Pardo GT75, l’equilibrio supremo tra comfort e potenza | Emozione allo stato puro

Il Pardo GT75 è la dimostrazione che un express di grande taglia può evolvere senza perdere l’immediatezza d’uso tipica delle barche “da armatore”. Qui non si parla di una semplice crescita dimensionale: il salto verso i 23 metri comporta scelte strutturali, distributive e propulsive che cambiano la natura del progetto. Il GT75 si colloca in quella fascia oggi più interessante del mercato: yacht capaci di offrire spazi da piccolo superyacht, ma con una conduzione intuitiva e una vita all’aperto dominante, coerente con Mediterraneo e charter di fascia alta. La linea rimane bassa e tesa, con prua inversa e superfici vetrate estese: una firma stilistica che, oltre all’estetica, incide su percezione di volume, aerodinamica e gestione delle masse alte.

In questa analisi tecnica l’obiettivo non è “raccontare” il GT75 in modo generico, bensì metterne in luce la logica ingegneristica: come sono organizzati i pesi, quale relazione esiste tra carena e sistema IPS, perché certe soluzioni di coperta migliorano la sicurezza e quali implicazioni reali hanno layout e predisposizioni tecnologiche. Il risultato è un profilo completo, leggibile anche da non addetti ai lavori, ma scritto con l’attenzione che ci si aspetta da un’ottica peritale.

Pardo GT75 – pardoyachts.com

Il cantiere: Cantiere del Pardo tra cultura della carena e costruzione “seriale controllata”

Storia, competenze e transizione al motore

Cantiere del Pardo porta in dote una lunga esperienza nella nautica da diporto, maturata originariamente nella vela e poi trasferita con decisione al segmento motore attraverso Pardo Yachts. Questo passaggio non va letto come una semplice diversificazione, bensì come un’applicazione pratica di una mentalità tipica dei cantieri che nascono “dallo scafo”: attenzione a geometrie, bilanciamento e risposta dinamica. Il GT75, per dimensioni e complessità, è un banco di prova significativo perché obbliga a gestire contemporaneamente rigidità strutturale, volumi abitativi e comfort acustico, senza rinunciare a prestazioni coerenti con la sigla “GT”.

Filosofia costruttiva e posizionamento reputazionale

Il marchio Pardo ha costruito la propria reputazione su tre asset: design riconoscibile, qualità percepita elevata e una formula produttiva che consente personalizzazioni senza perdere il controllo industriale. Sul GT75 questo approccio emerge in modo evidente: le varianti di layout sono numerose e sostanziali, ma la piattaforma tecnica rimane coerente, con impiantistica razionale e una gerarchia chiara degli spazi. In parole semplici: si può scegliere come vivere la barca, senza trasformarla in un progetto “artigianale” imprevedibile nei tempi e nelle finiture.

Architettura navale e design: quando la forma segue una funzione precisa

Collaborazioni progettuali e divisione dei ruoli

Il GT75 nasce da un’impostazione a competenze integrate: architettura navale, studio dei volumi e design lavorano come parti di un’unica equazione. L’architettura navale ha il compito di garantire che carena, dislocamento e propulsione dialoghino in modo efficace; il design interviene per rendere quella piattaforma tecnica un ambiente abitabile e seducente, con ergonomie credibili e percorsi naturali tra prua, pozzetto e beach area. Su barche di questa taglia, la qualità del progetto si misura nel dettaglio: angoli di visibilità, altezze utili, accessi tecnici e continuità indoor/outdoor.

Pardo GT75 – ripresa dall’alto – pardoyachts.com

Linea bassa: vantaggi reali oltre l’estetica

La scelta di mantenere una sovrastruttura contenuta non è soltanto un tratto “cool”. Dal punto di vista operativo significa meno vento in manovra, baricentro visivo più vicino all’acqua e riduzione della massa in alto, con benefici indiretti su assetto e risposta sul mosso. Inoltre, una silhouette meno imponente permette vetrate più distese e una percezione di leggerezza che, su un 23 metri, evita l’effetto “condominio galleggiante” tipico di alcuni competitor più voluminosi.

