Sunseeker Superhawk 55, l’essenza definitiva dell’open sportivo | Quando l’innovazione incontra la leggenda

Ci sono nomi che, nella nautica di fascia alta, funzionano come un marchio nel marchio. Superhawk è uno di questi: evoca immediatezza, potenza, un certo modo “fisico” di intendere l’open sportivo. Con il Superhawk 55 Sunseeker non tenta di replicare il passato, ma di ricodificarlo: la barca resta emotiva, rapida, tagliente nelle linee, eppure si comporta come un prodotto contemporaneo, pensato per armatori che pretendono sì velocità, ma anche controllo, ripetibilità delle prestazioni e un livello di comfort reale a bordo.

La chiave interpretativa è proprio questa: non una “macchina da record” da usare con mare piatto e adrenalina alta, bensì un performance cruiser capace di mantenere un passo sostenuto nel mondo vero, con mare corto, traffico, scie, ingressi in porto stretti e ormeggi quotidiani. In termini ingegneristici, significa ottimizzare assetto, bilanciamento masse, ergonomia della conduzione e efficienza propulsiva prima ancora del picco di velocità dichiarato. E, in parallelo, significa offrire un sottocoperta che non sia un semplice “bonus”, ma un ambiente usabile per weekend e crociere brevi.

Sunseeker Superhawk 55 – sunseeker.com

Il cantiere: Sunseeker, tradizione britannica e gusto mediterraneo

Storia e identità industriale

Sunseeker nasce a Poole nel 1969 e, nel tempo, costruisce una reputazione internazionale grazie a una combinazione rara: estetica immediatamente riconoscibile, standard produttivi elevati e un’attenzione quasi maniacale per il modo in cui l’armatore vive la barca. Se la concorrenza spesso divide nettamente tra “barche da crociera” e “barche da prestazione”, Sunseeker ha coltivato per decenni una terza via: unità veloci, sì, ma progettate con una logica di utilizzo che tiene insieme funzione e rappresentanza.

Filosofia costruttiva e percezione di mercato

Il valore di un brand premium non risiede soltanto nella silhouette, ma nella coerenza dei dettagli: chiusure, giochi, allineamenti, accessibilità tecnica, qualità delle finiture e robustezza percepita. Sunseeker ha consolidato il proprio posizionamento anche attraverso una produzione in composito industrialmente matura, con layout pensati per massimizzare fruibilità degli esterni (tema particolarmente “mediterraneo”) e con interni che puntano su luce, sensazione di volume e una cura estetica di impronta contemporanea.

Il Superhawk 55 si inserisce con naturalezza in questa traiettoria: è sportivo, ma non “spigoloso” nell’esperienza d’uso; è esclusivo, ma non elitario in manovra; è scenografico, ma soprattutto funzionale nelle aree che contano davvero.

Sunseeker Superhawk 55 – ripresa dall’alto – sunseeker.com

Scheda tecnica sintetica

  • Lunghezza fuori tutto (LOA): 17,13 m
  • Baglio massimo: 4,93 m
  • Pescaggio: 1,43 m
  • Dislocamento: 26.100 kg
  • Serbatoio carburante: 1.800 L
  • Serbatoio acqua dolce: 430 L
  • Acque nere: 150 L
  • Motori e trasmissione: 2 × Volvo Penta D11 con IPS 950 (2 × 725 PS)
  • Velocità massima dichiarata: fino a 38 kn
  • Generatore: 11 kW (50 Hz) / 11,5 kW (60 Hz)
  • Cabine / bagni: 2 / 2

Dimensioni e architettura navale: perché questo 55 “sta” così bene sull’acqua

Rapporti dimensionali e vantaggi pratici

Con un baglio di 4,93 m su una lunghezza fuori tutto di 17,13 m, il Superhawk 55 dispone di una piattaforma che favorisce stabilità trasversale e vivibilità in coperta senza trasformarsi in un “pontone”. Il pescaggio di 1,43 m è coerente con la scelta propulsiva a pod e con una geometria di poppa che deve lavorare in modo efficiente alle andature tipiche del dayboating veloce.

Il dislocamento dichiarato di 26.100 kg va letto con attenzione: è un dato che, nel mondo reale, dipende in modo sensibile da dotazioni, livello carburante, tender e accessori. Tuttavia, la massa complessiva colloca la barca in una fascia “seria”: non un oggetto ultraleggero da mare piatto, ma un open robusto che può assorbire energia d’onda e mantenere solidità strutturale anche dopo ore di navigazione veloce.

