole offrire sensazione di solidità e un comportamento composto alle andature medio-basse. Il baglio generoso è un alleato diretto sia della stabilità trasversale sia dell’abitabilità: aumenta i volumi utili, amplia i corridoi laterali e rende più sfruttabili gli interni senza ricorrere a compromessi eccessivi.

La distribuzione su tre livelli — main deck, lower deck e fly — e l’adozione di murate alte con passavanti protetti rientrano nella grammatica explorer: non è solo estetica, ma sicurezza funzionale, soprattutto quando si naviga con mare formato o quando si pretende che la barca resti fruibile anche lontano dalla “riga perfetta” del bel tempo.

Due scafi, due caratteri: dislocante e planante

Uno dei tratti più distintivi del 22XP è la possibilità di scegliere tra una versione full displacement e una più planante. Questa biforcazione non è un dettaglio commerciale: è una scelta ingegneristica che implica geometrie diverse sotto la linea di galleggiamento, appendici ottimizzate e potenze coerenti. La dislocante nasce per lavorare in un regime di massima efficienza attorno agli 8–10 nodi, dove l’idrodinamica premia carene pulite e resistenze contenute; la planante, invece, ricerca una portanza dinamica più marcata per sostenere velocità sensibilmente superiori.

Numarine 22XP – numarine.com

In pratica, il 22XP può diventare un “passage maker” compatto oppure un explorer dal passo veloce, senza costringere l’armatore a una via di mezzo poco convincente. È un vantaggio competitivo reale, perché consente di scegliere l’unità in base al bacino di utilizzo: Mediterraneo e trasferimenti rapidi da un lato, crociere lunghe e itinerari estesi dall’altro.

Scheda tecnica sintetica

  • Lunghezza f.t.: 22,6 m
  • Baglio: 6,00 m
  • Pescaggio: 1,84 m (circa)
  • Dislocamento pieno carico: 62 t (circa)
  • Carburante: 6.000 L
  • Acqua dolce: 1.100 L
  • Acque nere: 750 L
  • Motori (dislocante): 2 × Cummins QSB 6.7 da 425 hp
  • Motori (planante): 2 × MAN V8 da 1.200 hp
  • Velocità massima (dislocante): ~12,5–13 kn
  • Velocità massima (planante): ~25 kn
  • Autonomia dichiarata (dislocante): 1.200 nm a 8 kn (variabile per assetto e riserve)

Materiali di costruzione: scafo, sovrastruttura e interni con logica “service-friendly”

Il 22XP è costruito in composito FRP/GRP, una soluzione che su questa taglia offre un equilibrio eccellente tra contenimento dei pesi, rigidità strutturale e manutenzione. Tuttavia, ciò che fa davvero la differenza non è il materiale “in astratto”, ma il processo: stampi, controllo delle laminazioni, gestione delle resine e qualità dell’accoppiamento tra scafo, coperta e paratie. In una piattaforma long-range, la struttura deve lavorare come un sistema integrato: una “scatola” rigida che riduce flessioni, vibrazioni e rumori secondari, migliorando la sensazione di solidità in navigazione.

La sovrastruttura, con ampie superfici vetrate, richiede un bilanciamento accurato tra luce naturale e rigidezza. Vetrate grandi e ben posizionate amplificano la qualità di vita a bordo, ma devono essere inserite senza indebolire le aree di carico o generare fenomeni di risonanza. Qui l’approccio XP punta a un risultato molto “attuale”: interni luminosi, vista mare, e una percezione di apertura che raramente si trova su barche di 22 metri con murate così protettive.

Per gli interni, la filosofia costruttiva tipica di un explorer di fascia alta privilegia un luxury contemporaneo ma robusto: pannellature ben ispezionabili, ferramenta di livello, soluzioni pensate per resistere all’uso intenso (anche charter), e finiture che mantengano qualità nel tempo. Il vero lusso, su un long-range, è la durabilità elegante: estetica e funzionalità che invecchiano bene.