Scheda tecnica sintetica (dati principali)

  • Lunghezza fuori tutto (LOA): 22,85 m
  • Baglio massimo: 5,99 m
  • Dislocamento: 48,3 t
  • Carburante: 4.300 l
  • Acqua: 1.100 l
  • Motorizzazione standard: 3 × Volvo Penta IPS 1050
  • Motorizzazione optional: 3 × Volvo Penta IPS 1350
  • Configurazioni: 5 layout; base Galley Up 3 cabine/3 bagni (+ crew)
  • Posti letto: 4–8 (+ 2 crew)
  • Categoria CE: B (20 persone) / C (24 persone)

Dimensioni e “geometria dei volumi”: 6 metri di baglio come moltiplicatore di comfort

Baglio e stabilità: cosa percepisce davvero l’armatore

Un baglio di 5,99 metri su questa lunghezza produce effetti immediati: più stabilità trasversale a bassa velocità, maggiore agio nella distribuzione dei locali sottocoperta e la possibilità di costruire una suite armatoriale full-beam autentica, senza compromessi. In rada o in porto, la sensazione è quella di un piano di calpestio ampio e “piatto”, dove la barca non appare nervosa. In navigazione, invece, il baglio va gestito con carena e pesi corretti: se la piattaforma è ben calibrata, l’ampiezza diventa un vantaggio; se è sbilanciata, può trasformarsi in inerzia eccessiva. Il GT75 nasce proprio per evitare questo rischio, puntando su un rapporto ragionato tra volumi e comportamento dinamico.

Pardo GT75 – pardoyachts.com

Walkaround come architettura di circolazione

Il concetto walkaround, qui, non è un vezzo. Su 23 metri diventa una vera infrastruttura di bordo: permette di muoversi in sicurezza, con passaggi laterali che riducono la necessità di attraversare zone sociali durante manovre o in condizioni di mare. È un’impostazione che aumenta la qualità della vita a bordo perché separa flussi: chi si gode la barca e chi la gestisce, anche con equipaggio minimo.

Costruzione e materiali: composito GRP, ma ciò che conta è l’implementazione

Scafo e sovrastruttura: rigidità, smorzamento e finitura

Nel segmento 70–80 piedi, il composito in vetroresina (GRP) rimane la soluzione più equilibrata tra prestazione, affidabilità e manutenzione. Tuttavia, la differenza non la fa la “sigla” del materiale, bensì la qualità dell’ingegnerizzazione: stratificazioni corrette nelle aree di carico, cura degli incollaggi strutturali, precisione nelle superfici e isolamento dei volumi tecnici. Su uno yacht con tripla propulsione e grandi aperture, la sfida principale è conservare una robustezza torsionale elevata per evitare scricchiolii, vibrazioni e micro-movimenti percepibili negli interni durante planate prolungate.

Interni: matericità e durabilità in chiave luxury

La scelta di essenze, laccature e tessuti deve convivere con la realtà operativa: umidità marina, sole, salinità e usura da ospiti. Un GT moderno di rango non può limitarsi a “sembrare” premium: deve esserlo anche dopo molte stagioni. Il GT75 lavora su un equilibrio sensato: superfici ampie e luminose per amplificare i volumi, finiture piacevoli al tatto e un’impostazione che privilegia la manutenzione ordinaria, soprattutto nelle aree più sollecitate (corridoi, ingresso cabine, spazi di servizio).

Pardo GT75 – interni – pardoyachts.com

Propulsione e trasmissione: tripla Volvo Penta IPS come scelta di controllo totale

Perché tre IPS su un 75 piedi

La configurazione 3 × Volvo Penta IPS risponde a un obiettivo molto chiaro: rendere una barca grande gestibile e precisa, sia in manovra sia in navigazione. Tre unità significano modulabilità della spinta, ridondanza e una risposta pronta ai comandi, con un “feeling” più vicino a quello di unità più piccole. La motorizzazione base è IPS 1050, mentre l’opzione IPS 1350 porta la barca nel territorio delle prestazioni più ambiziose. In entrambi i casi, l’integrazione tra carena e propulsori è decisiva: l’IPS non va considerato solo come un sistema di trasmissione, ma come parte della geometria dinamica dello yacht.