Scafo ottimizzato per IPS: cosa significa davvero

Quando un costruttore dichiara che la carena è progettata “intorno” all’IPS, non sta aggiungendo un’etichetta: sta parlando di un equilibrio di progetto. Posizionamento dei gruppi propulsivi, distribuzione dei volumi, baricentro longitudinale e geometrie della zona poppiera sono elementi che incidono sulla resistenza totale e sul modo in cui l’imbarcazione entra in planata, mantiene l’assetto e disegna la virata.

Sunseeker Superhawk 55 – sunseeker.com

In un sistema a pod, inoltre, la fluidodinamica di poppa è cruciale: flussi disturbati, cavitazione o aerazione delle eliche possono penalizzare efficienza e rumorosità. Un’impostazione corretta permette invece di ottenere una spinta pulita, progressiva e “composta”, che si traduce in comfort per gli ospiti e in confidenza per il pilota.

Materiali e costruzione: composito evoluto e qualità percepita

Scafo e sovrastruttura in GRP: standard premium, differenza nei dettagli

Nel segmento dei performance cruiser di fascia alta, il composito in vetroresina (GRP) è una scelta consolidata: garantisce un eccellente bilanciamento tra rigidità, finitura estetica e ripetibilità industriale. La differenza non sta tanto nel “materiale” in sé, quanto nella progettazione degli accoppiamenti, nella cura di paratie e rinforzi, nel modo in cui si gestiscono vibrazioni e rumorosità e, soprattutto, nella precisione degli elementi funzionali: sportelli, flush deck, incassi e battute.

Su un open sportivo, l’effetto premium si misura anche dall’assenza di rumori parassiti in navigazione e dalla sensazione di solidità quando si cammina in coperta. Una barca veloce che scricchiola o vibra in modo evidente perde immediatamente credibilità; al contrario, un’imbarcazione che “suona piena” restituisce la percezione di un investimento tecnico oltre che estetico.

Interni: legni, laccature e luce come componente progettuale

Il sottocoperta del Superhawk 55 gioca su una combinazione di finiture laccate, pannellature moderne e una gestione della luce che amplia la percezione degli spazi. Qui la luce non è un accessorio: è un vero “materiale” di progetto. Finestre di scafo e superfici vetrate superiori alleggeriscono l’ambiente, riducono l’effetto “sottoterra” e rendono più naturale la permanenza in dinette anche durante le ore più calde.

Sunseeker Superhawk 55 – interni – sunseeker.com

In termini di comfort, questo approccio è decisivo: la barca non è soltanto bella da guardare, ma più vivibile perché psicologicamente più aperta, più ariosa, meno compressa.

Motorizzazione e trasmissione: D11 + IPS 950, la potenza che “si governa”

Perché IPS su un 55 piedi sportivo

La configurazione con 2 × Volvo Penta D11 abbinati a IPS 950 (circa 1.450 PS complessivi) definisce il carattere della barca. L’IPS non è soltanto un modo diverso di trasmettere potenza: è una piattaforma che integra manovra, controllo e spesso una maggiore facilità di gestione per l’armatore “owner-driver”.

Dal punto di vista dell’uso, la presenza del joystick riduce drasticamente la complessità delle manovre, soprattutto nelle situazioni tipiche del Mediterraneo: ormeggio in retromarcia, venti laterali, spazi stretti, traffico in marina. Il risultato è un open veloce che non richiede “mani da professionista” per essere vissuto con serenità.

Manovrabilità: joystick e thruster come moltiplicatori di sicurezza

Le unità a pod offrono anche un comportamento dinamico spesso apprezzato: risposta pronta, virate pulite, controllo fine della traiettoria. L’eventuale supporto del bow thruster completa il pacchetto rendendo le manovre più prevedibili, aspetto che incide direttamente sulla sicurezza e sulla riduzione dello stress operativo.

Questo punto è essenziale: una barca sportiva davvero moderna non si giudica solo da ciò che fa “al massimo”, ma da quanto rende facile fare bene ciò che si fa ogni giorno.