Numarine 22XP – interni, salone – numarine.com

Motorizzazioni, propulsione e trasmissione: due set-up coerenti con due profili di crociera

Versione dislocante: Cummins QSB 6.7 425 hp e la cultura dell’efficienza

La configurazione dislocante adotta una coppia di Cummins QSB 6.7 da 425 hp, scelta tipica di un progetto che mette al centro affidabilità e consumi. In termini pratici, questa impostazione non cerca di “forzare” lo scafo oltre il suo campo naturale, ma lo fa lavorare nel punto in cui rendimento e comfort si incontrano. A velocità elevate per una dislocante, i consumi crescono rapidamente; al contrario, nell’area 8–10 nodi la barca tende a stabilizzarsi su valori più favorevoli, consentendo trasferimenti lunghi con una spesa energetica ragionevole.

Con 6.000 litri di carburante a bordo, il tema autonomia diventa concreto, purché si ragioni da navigatori e non da “sprint”. La differenza tra autonomia teorica e autonomia credibile dipende da riserve, generazione elettrica, carico idrico, condizioni meteo, stato carena e gestione dei consumi di hotel load. La bontà del 22XP sta nel fatto che l’architettura consente di partire da un presupposto virtuoso: lo yacht nasce con una vocazione per la rotta lunga e per l’uso continuativo, non come semplice cruiser “allargato”.

Versione planante: MAN V8 1.200 hp e un explorer che accelera

Per armatori che privilegiano tempi di trasferimento ridotti, Numarine propone la versione planante con due MAN V8 da 1.200 hp. La velocità massima nell’ordine dei 25 nodi cambia il modo di utilizzare la barca: si possono comprimere le tratte, “saltare” tra destinazioni distanti, e sfruttare una finestra meteo più corta. Il rovescio della medaglia è intrinseco: maggiore potenza significa consumi più alti e autonomia più limitata rispetto alla dislocante, ma la proposta resta coerente con la missione scelta.

Numarine 22XP – prua – numarine.com

Prestazioni e comportamento: velocità, autonomia, consumi e comfort dinamico

Valutare le prestazioni di un explorer richiede di cambiare l’unità di misura mentale. Il dato più importante non è la punta massima, ma la capacità di mantenere una crociera efficiente e ripetibile in sicurezza e comfort. Nella versione dislocante, l’area di lavoro ottimale si colloca tipicamente attorno agli 8 nodi, dove il rapporto miglia/litro può diventare davvero interessante. Salendo verso 10 nodi, si ottiene un buon compromesso tra tempi e costi; oltre, la curva di resistenza tende a impennarsi, come avviene su tutte le carene dislocanti che cercano di avvicinarsi al proprio limite.

Il comfort dinamico è la risultante di più fattori: forma di carena, distribuzione dei pesi, rigidezza globale, qualità dell’isolamento e, soprattutto, la presenza di sistemi di stabilizzazione evoluti. Un explorer ben progettato deve ridurre rollio e beccheggio percepiti, limitare le vibrazioni strutturali e mantenere una rumorosità compatibile con lunghe ore di navigazione. Il 22XP ha senso proprio perché nasce con queste priorità: non è un yacht “che può fare anche il lungo”, ma un lungo raggio che non rinuncia al lifestyle.

Sistemi di bordo: navigazione, domotica e gestione energetica per crociere estese

Un cenno specifico alla plancia: ergonomia, visibilità e logica “da comandante”

La plancia del 22XP merita una nota dedicata perché, su un explorer, il posto di comando non è un teatro: è un ufficio operativo. La visibilità deve essere ampia e pulita, con un corretto posizionamento di sedute e strumenti per sostenere ore di pilotaggio senza affaticamento. La differenza la fanno dettagli apparentemente minori: la logica di raggruppamento dei comandi, l’accessibilità ai pannelli di monitoraggio impianti, l’integrazione dei display multifunzione e la possibilità di gestire navigazione e manovra con gesti naturali. Una plancia ben progettata riduce gli errori, aumenta la sicurezza e migliora la qualità complessiva della crociera.

Numarine 22XP – plancia – numarine.com

Un long-range credibile vive di impianti. Il 22XP, per filosofia di gamma, punta a un’integrazione elettronica completa: radar, AIS, autopilota, sensori, cartografia e monitoraggi, con layout della plancia che può variare in base agli allestimenti ma che deve garantire chiarezza e ridondanza sensata. Per la parte “hotel”, la domotica gestisce illuminazione, climatizzazione e infotainment, ma ciò che conta davvero è la robustezza dell’architettura: in mare, i sistemi devono restare stabili, e l’equipaggio deve poter intervenire anche in modalità manuale senza dipendere da un singolo nodo di rete o da un’interfaccia troppo sofisticata.