Manovre: joystick, logiche integrate e stress ridotto

Su 23 metri, l’aspetto più “rivoluzionario” non è la velocità massima: è la facilità con cui si entra in porto. Il joystick, unito alla precisione dell’IPS, riduce il carico operativo e consente a un armatore esperto di gestire la barca con serenità anche in spazi stretti. Questo cambia il profilo del cliente: non serve necessariamente un equipaggio numeroso per vivere un 75 piedi in modo frequente. In termini di mercato, è un vantaggio enorme perché aumenta la probabilità che lo yacht venga usato davvero, non solo “posseduto”.

Prestazioni, consumi e autonomia: interpretare correttamente i numeri

Velocità: più importante la qualità della planata della punta assoluta

Con la configurazione più potente, il GT75 si colloca nella fascia alta delle prestazioni per un 23 metri orientato al comfort. I valori divulgati in prove e comunicazioni di settore indicano una velocità massima nell’ordine dei 30+ nodi, con potenziali di punta più elevati in condizioni ottimali. Ma il parametro davvero rilevante è la stabilità dell’assetto: una gran turismo convincente non deve “saltare” sul mare o richiedere continue correzioni, bensì mantenere una planata progressiva, con prua che non maschera la visibilità e una carena capace di assorbire l’onda senza trasmettere colpi secchi agli interni.

Pardo GT75 – poppa – pardoyachts.com

Efficienza: il concetto chiave è la crociera sostenibile

Nel segmento luxury, l’efficienza non è solo un tema economico: è un tema di autonomia e libertà di rotta. A velocità di crociera intermedie, l’obiettivo è contenere i litri per miglio e mantenere un range pratico tale da collegare isole e coste senza dipendere costantemente dal rifornimento. Un’impostazione IPS ben calibrata, unita a una carena ottimizzata, consente di ottenere una crociera “rapida ma sensata”, dove il piacere della velocità non si traduce in consumi sproporzionati.

Navigazione dislocante: l’altro volto del GT75

Un punto spesso sottovalutato sugli express moderni è la capacità di muoversi in modo efficiente anche a velocità più basse. Quando uno yacht di questa taglia riesce a mantenere un buon comfort in dislocamento, l’utilizzo reale cambia: trasferimenti lunghi, notturni, o tratte con mare formato diventano più gestibili, con minori stress meccanici e un’esperienza più “superyacht” nella percezione di bordo. È una qualità che si apprezza nel tempo, soprattutto per armatori che non vogliono vivere la barca solo come strumento di sprint costieri.

Sistemi di bordo: elettronica integrata e domotica come strumento, non come spettacolo

Plancia e navigazione: leggibilità prima di tutto

La plancia del GT75 è progettata per essere un ambiente operativo completo: display grandi, sedute che consentono la conduzione in compagnia e un’impostazione che privilegia la visibilità. Su un 75 piedi, i dettagli contano: la posizione del timoniere rispetto all’orizzonte, l’accesso immediato ai comandi di propulsione e la chiarezza delle informazioni durante fasi critiche (tratta trafficata, ingresso in porto, avvicinamento a fondali bassi). Un sistema moderno deve ridurre la complessità percepita, non aumentarla.

Pardo GT75 – plancia – pardoyachts.com

Gestione impianti: comfort e affidabilità come priorità

Climatizzazione, luci, utenze e controlli di sicurezza devono essere integrati in modo coerente, con logiche intuitive. La domotica efficace è quella che si “dimentica”: funziona, non confonde, e soprattutto permette una diagnostica rapida in caso di anomalie. Per un’unità destinata anche al charter, questo è cruciale: un guasto non deve trasformarsi in una caccia al tesoro tra pannelli e menu. La progettazione impiantistica si giudica spesso da ciò che l’ospite non vede, ma che determina la serenità del comandante.