Prestazioni, consumi e autonomia: numeri che parlano di progetto

Velocità: dichiarazioni e riscontri realistici

Sunseeker dichiara una velocità massima fino a 38 nodi. In prove indipendenti vengono riportati valori di punta attorno ai 36,6 nodi, uno scarto assolutamente compatibile con le variabili reali (carico, condizioni meteo-marine, stato della carena, temperatura dell’aria e del mare). La scelta di non estremizzare la barca fino a inseguire numeri sensazionalistici è coerente con la filosofia del modello: prestazioni elevate ma “abitabili”.

Planata: cosa significa entrare “presto”

È stato rilevato un ingresso in planata poco sopra i 13 nodi. Questo dato, apparentemente tecnico, ha ricadute concrete: una transizione dolce riduce rumore, vibrazioni e picchi di consumo durante la fase più energivora della navigazione. Significa anche che la barca può “galleggiare” su un range di velocità più ampio senza risultare scomoda, utile quando si deve adattare l’andatura a mare e traffico.

Sunseeker Superhawk 55 – prua – sunseeker.com

Consumi: tradurre L/nm in scenari operativi

In test pubblicati si parla di un consumo nell’ordine di 7–8 litri per miglio nautico alle andature di crociera. Convertiamo in un linguaggio pratico: a 25 nodi (25 miglia nautiche all’ora), equivale indicativamente a 175–200 litri/ora. Non è un esercizio accademico: per l’armatore è lo strumento per pianificare trasferimenti, capire il costo operativo e definire margini di sicurezza.

Con 1.800 litri di carburante, l’autonomia teorica dipende dall’andatura e dai margini che si decide di mantenere. Le stime riportate parlano di un range dell’ordine di 250 miglia a circa 25 nodi, valore coerente con una barca pensata per muoversi rapidamente tra porti, senza rinunciare a un “cuscinetto” di riserva prudente.

Sistemi di bordo: elettronica, energia e gestione impianti

Plancia: ergonomia prima della spettacolarità

Su un open che naviga velocemente, la postazione di comando deve ridurre l’affaticamento. Il Superhawk 55 adotta una guida centrale con sedute protette e un’impostazione da performance cruiser: comandi a portata, appoggi corretti, leggibilità chiara degli strumenti. In diverse prove viene citata una configurazione con due display Garmin di grandi dimensioni, soluzione che consente di gestire cartografia, dati motore e sistemi di bordo con immediatezza.

Sunseeker Superhawk 55 – plancia – sunseeker.com

Dal punto di vista della sicurezza, questa è una scelta sensata: a velocità elevate, la capacità di “leggere” la situazione in un colpo d’occhio vale più di qualunque estetica futuristica.

Energia: generatore e comfort alberghiero

Il generatore dichiarato da 11 kW (50 Hz) o 11,5 kW (60 Hz) è un dimensionamento in linea con l’aspettativa premium: alimentare servizi di bordo, intrattenimento e gestione termica (a seconda dell’allestimento) senza compromessi. La qualità dell’esperienza non dipende solo da “quanti” dispositivi si montano, ma da come l’impianto viene progettato: protezioni, gestione carichi, accessibilità manutentiva e silenziosità.

Design: la barca come spazio sociale ad alta efficienza

Cockpit: modularità e fruizione “a scenari”

Il cockpit del Superhawk 55 è concepito per cambiare pelle. Non è un pozzetto statico: è un’area living che si adatta al momento, dal trasferimento veloce al pranzo in rada, dall’aperitivo serale al relax totale. Alcune prove parlano di una capacità fino a dieci ospiti in configurazione conviviale, risultato reso possibile da sedute ben distribuite e da un tavolo centrale che diventa fulcro dell’esperienza.

Qui emerge un aspetto progettuale spesso sottovalutato: l’ergonomia dei passaggi. Su un open sportivo, la sicurezza non dipende solo da tientibene e corrimani, ma dal modo in cui le persone possono muoversi senza interferire con la conduzione e senza creare congestioni nei punti critici.

Sunseeker Superhawk 55 – cockpit – sunseeker.com

Wet bar: la “cucina esterna” che cambia l’uso della barca

Un wet bar ben attrezzato (con lavello, frigo e piani di lavoro, spesso con grill in base all’allestimento) trasforma la barca in una piattaforma hospitality. In termini di mercato, è uno degli elementi che avvicina l’open sportivo alla logica dei dayboat di lusso: meno spostamenti sottocoperta, più vita all’aperto, maggiore rapidità nel servire e nel gestire ospiti.