La gestione energetica è un tema determinante: capacità di batterie servizi, caricabatterie, inverter, ventilazione, controllo temperature e rumorosità dei generatori. Su un explorer, la qualità si misura anche nella possibilità di vivere la rada in modo silenzioso, con carichi elettrici gestiti in modo intelligente e con un comfort climatico costante. È un capitolo meno “visibile”, ma è quello che separa un’esperienza premium da una semplicemente costosa.

Design e architettura degli spazi: esterni protetti, interni luminosi, layout razionale

Esterni: sicurezza e fruibilità prima della spettacolarità

L’esterno del 22XP privilegia protezione e percorsi intuitivi. Murate alte e passavanti ampi riducono l’esposizione e rendono più confortevole muoversi a bordo quando si naviga o quando il ponte è bagnato. È un’impostazione che piace ai comandanti e che rassicura anche l’armatore privato: l’explorer deve essere bello, ma soprattutto deve essere “facile” e sicuro. La prua alta, oltre a connotare la linea, aiuta a gestire mare e spruzzi, migliorando la sensazione di controllo.

Numarine 22XP – flybridge – numarine.com

Interni: luce, volumi e una vivibilità da barca più grande

All’interno, la cifra è la luminosità: vetrate importanti e un layout che tende ad amplificare la percezione di spazio. Le configurazioni di cabine (3 o 4) permettono di orientare lo yacht verso l’uso privato o verso un charter alto di gamma. La collocazione delle cabine ospiti in aree più centrali, quando adottata, è una scelta che risponde a una logica ingegneristica precisa: ridurre le accelerazioni percepite e aumentare il comfort notturno. In un long-range, dormire bene non è un lusso accessorio: è parte del progetto.

Gli spazi comuni lavorano su un equilibrio delicato: convivialità e operatività. Una cucina funzionale, stivaggi adeguati e percorsi fluidi consentono un uso continuo senza che la barca diventi “fragile” nella vita quotidiana. Qui emerge la differenza tra un interior design bello da fotografare e un interno progettato per vivere a bordo per settimane.

Layout

Numarine 22XP – ponte superiore – numarine.com
Numarine 22XP – ponte principale – numarine.com
Numarine 22XP – ponte inferiore – numarine.com

Innovazione e ricerca: stabilizzazione, riduzione consumi ed evoluzione verso soluzioni a minore impatto

Nel segmento 22–23 metri, l’innovazione più efficace non è quella più rumorosa, ma quella che migliora davvero l’esperienza. Il 22XP interpreta la ricerca come ottimizzazione di sistema: carena efficiente, gestione attenta dei pesi, impiantistica razionale, e un pacchetto di stabilizzazione capace di innalzare il comfort sia in crociera sia in rada. In particolare, la disponibilità di pinne con funzione anche a bassa velocità o “zero speed” (a seconda degli allestimenti) ha un impatto immediato: meno rollio, maggiore fruibilità degli spazi, e un salto di qualità nella vita all’ancora.

Sul fronte ambientale, la rotta del settore è tracciata: riduzione emissioni e rumorosità, maggiore autonomia elettrica in rada, sistemi di gestione carichi più evoluti. Il 22XP non nasce come piattaforma full electric, ma è coerente con una transizione graduale: pacchetti energetici più sofisticati, batterie e inverter maggiorati, e soluzioni che consentano ore di silenzio senza avviare il generatore. Per un explorer, la sostenibilità non è solo una bandiera: è un modo per rendere la barca più autonoma e piacevole.

Esperienza in mare: cosa significa “seaworthy” su un 22 metri

La “seaworthiness” si misura nella capacità di mantenere controllo e comfort quando le condizioni si complicano. Su un dislocante come il 22XP, contano la regolarità di rotta, la progressività delle risposte sull’onda, la riduzione delle vibrazioni e la stabilità del comportamento nel tempo. Una barca rigida e ben isolata stanca meno; una barca stabilizzata bene è più vivibile; una timoneria ergonomica rende più sicuro ogni miglio. È la somma di questi fattori che trasforma una crociera lunga da “sfida” a piacere.

