Definire l’Absolute Navetta 64 un semplice “trawler moderno” sarebbe riduttivo. Il suo obiettivo non è soltanto offrire un’andatura comoda e un’impostazione da lunga permanenza, ma costruire una piattaforma di crociera capace di cambiare pelle: rilassata quando si naviga a ritmi dislocanti o semi-plananti, brillante quando serve macinare miglia a velocità più sostenute, sorprendentemente domestica quando si vive a bordo per giorni.
Il segreto è un equilibrio progettuale raro su questa taglia: l’architettura dei volumi è generosa, quasi “da barca più grande”, ma la gestione non diventa mai punitiva. Merito di scelte ingegneristiche coerenti: grandi aperture vetrate integrate in una struttura rigida, un layout che privilegia percorsi logici e una propulsione a pod che riduce la complessità delle manovre e rende la barca più intuitiva anche con equipaggio minimo.
Navetta 64, in sostanza, interpreta una domanda molto attuale del mercato luxury: abitabilità reale, facilità di conduzione e outdoor vivibili, senza scivolare nella caricatura del “salotto galleggiante” né inseguire la velocità come unico parametro di prestigio.

Il cantiere Absolute: identità industriale italiana e filosofia “funzionale” del lusso
Storia recente, crescita rapida e reputazione internazionale
Absolute è un cantiere italiano nato nei primi anni Duemila e cresciuto con una progressione costante nel segmento tra 45 e 75 piedi. In un panorama affollato, la sua credibilità si è consolidata grazie a un approccio pragmatico: design contemporaneo, scelte tecniche ripetibili e una capacità produttiva organizzata con mentalità quasi industriale, senza perdere la cura tipica della cantieristica italiana.
La “cifra” del marchio: luce naturale, spazi fluidi, vivibilità senza retorica
La firma Absolute non è fatta di eccessi decorativi, ma di soluzioni che migliorano la vita a bordo: superfici vetrate ampie, interni che respirano, layout che riducono ostacoli e passaggi stretti. Il cantiere lavora su un’idea di comfort misurabile: visibilità, ergonomia, facilità di servizio, gestione razionale degli impianti. È un lusso che non grida, ma si dimostra ogni giorno, soprattutto durante una crociera lunga, quando i dettagli tecnici diventano esperienza concreta.
Perché la linea Navetta è centrale nella strategia di Absolute
La gamma Navetta rappresenta la sintesi più matura dell’approccio del brand: barche nate per vivere bene, ma progettate per navigare davvero. Non si tratta di “mettere un fly su un trawler” o di “aggiungere volumi a un cruiser”, bensì di costruire una piattaforma che gestisca pesi, altezze e aperture con coerenza strutturale. La Navetta 64, in particolare, è uno dei modelli che meglio raccontano questa direzione: grande, luminosa, ma non ingombrante da governare.

Dimensioni e architettura navale: quando i numeri spiegano il carattere
La Navetta 64 si colloca in un punto strategico del mercato: abbastanza lunga per offrire spazi da “family yacht” di fascia alta, abbastanza compatta per restare gestibile nei marina mediterranei. La lunghezza fuori tutto è 19,63 m e il baglio massimo 5,52 m: proporzioni che favoriscono sia la stabilità trasversale sia la possibilità di sviluppare volumi interni importanti, soprattutto in larghezza, dove si gioca gran parte del comfort percepito.
Scheda tecnica sintetica
- LOA: 19,63 m
- Baglio massimo: 5,52 m
- Serbatoio carburante: 3.600 L
- Serbatoio acqua dolce: 910 L
- Propulsione (configurazione principale): 2 × Volvo Penta D13 IPS 1350
- Categoria CE: B
Volumi sopra la linea di galleggiamento: come si evita l’effetto “barca alta e nervosa”
Un 64 piedi con sovrastruttura sviluppata e flybridge generoso porta con sé un rischio classico: baricentro alto e rollio più marcato. Qui, invece, la sensazione è di un progetto “tenuto in mano” dall’architettura navale: distribuzione delle masse ragionata, superfici superiori disegnate per ridurre penalizzazioni aerodinamiche e una carena che lavora per restituire stabilità senza rendere l’unità pigra o lenta nelle risposte.
Carena e comportamento dinamico: l’obiettivo è una crociera multi-ritmo
Navetta 64 non nasce per essere un puro dislocante, né un planante aggressivo: nasce per attraversare con efficacia una fascia ampia di andature. Questo significa che la geometria di carena e la gestione dell’assetto devono essere ottimizzate per evitare “buchi” di efficienza, tipici di alcune barche molto voluminose, che risultano economiche solo a bassi regimi e dispendiose appena si alza la velocità.