Layout e abitabilità: cinque varianti per adattare la barca a uso privato o charter

Galley Up o Galley Down: cambiare la barca senza cambiare la carena

La dicotomia galley up / galley down è una scelta strategica. Con cucina sul main deck, la barca diventa più conviviale: preparazioni e servizio si fondono con la vita in salone e in pozzetto, ideale per armatori che vivono la barca “in prima persona”. Con cucina sul ponte inferiore, invece, il main deck si trasforma in un grande spazio lounge, più pulito e rappresentativo, perfetto quando c’è equipaggio o quando si desidera separare in modo naturale il back-of-house dall’area ospiti. La forza del GT75 è offrire entrambe le filosofie senza snaturare la distribuzione complessiva.

Ponte inferiore: cabine e bagni

Le configurazioni consentono di arrivare fino a quattro cabine in determinate soluzioni, ampliando il bacino potenziale di clientela charter e rendendo la barca appetibile per gruppi numerosi. La versione più “equilibrata” resta quella con tre cabine e tre bagni, perché garantisce suite armatoriale generosa, cabine ospiti confortevoli e un livello di privacy adeguato. La presenza della cabina equipaggio dedicata completa il quadro: non è un dettaglio, ma un elemento che incide sulla qualità del servizio e sulla capacità dello yacht di mantenere standard elevati durante crociere lunghe.

Pardo GT75 – ponte inferiore – pardoyachts.com

Ponte principale: continuità spaziale e ventilazione naturale

Il ponte principale lavora su apertura e fluidità: porte e vetrate estese creano una relazione diretta tra salone e pozzetto, mentre la copertura offre protezione senza chiudere l’esperienza. È un’impostazione moderna che permette di vivere la barca in modo diverso a seconda del clima: completamente aperta in estate, protetta e climatizzata nelle mezze stagioni. In termini di comfort reale, questa trasformabilità vale più di molte soluzioni decorative, perché moltiplica le giornate di utilizzo annuo.

Pardo GT75 – ponte principale – pardoyachts.com

Outdoor engineering: beach club, terrazze laterali e garage tender come pacchetto funzionale

Poppavia: la barca si trasforma quando si ferma

La poppa del GT75 è concepita come una piattaforma “attiva”: non solo un pozzetto, ma un sistema capace di diventare un beach club. Le murate abbattibili aumentano la superficie utile e migliorano la vivibilità in rada, creando un’area che assomiglia a una piccola piazza sull’acqua. Il vantaggio non è soltanto scenografico: più spazio significa più sicurezza in movimento, più comfort per l’imbarco e un’area relax che non costringe gli ospiti a “impilarsi” attorno alla passerella o al tender.

Garage tender: ordine, protezione e aerodinamica della coperta

L’integrazione del garage tender, gestita tramite movimentazioni elettriche del prendisole, porta due benefici concreti. Il primo è pratico: tender e water toys sono protetti da sole e salsedine, con minori necessità di coperture e manutenzione. Il secondo è progettuale: la coperta rimane più pulita, senza ingombri fissi, e l’estetica complessiva conserva quella pulizia tipica dei Pardo. Il compromesso, naturalmente, è nella gestione dei pesi a poppa: se l’architettura è corretta, la soluzione migliora davvero la barca; se non lo è, può penalizzare assetto e rumorosità. Su un GT75 moderno, questa scelta indica ambizione “da superyacht”.

Pardo GT75 – piattaforma poppiera, garage tender – pardoyachts.com

Innovazione e ricerca: predisposizioni e strategie per ridurre impatto e aumentare qualità d’uso

Hybrid-ready: predisporre oggi per non reinventare domani

Parlare di predisposizione ibrida su un 75 piedi significa considerare spazi, passaggi e logiche di integrazione già in fase progettuale. Anche quando la tecnologia non è installata di serie, la possibilità di accoglierla senza interventi invasivi è un valore: consente aggiornamenti futuri, aumenta la longevità del prodotto e risponde a un mercato sempre più sensibile a riduzione emissioni e comfort in rada (silenzio, gestione energetica, operatività a bassa impronta). Il punto, però, è la concretezza: l’innovazione utile è quella che migliora davvero l’esperienza, non quella che aggiunge complessità senza ritorno.

Efficienza “di base”: carena, pesi e integrazione propulsiva

Nel mondo reale, la sostenibilità di uno yacht nasce prima di tutto da scelte fondamentali: peso controllato, carena efficiente e propulsione correttamente dimensionata. Soluzioni come stabilizzazioni evolute, gestione intelligente dei carichi e ottimizzazione idrodinamica sono spesso più efficaci, sul ciclo di vita, rispetto a inseguire modalità elettriche limitate che non coprono la missione tipica di un GT. Il GT75 si muove nella direzione più sensata: migliorare l’efficienza complessiva e lasciare aperta la porta all’evoluzione tecnologica.

Pardo GT75 – pozzetto – pardoyachts.com

Comportamento in mare: controllo, comfort e prevedibilità come parametri di qualità

Assetto e visibilità: guidare bene significa vedere bene

Su un express di 23 metri, l’assetto in accelerazione è un indicatore prezioso: se la prua sale troppo, la visibilità peggiora e la navigazione diventa più faticosa; se la planata è progressiva, la barca trasmette fiducia e gli ospiti percepiscono stabilità. Il GT75 è concepito per mantenere un’impostazione “pulita”, con un equilibrio che favorisce la conduzione a lungo raggio. In termini pratici: meno correzioni, più comfort, e un’esperienza di guida che non richiede continui interventi per mantenere la rotta sul mosso.

Manovrabilità: la grande barca che si comporta da barca più piccola

La tripla IPS fa la differenza anche fuori dal porto: in virata e in gestione delle variazioni di velocità, la risposta rimane pronta e controllabile. L’obiettivo non è trasformare il GT75 in uno sportboat, ma ridurre quella sensazione di “inerzia lenta” che spesso accompagna barche di dimensione simile. Il risultato desiderato è una dinamica prevedibile: la barca reagisce come ci si aspetta, senza sorprese, e questo è un valore enorme per l’armatore che naviga spesso e non vuole dipendere sempre da un comandante professionista.

Acustica e vibrazioni: il vero lusso è la quiete

Il comfort a bordo non si misura solo con la metratura: si misura con rumore e vibrazioni. Isolamenti corretti, supporti motore, qualità degli allestimenti e rigidità strutturale determinano se uno yacht “stanca” dopo due ore o se invita a navigare per tutta la giornata. Un GT di fascia alta deve garantire conversazioni possibili a velocità di crociera, riposo reale in cabina e assenza di risonanze fastidiose nelle zone di maggior pregio. È qui che la costruzione si trasforma in qualità percepita.

Pardo GT75 – dinette, comfort a bordo – pardoyachts.com

Mercato e concorrenza: tre alternative, tre personalità, un posizionamento preciso

Segmento e prezzo: valore percepito contro dotazione reale

Nel segmento 70–80 piedi, il prezzo non è mai un numero “puro”: dipende da personalizzazione, impianti, tender garage, stabilizzazioni, pacchetti elettronici e qualità degli interni. Il GT75 si colloca in una fascia alta ma competitiva, puntando su una combinazione specifica: design iconico, spazi aperti dominanti, e una piattaforma IPS che riduce la barriera d’ingresso alla gestione quotidiana. In altri termini: non è lo yacht per chi cerca solo status; è per chi vuole usarlo con frequenza, senza rinunciare a rappresentanza.

Competitor diretti: differenze sostanziali, non solo di stile

Nel confronto tecnico, modelli come Riva 76 enfatizzano una lettura più “classica” del lusso sportivo, con un’impostazione formale e un’iconografia molto marcata; alternative come Sunseeker Predator spingono verso una personalità più aggressiva e orientata alla performance; prodotti come Pershing rappresentano l’estremo della velocità, dove la priorità è la prestazione assoluta. Il GT75 si distingue perché persegue un equilibrio differente: prestazioni credibili sì, ma subordinate a una vivibilità da vero “gran turismo” e a una trasformabilità della poppa che avvicina il progetto al linguaggio superyacht.

Clientela target: privati evoluti e charter di alta gamma

Il GT75 parla a tre tipologie di acquirente. Primo: l’armatore privato che desidera crociere veloci, week-end lunghi e un forte lifestyle all’aperto. Secondo: il charter di lusso, per cui contano layout flessibili, numero cabine e appeal fotografico. Terzo: la società di rappresentanza che usa lo yacht come biglietto da visita, ma pretende affidabilità, facilità di conduzione e un prodotto che regga l’uso intensivo. È un triangolo di mercato che richiede equilibrio: troppo “race” diventa scomodo, troppo “floating villa” perde dinamica. Il GT75 prova a stare nel punto giusto.

Approfondimento iconografico

Pardo GT75 – cabina armatoriale – pardoyachts.com
Pardo GT75 – bagno – pardoyachts.com

Risultati, visibilità e riconoscimenti: come si misura la maturità di un progetto

Debutto e attenzione internazionale

Il debutto del GT75 in eventi di riferimento e la copertura su riviste internazionali testimoniano una cosa: il mercato vede in questo modello un passo strategico per il brand. Un’ammiraglia non deve solo piacere; deve consolidare una gamma e dimostrare che l’identità può scalare senza diventare caricatura. La risposta del pubblico, in questi casi, si legge anche nella domanda di configurazioni e nella capacità del cantiere di consegnare barche finite con standard costanti.

Selezioni e premi: significato pratico per l’armatore

Quando uno yacht entra in selezioni o shortlist di premi di settore, il valore non è tanto la medaglia, quanto la validazione di alcuni parametri: qualità progettuale, innovazione funzionale e coerenza con i trend contemporanei. Per l’armatore, questo spesso si traduce in due vantaggi: migliore tenuta di valore e maggiore appetibilità sul mercato dell’usato, soprattutto quando il modello è riconoscibile e non “invecchia” rapidamente dal punto di vista stilistico.

Prospettive future: il GT75 come piattaforma per l’evoluzione Pardo

Osservando il GT75 con l’occhio dell’analista, si nota un aspetto rilevante: non è un progetto “isolato”, ma una piattaforma che porta nel mondo dei 23 metri alcuni concetti destinati a diventare standard. Tra questi: beach club trasformabile, terrazze laterali, layout modulari e predisposizioni tecnologiche per future evoluzioni energetiche. Il messaggio del cantiere è chiaro: crescere in dimensione senza perdere la maneggevolezza e senza rinunciare a un’impronta estetica coerente. In un settore dove la differenziazione è sempre più complessa, questa capacità di mantenere identità e qualità d’uso è un vantaggio competitivo strutturale.

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Conclusioni: un 75 piedi pensato per navigare davvero, non solo per farsi guardare

Il Pardo GT75 è uno yacht che interpreta la categoria “gran turismo” in modo tecnico: non come slogan, ma come sintesi tra prestazione, controllo e abitabilità. La tripla IPS abbassa la soglia di complessità gestionale; il baglio generoso crea spazi da categoria superiore; la linea bassa e la trasformabilità della poppa costruiscono un’esperienza all’aperto che oggi è centrale per il mercato premium. Se cercate il massimo della velocità assoluta, esistono alternative più estreme; se desiderate il massimo del volume “da villa”, esistono barche più imponenti. Ma se l’obiettivo è un 23 metri che sappia essere veloce, elegante, fruibile e coerente, il GT75 si propone come una delle opzioni più razionali e desiderabili del segmento.