Numarine 22XP – piattaforma poppiera – numarine.com

Nella variante planante, l’attenzione si sposta su assetto e dinamica alle alte velocità, ma resta valida la premessa explorer: solidità percepita, protezione e spazi pensati per essere usati anche fuori dalle condizioni ideali. In entrambi i casi, il 22XP non punta a essere tutto per tutti: punta a essere convincente nel profilo scelto.

Mercato e concorrenza: il 22XP nel segmento “SUV nautico” di fascia alta

Posizionamento e logica di segmento

Il 22XP si colloca nel cuore del mercato dei 22–24 metri crossover/explorer, una fascia in espansione perché risponde a un desiderio concreto: avere volumi e comfort “da grande” con costi e gestione più razionali rispetto a un 30+ metri. Il prezzo e la configurazione finale dipendono da optional, finiture e versione di carena, ma la proposta è chiaramente premium e orientata alla personalizzazione.

Competitor e differenze sostanziali

Le shortlist di categoria includono spesso modelli come Sanlorenzo SX76, Horizon FD75 e Gulf Craft Nomad 75, oltre a proposte più radicali sul design come Wally in ambito “crossover”. Ogni concorrente interpreta il tema con un accento diverso: chi privilegia layout “residenziali”, chi spinge sulla piattaforma tecnica consolidata, chi offre un rapporto value aggressivo, chi punta su una firma stilistica iconica.

Il 22XP si distingue soprattutto per la possibilità di scegliere due anime tecniche (dislocante e planante) mantenendo la stessa identità explorer e per un’impostazione che mette la navigazione lunga al centro, senza sacrificare la parte luxury. È un posizionamento che parla a un armatore più “navigatore” e meno “show-oriented”, e che può risultare molto convincente per chi vuole uno yacht capace di fare davvero ciò che promette.

Clientela target: armatori privati evoluti, charter premium e utilizzo corporate

La platea ideale del 22XP comprende il privato esperto che desidera autonomia e comfort, spesso con equipaggio ridotto e con itinerari che non si limitano alla costa. Accanto a questo profilo, c’è il charter di lusso: l’estetica explorer è molto richiesta, e la combinazione di volumi, protezione e spazi conviviali può rendere lo yacht particolarmente competitivo. Infine, non va trascurato l’uso corporate o di rappresentanza, dove contano affidabilità, manutenzione, immagine e capacità di ospitare in modo credibile.

Galleria fotografica

Numarine 22XP – cambusa – numarine.com
Numarine 22XP – pozzetto – numarine.com
Numarine 22XP – cabina armatoriale – numarine.com
Numarine 22XP – bagno – numarine.com
Numarine 22XP – prendisole a prua – numarine.com

Prospettiva futura: cosa anticipa il 22XP sull’evoluzione del settore

Il 22XP racconta una direzione ormai evidente: il lusso nautico sta diventando più “funzionale”, orientato alla qualità reale dell’esperienza e meno alla sola prestazione. Nel futuro prossimo, vedremo più integrazione energetica, più attenzione all’autonomia in rada, più stabilizzazione e una crescente richiesta di barche capaci di muoversi con efficienza e comfort. Un progetto come questo, già impostato su efficienza e vivibilità, è naturalmente predisposto a evolvere senza perdere identità.

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Conclusioni: perché il 22XP è una scelta razionale (oltre che desiderabile)

Il Numarine 22XP è convincente perché non è ambiguo: nella variante dislocante è un explorer compatto autentico, che premia chi apprezza la rotta lunga, l’efficienza e un comfort pensato per durare ore e giorni; nella variante planante è un crossover capace di offrire spazi e protezione “da SUV” con un passo decisamente più rapido. I punti di forza sono la coerenza del concept, il baglio generoso, la fruibilità dei ponti, la luminosità interna e una filosofia impiantistica che, se confermata nelle specifiche dell’unità, può garantire un’esperienza di possesso solida.

Come sempre, il giudizio definitivo su un yacht di questa categoria passa anche dai dettagli dell’esemplare: isolamento, qualità installazioni, accessi tecnici e pacchetto stabilizzazione. Ma la piattaforma, per impostazione, è quella giusta: un 22 metri che non recita la parte dell’explorer, la interpreta, offrendo un equilibrio moderno tra ingegneria e lifestyle.