Materiali e costruzione: composito evoluto e rigore nella gestione delle grandi aperture
Scafo e coperta in GRP: una scelta tecnica, non conservativa
La base costruttiva è il composito in vetroresina per scafo e sovrastruttura. Nel segmento 60–70 piedi, la differenza non è “vetroresina sì o no”, ma come viene impiegata: qualità degli stampi, controllo delle stratificazioni, rigidità nelle aree di maggiore stress e isolamento acustico/termico. Sulla Navetta 64, l’ampiezza delle vetrate impone una progettazione attenta dei rinforzi: grandi superfici trasparenti sono un vantaggio per la vita a bordo, ma diventano eccellenza solo se integrate senza compromettere solidità e assenza di scricchiolii nel tempo.
Riduzione delle masse in alto: il carbonio dove conta davvero
Per contenere pesi e inerzie nelle strutture superiori, il progetto prevede l’impiego di carbonio sul flybridge in punti mirati. È una scelta che ha ricadute immediate: meno massa in alto significa barca più “calma” sul rollio e più efficace interazione con eventuali sistemi di stabilizzazione. In pratica, si traduce in maggiore comfort percepito e in un comportamento più composto sia in navigazione sia in rada.
Finiture e qualità percepita: il lusso passa da accoppiamenti, insonorizzazioni, impianti
Sulle unità premium, la qualità non è soltanto estetica. È la somma di dettagli tecnici: pannellature ben fissate, cablaggi ordinati, accessi manutentivi ragionati, sistemi di ventilazione corretti, isolamento delle aree macchina. Quando questi elementi sono curati, la barca mantiene nel tempo l’impressione di solidità e silenzio, e la proprietà diventa più semplice da gestire anche sul piano operativo.
Motori, propulsione e trasmissione: l’IPS come architettura di sistema
La configurazione di riferimento: doppio Volvo Penta D13 IPS 1350
La motorizzazione più rappresentativa prevede 2 × Volvo Penta D13 IPS 1350. Al di là del dato di potenza, ciò che conta è l’integrazione tra motori, pod orientabili e gestione elettronica. Su una barca con volumi importanti, questa architettura offre un vantaggio concreto: la spinta è gestibile in modo estremamente preciso, l’assetto viene controllato con maggiore finezza e la conduzione risulta più intuitiva per chi non vuole dipendere da un equipaggio numeroso.

Alternative e logica di configurazione: potenza “reale” per carichi reali
Esistono configurazioni in gamma anche con tagli inferiori (come IPS 1200), ma il ragionamento dell’armatore evoluto spesso è pragmatico: scegliere una potenza che mantenga margine quando la barca è davvero “in assetto da crociera”, cioè con carburante, acqua, tender, dotazioni e ospiti. In questo modo si ottiene una navigazione più rilassata, regimi meno stressanti e performance più consistenti al variare del carico.
Perché i pod cambiano l’esperienza: spiegazione semplice di un vantaggio complesso
Per chi non è tecnico, il concetto può essere riassunto così: con l’IPS, la barca “risponde” più facilmente alle manovre, soprattutto in banchina. Il joystick permette movimenti laterali e rotazioni controllate; la sensazione al timone è più prevedibile; l’ormeggio diventa una procedura meno tesa. In mare, l’effetto si traduce in controllo dell’assetto e in una crociera più pulita, perché la spinta è efficiente e la correzione di rotta richiede meno interventi.
Sistemi di bordo: elettronica integrata, automazioni e supporto alla sicurezza
Plancia e navigazione: ergonomia prima della spettacolarità
La plancia è concepita per ridurre carico cognitivo: strumenti leggibili, display multifunzione in posizione corretta, sedute e posture pensate per lunghe ore di conduzione. In un progetto orientato alla crociera, l’ergonomia non è un dettaglio: significa meno fatica, più attenzione e maggiore sicurezza nelle manovre e nella gestione del traffico nautico.
Gestione impianti e comfort: quando la domotica è un alleato, non un giocattolo
L’integrazione dei controlli di bordo (climatizzazione, utenze, sistemi ausiliari) risponde a una logica precisa: semplificare la vita a bordo senza creare dipendenze fragili. L’approccio moderno privilegia interfacce intuitive e monitoraggio costante degli impianti, così che l’equipaggio (o l’armatore) possa prevenire problemi e mantenere l’unità efficiente nel tempo.

Controllo dell’assetto e stabilizzazione: il comfort si progetta, non si promette
Interceptor e sistemi di regolazione del trim permettono di mantenere l’assetto corretto al variare di mare e carico. Su una navetta con fly importante, la stabilizzazione (quando presente) è uno dei veri “game changer”: migliora la qualità del soggiorno in rada, rende più piacevole la navigazione con onda al traverso e valorizza gli spazi esterni, perché riduce quel rollio che spesso limita la fruibilità reale dei ponti.
Prestazioni e autonomia: una navetta che non teme la velocità, senza inseguirla
Velocità massima e crociera: la barca vive bene intorno ai 20 nodi
I dati diffusi e le prove disponibili indicano una velocità massima nell’ordine dei 27–28 nodi, con una crociera tipica collocata attorno ai 20 nodi. È un profilo coerente con l’identità del modello: non un “fast yacht” estremo, ma una barca capace di coprire distanze in tempi competitivi quando serve, senza rinunciare al comfort e senza trasformare ogni miglio in un compromesso energetico.
Autonomia: la credibilità si misura nelle andature utili, non nei record
La capacità carburante (3.600 L) e l’impostazione della piattaforma consentono un raggio d’azione significativo. A velocità intermedie, l’autonomia può attestarsi su valori di riferimento intorno alle 300 miglia nautiche (indicativamente circa 310 NM a 18 nodi, in funzione di condizioni e carichi). È un dato importante perché fotografa l’uso tipico: traversate tra arcipelaghi, passaggi tra coste, crociere mediterranee senza ansia da rifornimento.
Consumi: leggere la curva, non fissarsi su un numero singolo
Su barche di questa classe, parlare di consumi ha senso solo con una chiave ingegneristica: la curva deve crescere in modo progressivo e prevedibile. La Navetta 64 è pensata per evitare scalini improvvisi di inefficienza e per mantenere un comportamento gestibile lungo diverse andature. In pratica, l’armatore può scegliere un ritmo più tranquillo quando vuole massimizzare autonomia e silenzio, oppure aumentare la velocità senza percepire che la barca “esce dal suo territorio naturale”.
Design e layout: un interno panoramico costruito attorno alla vita quotidiana
Ponte principale: salone, cucina e pozzetto come un unico ecosistema
Il ponte principale è impostato per essere vissuto con naturalezza. Il salone non è un ambiente isolato, ma una zona conviviale che dialoga con l’esterno. La cucina, strategicamente posizionata, lavora come “ponte” tra interno e pozzetto: serve pranzi e cene con logica fluida, riduce tempi di servizio e consente di vivere la barca anche in modo informale, senza trasformare ogni momento in una micro-operazione di equipaggio.

Ponte inferiore: cabina armatoriale a prua e ospiti con privacy credibile
La cabina armatoriale a prua, con letto di dimensioni generose, è uno degli elementi più riconoscibili della filosofia Absolute: l’armatore deve sentirsi al centro del progetto. Le cabine ospiti, con servizi dedicati e buoni spazi di stivaggio, puntano a offrire privacy reale, fondamentale sia per l’uso familiare sia per un charter di alto livello. La luminosità, favorita da finestrature importanti, eleva la qualità percepita e rende gli interni meno “sotterranei” rispetto a molti competitor.

La soluzione Beach Club: la poppa come esperienza e non solo come passaggio
Uno dei punti più distintivi della Navetta 64 è la possibilità di trasformare la zona poppiera in un ambiente ad alta intensità emotiva: un’area “a livello mare” che può includere una cabina doppia e una relazione diretta con la piattaforma bagno. Dal punto di vista tecnico, realizzare un volume abitabile in questa posizione richiede rigore: tenuta stagna, sensori, sistemi di sicurezza e una progettazione che non accetti scorciatoie. Dal punto di vista dell’armatore, invece, significa cambiare il modo di vivere la barca: la poppa diventa un piccolo resort privato sull’acqua.
Vita a bordo e comfort: un luxury che si misura in silenzio, ergonomia e qualità d’uso
Clima, illuminazione e materiali: comfort come equilibrio sensoriale
La percezione premium nasce dalla somma di fattori: climatizzazione efficace, illuminazione ben progettata, materiali coerenti e piacevoli al tatto. La Navetta 64 adotta un linguaggio contemporaneo, con finiture sobrie che non stancano e che tendono a invecchiare bene. In uno yacht da crociera, la vera eleganza è quella che resta credibile anche dopo stagioni di utilizzo intensivo.

Ergonomia degli spazi: percorsi semplici, altezze utili, fruibilità quotidiana
L’ergonomia è una disciplina concreta: significa passare senza ostacoli, aprire e chiudere senza impatti, muoversi in sicurezza anche con mare formato o in notturna. Qui l’impostazione è chiaramente orientata alla praticità: passaggi logici, spazi comuni progettati per ospitare persone senza creare “colli di bottiglia”, e un rapporto interno-esterno che valorizza davvero pozzetto e prua, non solo come aree scenografiche ma come luoghi di vita.
Gestibilità con equipaggio ridotto: un vantaggio economico e operativo
Una barca che si manovra bene e che offre accessi tecnici ordinati consente una gestione più snella. Per l’armatore privato è un beneficio diretto; per il charter è una leva economica e organizzativa. La Navetta 64 si colloca proprio qui: grande abbastanza per essere “importante”, ma progettata per non diventare un impegno eccessivo in termini di conduzione quotidiana.
Comportamento in mare: stabilità, ingresso in planata e sensazioni al comando
Transizione di regime: progressività e controllo
Una delle qualità più apprezzabili di una navetta veloce è la capacità di attraversare la transizione verso la planata senza incertezze. La Navetta 64 è impostata per rendere questo passaggio progressivo: la barca non dà la sensazione di “strappare” o di richiedere correzioni continue, ma accompagna l’aumento di velocità con un assetto controllato, sostenuto dai sistemi di trim e dalla logica della propulsione.
Manovrabilità e precisione: il ruolo decisivo del joystick
In porto, la differenza si percepisce immediatamente. Il joystick trasforma l’ormeggio in una sequenza di movimenti semplici e controllabili. Con vento o corrente, la capacità di “posizionare” lo yacht con microspinte riduce stress e rischio di contatti. È un fattore che, nella realtà quotidiana, vale quanto la bellezza degli interni: perché determina quanto spesso e quanto volentieri si usa la barca.
Rumore e vibrazioni: la qualità nascosta che distingue i progetti maturi
Su uno yacht di questa categoria, la piacevolezza di navigazione dipende in modo cruciale dal controllo di rumorosità e vibrazioni. Questo si ottiene con layout impiantistici ordinati, isolamento ben eseguito e una struttura capace di mantenere rigidità anche con aperture importanti. Quando questi elementi sono centrati, l’esperienza a bordo diventa “rilassante” non per magia, ma per ingegneria applicata.

Mercato, concorrenza e trend: dove si colloca la Navetta 64 e perché è attuale
Segmento e posizionamento: premium con forte contenuto progettuale
Nel panorama dei 60–66 piedi, la Navetta 64 si inserisce nella fascia premium con un contenuto tecnico e di layout che giustifica la sua collocazione. In questa classe, non basta offrire metri quadrati: serve dimostrare che gli spazi sono stati ottenuti senza sacrificare sicurezza, equilibrio dinamico e qualità costruttiva.
Competitor diretti: la sfida è tra “crociera vera” e “stile puro”
I rivali più pertinenti sono le unità che propongono una crociera confortevole con volumi importanti e una forte attenzione agli esterni. Modelli come Sirena 64 o Azimut Magellano 66 rappresentano alternative credibili, ciascuna con la propria interpretazione del tema. La Navetta 64 si distingue soprattutto per l’impostazione delle vetrate e per la soluzione poppiera in stile beach club, che rende l’esperienza a bordo più “resort” senza perdere la vocazione a macinare miglia.
Clientela target: armatori privati evoluti e charter di fascia alta
Il profilo dell’armatore ideale è quello che vuole vivere la barca come una casa mobile, senza complicazioni operative. Allo stesso tempo, l’unità ha caratteristiche molto appetibili per il charter luxury: cabine con privacy, grande impatto estetico degli spazi panoramici e un’organizzazione che facilita servizio e gestione ospiti. In entrambi i casi, il valore sta nella capacità di offrire comfort misurabile e non soltanto percezione.

Riconoscimenti e valore d’immagine: quando i premi contano (e quando no)
I riconoscimenti di settore sono utili se premiano aspetti concreti: innovazione di layout, qualità della vivibilità, capacità di combinare design e funzionalità. Nel caso della Navetta 64, la visibilità internazionale e l’interesse mediatico sono coerenti con ciò che la barca offre davvero: un progetto che osa sul concetto di poppa e che rende la luce e la vista parte integrante dell’esperienza di crociera.
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Prospettive future: come questo 64 piedi anticipa la direzione del settore
La rotta del mercato è chiara: barche sempre più vivibili, sempre più gestibili e con spazi esterni che diventano protagonisti. Parallelamente cresce l’attenzione a efficienza, riduzione del rumore, controllo digitale degli impianti e predisposizione per tecnologie evolutive. Navetta 64 si inserisce in questa traiettoria con coerenza: non punta a stupire con slogan, ma con soluzioni che incidono su uso quotidiano, comfort e sicurezza.
Nel medio periodo, la spinta sarà verso ottimizzazione energetica e sistemi di bordo sempre più integrati, mantenendo però un requisito imprescindibile: l’affidabilità. In questo senso, la scelta di una piattaforma propulsiva moderna e di un layout improntato alla manutenzione ordinata è già un indicatore di lungimiranza progettuale.
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Conclusioni: perché la Absolute Navetta 64 è più di una “navetta”, e a chi parla davvero
La Absolute Navetta 64 è un progetto centrato, costruito attorno a un’idea concreta di lusso: spazio usabile, panorama continuo, gestione semplificata e crociera versatile. Non pretende di essere un performance yacht, e non si limita a essere un trawler comodo: è una piattaforma moderna che consente di scegliere come vivere il mare, dal relax prolungato alla navigazione più rapida, senza perdere coerenza tecnica.
Per l’armatore che desidera una barca “da famiglia” con ambizioni di lunga permanenza, è una proposta estremamente convincente. Per chi opera nel charter di alto profilo, è una macchina dell’ospitalità grazie a layout, privacy e impatto degli spazi outdoor. In entrambi i casi, il punto forte è lo stesso: una barca che non vende solo bellezza, ma progetto—e il progetto, nel tempo, è ciò che fa davvero la differenza.