Prua: doppio salotto e ombreggio leggero

La prua offre un secondo spazio living, con prendisole e possibilità di configurazioni più “sociali”. Il tendalino con supporti in carbonio (citato in diverse presentazioni del modello) è un dettaglio da barche di taglio superiore: leggero, pulito visivamente, rapido da gestire. È una soluzione che risponde a un’esigenza concreta: ombra senza strutture invadenti e senza compromettere l’eleganza della linea.

Sunseeker Superhawk 55 – prendisole a prua – sunseeker.com

Innovazione: efficienza, soluzioni integrate e attenzione al “nascosto”

Riduzione consumi: la strategia della coerenza tecnica

Il Superhawk 55 non nasce come progetto ibrido, ma affronta la modernità con un approccio pragmatico: migliorare efficienza e fruibilità complessiva. In una fase in cui l’ibrido e l’elettrico stanno crescendo, molte barche di questa classe scelgono di ottimizzare ciò che è già maturo: carena efficiente, propulsione ben integrata, consumi relativamente contenuti per le prestazioni offerte.

La sostenibilità, qui, è soprattutto sostenibilità operativa: navigare forte consumando “il giusto”, ridurre stress meccanico, aumentare la vita utile dei componenti grazie a una gestione più pulita di assetto e transitori.

Stivaggi e meccanismi: quando l’ingegneria diventa comfort

Un tratto distintivo del modello è la gestione intelligente dei volumi: tendere a “nascondere” ciò che disturba la pulizia del ponte e a liberare spazio per ciò che l’armatore usa davvero. Vengono citati stivaggi per water toys (ad esempio seabob), soluzioni di garage/tender e sistemi che mantengono la prua pulita grazie all’ancoraggio occultato. Questi elementi non sono meri vezzi: migliorano sicurezza (meno ostacoli), estetica (linea più pulita) e praticità (accesso rapido alle dotazioni).

Abitabilità e layout: due cabine, due bagni e un sottocoperta che non sembra “di servizio”

Cabine: privacy e flessibilità per uso armatoriale o charter

La configurazione a due cabine con due bagni è uno dei motivi per cui il Superhawk 55 supera la categoria dei “day-only”. La cabina di prua è pensata come VIP di ottimo livello, mentre la cabina di poppa gioca un ruolo strategico: le cuccette scorrevoli consentono di passare da matrimoniale a due letti singoli, aumentando versatilità per amici, famiglia o charter di lusso.

Questo dettaglio racconta un approccio progettuale maturo: la barca deve adattarsi ai diversi scenari di utilizzo senza obbligare l’armatore a scegliere tra “sportiva” e “vivibile”.

Dinette e cucina: luce naturale e percezione di volume

La zona dinette/cucina è impostata per essere vissuta. Le superfici vetrate e le finestrature di scafo lavorano a favore di una sensazione di ampiezza rara su un open di questa lunghezza. Il risultato è un sottocoperta che invita a restare: un punto cruciale quando il meteo cambia o quando si desidera un momento più raccolto senza rinunciare alla qualità dell’ambiente.

Sunseeker Superhawk 55 – dinette – sunseeker.com

In un’ottica ingegneristica, la qualità dell’abitabilità non dipende solo dai metri quadri, ma dalla qualità dell’aria, dall’illuminazione, dalla gestione dei flussi e dalla sensazione di “ordine” degli spazi: tutti aspetti su cui Sunseeker lavora con un’impronta riconoscibile.

Layout

Sunseeker Superhawk 55 – ponte principale – sunseeker.com
Sunseeker Superhawk 55 – ponte inferiore – sunseeker.com

In navigazione: feeling, controllo e sicurezza percepita

Comportamento dinamico: prestazioni utilizzabili, non intimidatorie

Le impressioni di prova descrivono un open agile e controllabile. La postazione centrale, con sedute protette, permette una guida sicura anche a velocità sostenute. L’assetto viene raccontato come composto e leggibile, qualità che aumenta la fiducia del pilota e rende la barca “facile” anche per chi non è un comandante professionista.

Questo è il punto che separa una barca sportiva riuscita da una barca “solo aggressiva”: la capacità di mantenere coerenza di comportamento in virata, di non sorprendere con reazioni nervose e di offrire sempre un margine di correzione.

Il mare reale: quando l’open deve essere anche robusto

Nel dayboating mediterraneo, l’onda corta e disordinata è frequente. Una barca veloce deve quindi coniugare reattività e capacità di assorbimento. Il Superhawk 55, grazie al suo dislocamento e all’impostazione di carena, viene interpretato come un prodotto che può sostenere velocità importanti senza trasformare la giornata in un esercizio di resistenza per l’equipaggio.

Sunseeker Superhawk 55 – piattaforma poppiera – sunseeker.com

Mercato e concorrenza: identità chiara in una nicchia affollata

Posizionamento: premium performance con contenuti da “grande barca”

Nel segmento degli open sportivi di alta gamma, il valore si misura sulla somma di esperienza d’uso, qualità percepita, reputazione del marchio e capacità del modello di restare desiderabile nel tempo. Viene riportata, in contesti di prova, una cifra indicativa di 1.535.000 € (IVA esclusa, riferimento temporale gennaio 2024), collocando la barca in una fascia coerente con l’offerta internazionale del segmento.

Questa fascia di mercato non compra soltanto “metri” o “cavalli”: compra un pacchetto dove la differenza la fanno layout, assistenza, rivendibilità e qualità complessiva del progetto.

Competitor: dayboat di lusso e open sportivi ad alto design

I rivali diretti non sono solo sportcruiser tradizionali, ma anche dayboat premium e open iconici. In analisi pubblicate vengono citati modelli come Vanquish 58, Maori 54, Wajer 55 e Wallypower58, tutti prodotti che uniscono design fortissimo e lifestyle da rada. Il Superhawk 55, rispetto a diversi competitor, fa leva su un equilibrio interessante: mantiene il linguaggio performance, ma abbina abitabilità reale (due cabine e due bagni) e una gestione tecnica più “user-friendly”.

Se si amplia la comparazione agli sportcruiser più classici, entrano alternative come Princess V55 e alcuni open italiani di grande fascino. Qui la distinzione diventa più soggettiva: chi cerca un’impostazione più cruiser può preferire layout differenti; chi vuole un’immagine più estrema può guardare altrove. Ma chi desidera una barca veloce, moderna e utilizzabile spesso, trova nel Superhawk 55 un compromesso particolarmente convincente.

Clientela tipo: owner-driver, charter selezionato e rappresentanza

Il profilo dell’armatore ideale è l’owner-driver che ama condurre e vuole farlo senza complicazioni. In parallelo, l’imbarcazione è perfetta per un charter premium orientato a day trip e weekend, dove contano cockpit flessibile, comfort in rada e un sottocoperta credibile per ospitare. Infine, c’è la clientela “di rappresentanza”: chi usa la barca come strumento di relazione, ospitalità e trasferimento veloce tra porti e resort.

Galleria fotografica

Sunseeker Superhawk 55 – cabina armatoriale – sunseeker.com
Sunseeker Superhawk 55 – bagno – sunseeker.com
Sunseeker Superhawk 55 – pozzetto – sunseeker.com

Premi e riconoscimenti: quando il design e la funzione vengono “certificati”

Nel panorama delle barche premium, i riconoscimenti hanno valore quando premiano aspetti concreti del progetto. Il Superhawk 55 ha ottenuto premi di rilievo: Best Exterior Design ai World Yachts Trophies 2023 nella fascia 45’–64’ e la vittoria nella categoria Sportscruisers over 45ft ai Motor Boat Awards 2024. Letti insieme, questi risultati descrivono bene la natura del modello: un’imbarcazione che colpisce per stile, ma che convince anche in uso e in mare.

Video

Prospettive: cosa racconta il Superhawk 55 sul futuro degli open performance

Il Superhawk 55 è un segnale chiaro di dove sta andando il settore: barche sempre più orientate alla qualità dell’esperienza oltre che alla potenza. Non basta correre: bisogna correre con controllo, con consumi sensati per la classe, con spazi esterni modulari e con un sottocoperta che renda possibile l’uso prolungato. La modernità, qui, non è l’effetto speciale, ma l’insieme di scelte coerenti: propulsione integrata, ergonomia della conduzione, comfort in rada, e quella cura per i dettagli “nascosti” che fa la differenza tra un open appariscente e un open davvero ben progettato.

In sintesi, Sunseeker utilizza il nome Superhawk non come nostalgia, ma come promessa contemporanea: prestazioni emozionanti unite a un’impostazione tecnica e abitativa capace di sostenere l’uso reale, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione.